Antifona Dona pace, o Signore, a quanti in te confidano; i tuoi profeti siano trovati degni di fede. Ascolta la preghiera dei tuoi servi e del tuo popolo, Israele. (Cf. Sir 36,18)
Colletta O Dio, creatore e Signore dell’universo, volgi a noi il tuo sguardo, e fa’ che ci dedichiamo con tutte le forze al tuo servizio per sperimentare la potenza della tua misericordia. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura Se Cristo non è risorto vana è la vostra fede. Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 1Cor 15,12-20
Fratelli, se si annuncia che Cristo è risorto dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non vi è risurrezione dei morti? Se non vi è risurrezione dei morti, neanche Cristo è risorto! Ma se Cristo non è risorto, vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede. Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato il Cristo mentre di fatto non lo ha risuscitato, se è vero che i morti non risorgono. Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto; ma se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. Perciò anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. Se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto per questa vita, siamo da commiserare più di tutti gli uomini. Ora, invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale Dal Sal 16 (17)
R. Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto. Oppure: R. Mostrami, Signore, la luce del tuo volto.
Ascolta, Signore, la mia giusta causa, sii attento al mio grido. Porgi l'orecchio alla mia preghiera: sulle mie labbra non c'è inganno. R.
Io t'invoco poiché tu mi rispondi, o Dio; tendi a me l'orecchio, ascolta le mie parole, mostrami i prodigi della tua misericordia, tu che salvi dai nemici chi si affida alla tua destra. R.
Custodiscimi come pupilla degli occhi, all'ombra delle tue ali nascondimi. Ma io nella giustizia contemplerò il tuo volto, al risveglio mi sazierò della tua immagine. R.
Acclamazione al Vangelo Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. (Mt 11,25)
Alleluia.
Vangelo C’erano con lui i Dodici e alcune donne che li servivano con i loro beni. Dal Vangelo secondo Luca Lc 8,1-3
In quel tempo, Gesù se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.
PAROLE DEI PAPI …già in questa vita abbiamo in noi una partecipazione alla Risurrezione di Cristo. Se è vero che Gesù ci risusciterà alla fine dei tempi, è anche vero che, per un certo aspetto, con Lui già siamo risuscitati. La vita eterna incomincia già in questo momento, incomincia durante tutta la vita, che è orientata verso quel momento della risurrezione finale. E già siamo risuscitati, infatti, mediante il Battesimo, siamo inseriti nella morte e risurrezione di Cristo e partecipiamo alla vita nuova, che è la sua vita. Pertanto, in attesa dell’ultimo giorno, abbiamo in noi stessi un seme di risurrezione, quale anticipo della risurrezione piena che riceveremo in eredità. Per questo anche il corpo di ciascuno di noi è risonanza di eternità, quindi va sempre rispettato; e soprattutto va rispettata e amata la vita di quanti soffrono, perché sentano la vicinanza del Regno di Dio, di quella condizione di vita eterna verso la quale camminiamo. Questo pensiero ci dà speranza: siamo in cammino verso la risurrezione. Questa è la nostra gioia! (Udienza generale, 4 dicembre 2013) Il genio femminile che si rispecchia nella Chiesa che è donna. E questo credo che sia il passo che noi dobbiamo fare con molta forza: la donna è l'immagine della Chiesa che è donna, è sposa, è madre. Uno stile. Senza questo stile parleremmo del popolo di Dio ma come organizzazione, forse sindacale, ma non come famiglia partorita dalla madre Chiesa (...) si tratta di integrare la donna come figura della Chiesa nel nostro pensiero. E pensare anche la Chiesa con le categorie di una donna. (PAPA Francesco - protezione Minori Vaticano 22 febbraio 2019 – INTERVENTO SANTO PADRE)
Vorrei sottolineare tre aspetti del prendersi cura quale apporto delle donne per una maggiore inclusività, per un maggior rispetto dell’altro e per affrontare in modo nuovo sfide nuove. In primo luogo per una maggiore inclusività. (…) Tante volte ho ricordato con forza che la diversità non deve mai sfociare nella disuguaglianza, ma piuttosto in una grata e reciproca accoglienza. (…) Nessuno deve essere escluso: questo è un principio sacro. Infatti, il progetto di Dio Creatore è un progetto «essenzialmente inclusivo» - sempre -. (…) Secondo apporto: per un maggiore rispetto dell’altro. Ogni persona va rispettata nella sua dignità e nei suoi diritti fondamentali (…) Questo vale in modo particolare per le donne, più facilmente soggette a violenze e soprusi. (…) E veniamo all’ultimo punto: affrontare in modo nuovo sfide nuove. La creatività. La specificità insostituibile del contributo femminile al bene comune è innegabile. (…) L’eroicità delle donne. Al di là degli stereotipi di un certo stile agiografico, sono persone impressionanti per determinazione, coraggio, fedeltà, capacità di soffrire e di trasmettere gioia, onestà, umiltà, tenacia. (P. Francesco Discorso ai partecipanti all'incontro della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontefice, 11 marzo 2023)
- In buona sostanza, la storia del cristianesimo avrebbe avuto uno sviluppo ben diverso se non ci fosse stato il generoso apporto di molte donne. Per questo, ha scritto il mio venerato e caro Predecessore Giovanni Paolo Il una nella Lettera apostolica, Mulieris dignitatem, dalla quale vorrei citare un passo dove dice: «la Chiesa rende grazie per tutte le donne e per ciascuna... La Chiesa ringrazia per tutte le manifestazioni del “genio” femminile apparse nel corso della storia, in mezzo a tutti i popoli e nazioni; ringrazia per tutti i carismi che lo Spirito Santo elargisce alle donne nella storia del Popolo di Dio, per tutte le vittorie che essa deve alla loro fede, speranza e carità: ringrazia per tutti i frutti della santità femminile». Come si vede, l’elogio riguarda le donne nel corso della storia della Chiesa ed è espresso a nome dell’intera comunità ecclesiale. Anche noi quindi ci uniamo a questo apprezzamento ringraziando il Signore, perché egli conduce la sua Chiesa, generazione dopo generazione, avvalendosi indistintamente di uomini e di donne, che sanno mettere a frutto la loro fede e il loro battesimo per il bene dell’intero Corpo ecclesiale, a maggior gloria di Dio. - Gesù (…) scelse tra i suoi discepoli dodici uomini come Padri del nuovo Israele, gli scelse, come dice San Marco, perché «stessero con lui e anche per mandarli a predicare». Questo fatto è evidente, ma, oltre ai Dodici, colonne della Chiesa, padri del nuovo Popolo di Dio, sono scelte nel numero dei discepoli anche molte donne. (…) In primo luogo, il pensiero va naturalmente alla Vergine Maria, che con la sua fede e la sua opera materna collaborò in modo unico alla nostra Redenzione. (…) Ci sono poi varie donne, che a diverso titolo gravitarono attorno alla figura di Gesù con funzioni di responsabilità. Ne sono esempio eloquente le donne che seguivano Gesù per assisterlo con le loro sostanze e di cui Luca ci tramanda alcuni nomi: Maria di Magdala, Giovanna, Susanna e «molte altre» (Lc 8,2-3). (…) Anche nell’ambito della Chiesa primitiva la presenza femminile è tutt'altro che secondaria. (…) La storia del cristianesimo avrebbe avuto uno sviluppo ben diverso se non ci fosse stato il generoso apporto di molte donne. Per questo, (…) «la Chiesa rende grazie per tutte le donne e per ciascuna». (Benedetto XVI - Udienza generale, 14 febbraio 2007)
GESUITI Qui c’è Gesù e con lui i Dodici e oltre i Dodici alcune donne. L'attenzione dell'evangelista non è più solo su Gesù, ma è Gesù circondato da quelli che costituiscono con lui questo gruppo, che si muove da una città all'altra, da un villaggio all'altro, quindi abbiamo un'immagine di comunità. L'annuncio del vangelo determina, nel momento in cui viene accolto, nel momento in cui viene recepito, custodito, fatto germogliare nella propria vita, diventa un’esperienza di comunione, comunione con Gesù, innanzitutto.Poi comunione tra uomini e donne. L’annuncio del vangelo trova la sua forza anche in questo fatto che era annunciato da Gesù, che con i Dodici e con le donne si muove da un posto all’altro. La novità vangelo, di questa solidarietà, di questa fraternità, di questa misericordia ha la sua immagine visiva, per chi incontra Gesù, nel vederlo insieme con questi uomini e con queste donne. Quindi abbiamo da una parte l'annuncio del vangelo che crea una comunità e la comunità che diventa essa stessa annunciatrice del vangelo e di ciò che il vangelo significa, di ciò che il vangelo determina. Queste donne meritano di essere menzionate per nome, così come sono stati elencati i nomi degli apostoli. Perché non sono solo alcune donne; queste donne hanno vissuto con Gesù le tappe fondamentali. Abbiamo la menzione di Maria di Magdala e di Giovanna moglie di Cusa, che saranno poi ricordate anche nel giorno della resurrezione. Queste donne accompagnano Gesù lungo tutto il suo cammino fino alla passione, fino alla resurrezione; non vengono meno, non si tirano indietro. Cos’è che permette a queste donne di poter vivere tutto ciò? Perché sono stato guarite, sono state guarite da spiriti cattivi, da spiriti immondi e da infermità. Sono stato guarite, sono state curate nel corpo o nello spirito. L'esperienza, che era quella che abbiamo visto negli episodi precedenti, di potere da parte del Signore rimettere in piedi l’uomo e la donna, è stata vissuta da queste donne che sono citate, e proprio perché è stata vissuta suscita in loro una risposta. Che non è obbligatoria la risposta di seguire, di entrare a far parte di questo gruppo, ma loro lo fanno ed è un di più, una generosità. Una risposta che dice da parte loro una consapevolezza di quanto hanno ricevuto e il desiderio di poter corrispondere, non l’obbligo, non per forza, non per sdebitarsi, ma proprio perché c’è una chiamata alla generosità. Questa chiamata alla generosità diventa il servizio che loro fanno a favore di Gesù e di tutti coloro che fanno parte di questa comunità: li servono. In questo servire c’è anche il titolo del loro spendersi per tutti questi che fanno parte del gruppo. Servendoli, prendendosi cura di loro, questo è il servizio, queste donne costruiscono la comunità; non stanno soltanto continuando a ricevere, stanno diventando loro stesse protagoniste attive, costruiscono esse stesse la comunità. Lo possono fare perché la memoria della guarigione che hanno ricevuto le rende capaci di poter usare ciò che sono le loro qualità a favore degli altri.
GESUITI Qui c’è Gesù e con lui i Dodici e oltre i Dodici alcune donne. L'attenzione dell'evangelista non è più solo su Gesù, ma è Gesù circondato da quelli che costituiscono con lui questo gruppo, che si muove da una città all'altra, da un villaggio all'altro, quindi abbiamo un'immagine di comunità. L'annuncio del vangelo determina, nel momento in cui viene accolto, nel momento in cui viene recepito, custodito, fatto germogliare nella propria vita, diventa un’esperienza di comunione, comunione con Gesù, innanzitutto.Poi comunione tra uomini e donne. L’annuncio del vangelo trova la sua forza anche in questo fatto che era annunciato da Gesù, che con i Dodici e con le donne si muove da un posto all’altro. La novità vangelo, di questa solidarietà, di questa fraternità, di questa misericordia ha la sua immagine visiva, per chi incontra Gesù, nel vederlo insieme con questi uomini e con queste donne. Quindi abbiamo da una parte l'annuncio del vangelo che crea una comunità e la comunità che diventa essa stessa annunciatrice del vangelo e di ciò che il vangelo significa, di ciò che il vangelo determina. Queste donne meritano di essere menzionate per nome, così come sono stati elencati i nomi degli apostoli. Perché non sono solo alcune donne; queste donne hanno vissuto con Gesù le tappe fondamentali. Abbiamo la menzione di Maria di Magdala e di Giovanna moglie di Cusa, che saranno poi ricordate anche nel giorno della resurrezione. Queste donne accompagnano Gesù lungo tutto il suo cammino fino alla passione, fino alla resurrezione; non vengono meno, non si tirano indietro. Cos’è che permette a queste donne di poter vivere tutto ciò? Perché sono stato guarite, sono state guarite da spiriti cattivi, da spiriti immondi e da infermità. Sono stato guarite, sono state curate nel corpo o nello spirito. L'esperienza, che era quella che abbiamo visto negli episodi precedenti, di potere da parte del Signore rimettere in piedi l’uomo e la donna, è stata vissuta da queste donne che sono citate, e proprio perché è stata vissuta suscita in loro una risposta. Che non è obbligatoria la risposta di seguire, di entrare a far parte di questo gruppo, ma loro lo fanno ed è un di più, una generosità. Una risposta che dice da parte loro una consapevolezza di quanto hanno ricevuto e il desiderio di poter corrispondere, non l’obbligo, non per forza, non per sdebitarsi, ma proprio perché c’è una chiamata alla generosità. Questa chiamata alla generosità diventa il servizio che loro fanno a favore di Gesù e di tutti coloro che fanno parte di questa comunità: li servono. In questo servire c’è anche il titolo del loro spendersi per tutti questi che fanno parte del gruppo. Servendoli, prendendosi cura di loro, questo è il servizio, queste donne costruiscono la comunità; non stanno soltanto continuando a ricevere, stanno diventando loro stesse protagoniste attive, costruiscono esse stesse la comunità. Lo possono fare perché la memoria della guarigione che hanno ricevuto le rende capaci di poter usare ciò che sono le loro qualità a favore degli altri.
Antifona
RispondiEliminaDona pace, o Signore, a quanti in te confidano;
i tuoi profeti siano trovati degni di fede.
Ascolta la preghiera dei tuoi servi e del tuo popolo, Israele. (Cf. Sir 36,18)
Colletta
O Dio, creatore e Signore dell’universo,
volgi a noi il tuo sguardo,
e fa’ che ci dedichiamo con tutte le forze al tuo servizio
per sperimentare la potenza della tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Se Cristo non è risorto vana è la vostra fede.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 15,12-20
Fratelli, se si annuncia che Cristo è risorto dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non vi è risurrezione dei morti? Se non vi è risurrezione dei morti, neanche Cristo è risorto! Ma se Cristo non è risorto, vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede.
Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato il Cristo mentre di fatto non lo ha risuscitato, se è vero che i morti non risorgono. Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto; ma se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. Perciò anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti.
Se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto per questa vita, siamo da commiserare più di tutti gli uomini.
Ora, invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 16 (17)
R. Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto.
Oppure:
R. Mostrami, Signore, la luce del tuo volto.
Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l'orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c'è inganno. R.
Io t'invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l'orecchio, ascolta le mie parole,
mostrami i prodigi della tua misericordia,
tu che salvi dai nemici chi si affida alla tua destra. R.
Custodiscimi come pupilla degli occhi,
all'ombra delle tue ali nascondimi.
Ma io nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua immagine. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. (Mt 11,25)
Alleluia.
Vangelo
C’erano con lui i Dodici e alcune donne che li servivano con i loro beni.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 8,1-3
In quel tempo, Gesù se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio.
C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.
Parola del Signore.
PAROLE DEI PAPI
Elimina…già in questa vita abbiamo in noi una partecipazione alla Risurrezione di Cristo. Se è vero che Gesù ci risusciterà alla fine dei tempi, è anche vero che, per un certo aspetto, con Lui già siamo risuscitati. La vita eterna incomincia già in questo momento, incomincia durante tutta la vita, che è orientata verso quel momento della risurrezione finale. E già siamo risuscitati, infatti, mediante il Battesimo, siamo inseriti nella morte e risurrezione di Cristo e partecipiamo alla vita nuova, che è la sua vita. Pertanto, in attesa dell’ultimo giorno, abbiamo in noi stessi un seme di risurrezione, quale anticipo della risurrezione piena che riceveremo in eredità. Per questo anche il corpo di ciascuno di noi è risonanza di eternità, quindi va sempre rispettato; e soprattutto va rispettata e amata la vita di quanti soffrono, perché sentano la vicinanza del Regno di Dio, di quella condizione di vita eterna verso la quale camminiamo. Questo pensiero ci dà speranza: siamo in cammino verso la risurrezione. Questa è la nostra gioia! (Udienza generale, 4 dicembre 2013)
Il genio femminile che si rispecchia nella Chiesa che è donna. E questo credo che sia il passo che noi dobbiamo fare con molta forza: la donna è l'immagine della Chiesa che è donna, è sposa, è madre. Uno stile. Senza questo stile parleremmo del popolo di Dio ma come organizzazione, forse sindacale, ma non come famiglia partorita dalla madre Chiesa (...) si tratta di integrare la donna come figura della Chiesa nel nostro pensiero. E pensare anche la Chiesa con le categorie di una donna.
(PAPA Francesco - protezione Minori Vaticano 22 febbraio 2019 – INTERVENTO SANTO PADRE)
Vorrei sottolineare tre aspetti del prendersi cura quale apporto delle donne per una maggiore inclusività, per un maggior rispetto dell’altro e per affrontare in modo nuovo sfide nuove. In primo luogo per una maggiore inclusività. (…) Tante volte ho ricordato con forza che la diversità non deve mai sfociare nella disuguaglianza, ma piuttosto in una grata e reciproca accoglienza. (…) Nessuno deve essere escluso: questo è un principio sacro. Infatti, il progetto di Dio Creatore è un progetto «essenzialmente inclusivo» - sempre -. (…) Secondo apporto: per un maggiore rispetto dell’altro. Ogni persona va rispettata nella sua dignità e nei suoi diritti fondamentali (…) Questo vale in modo particolare per le donne, più facilmente soggette a violenze e soprusi. (…) E veniamo all’ultimo punto: affrontare in modo nuovo sfide nuove. La creatività. La specificità insostituibile del contributo femminile al bene comune è innegabile. (…) L’eroicità delle donne. Al di là degli stereotipi di un certo stile agiografico, sono persone impressionanti per determinazione, coraggio, fedeltà, capacità di soffrire e di trasmettere gioia, onestà, umiltà, tenacia.
(P. Francesco Discorso ai partecipanti all'incontro della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontefice, 11 marzo 2023)
- In buona sostanza, la storia del cristianesimo avrebbe avuto uno sviluppo ben diverso se non ci fosse stato il generoso apporto di molte donne. Per questo, ha scritto il mio venerato e caro Predecessore Giovanni Paolo Il una nella Lettera apostolica, Mulieris dignitatem, dalla quale vorrei citare un passo dove dice: «la Chiesa rende grazie per tutte le donne e per ciascuna... La Chiesa ringrazia per tutte le manifestazioni del “genio” femminile apparse nel corso della storia, in mezzo a tutti i popoli e nazioni; ringrazia per tutti i carismi che lo Spirito Santo elargisce alle donne nella storia del Popolo di Dio, per tutte le vittorie che essa deve alla loro fede, speranza e carità: ringrazia per tutti i frutti della santità femminile». Come si vede, l’elogio riguarda le donne nel corso della storia della Chiesa ed è espresso a nome dell’intera comunità ecclesiale. Anche noi quindi ci uniamo a questo apprezzamento ringraziando il Signore, perché egli conduce la sua Chiesa, generazione dopo generazione, avvalendosi indistintamente di uomini e di donne, che sanno mettere a frutto la loro fede e il loro battesimo per il bene dell’intero Corpo ecclesiale, a maggior gloria di Dio.
Elimina- Gesù (…) scelse tra i suoi discepoli dodici uomini come Padri del nuovo Israele, gli scelse, come dice San Marco, perché «stessero con lui e anche per mandarli a predicare». Questo fatto è evidente, ma, oltre ai Dodici, colonne della Chiesa, padri del nuovo Popolo di Dio, sono scelte nel numero dei discepoli anche molte donne. (…) In primo luogo, il pensiero va naturalmente alla Vergine Maria, che con la sua fede e la sua opera materna collaborò in modo unico alla nostra Redenzione. (…) Ci sono poi varie donne, che a diverso titolo gravitarono attorno alla figura di Gesù con funzioni di responsabilità. Ne sono esempio eloquente le donne che seguivano Gesù per assisterlo con le loro sostanze e di cui Luca ci tramanda alcuni nomi: Maria di Magdala, Giovanna, Susanna e «molte altre» (Lc 8,2-3). (…) Anche nell’ambito della Chiesa primitiva la presenza femminile è tutt'altro che secondaria. (…) La storia del cristianesimo avrebbe avuto uno sviluppo ben diverso se non ci fosse stato il generoso apporto di molte donne. Per questo, (…) «la Chiesa rende grazie per tutte le donne e per ciascuna».
(Benedetto XVI - Udienza generale, 14 febbraio 2007)
GESUITI
RispondiEliminaQui c’è Gesù e con lui i Dodici e oltre i Dodici alcune donne. L'attenzione dell'evangelista non è più solo su Gesù, ma è Gesù circondato da quelli che costituiscono con lui questo gruppo, che si muove da una città all'altra, da un villaggio all'altro, quindi abbiamo un'immagine di comunità. L'annuncio del vangelo determina, nel momento in cui viene accolto, nel momento in cui viene recepito, custodito, fatto germogliare nella propria vita, diventa un’esperienza di comunione, comunione con Gesù, innanzitutto.Poi comunione tra uomini e donne. L’annuncio del vangelo trova la sua forza anche in questo fatto che era annunciato da Gesù, che con i Dodici e con le donne si muove da un posto all’altro. La novità vangelo, di questa solidarietà, di questa fraternità, di questa misericordia ha la sua immagine visiva, per chi incontra Gesù, nel vederlo insieme con questi uomini e con queste donne. Quindi abbiamo da una parte l'annuncio del vangelo che crea una comunità e la comunità che diventa essa stessa annunciatrice del vangelo e di ciò che il vangelo significa, di ciò che il vangelo determina. Queste donne meritano di essere menzionate per nome, così come sono stati elencati i nomi degli apostoli. Perché non sono solo alcune donne; queste donne hanno vissuto con Gesù le tappe fondamentali. Abbiamo la menzione di Maria di Magdala e di Giovanna moglie di Cusa, che saranno poi ricordate anche nel giorno della resurrezione. Queste donne accompagnano Gesù lungo tutto il suo cammino fino alla passione, fino alla resurrezione; non vengono meno, non si tirano indietro. Cos’è che permette a queste donne di poter vivere tutto ciò? Perché sono stato guarite, sono state guarite da spiriti cattivi, da spiriti immondi e da infermità. Sono stato guarite, sono state curate nel corpo o nello spirito. L'esperienza, che era quella che abbiamo visto negli episodi precedenti, di potere da parte del Signore rimettere in piedi l’uomo e la donna, è stata vissuta da queste donne che sono citate, e proprio perché è stata vissuta suscita in loro una risposta. Che non è obbligatoria la risposta di seguire, di entrare a far parte di questo gruppo, ma loro lo fanno ed è un di più, una generosità. Una risposta che dice da parte loro una consapevolezza di quanto hanno ricevuto e il desiderio di poter corrispondere, non l’obbligo, non per forza, non per sdebitarsi, ma proprio perché c’è una chiamata alla generosità. Questa chiamata alla generosità diventa il servizio che loro fanno a favore di Gesù e di tutti coloro che fanno parte di questa comunità: li servono. In questo servire c’è anche il titolo del loro spendersi per tutti questi che fanno parte del gruppo. Servendoli, prendendosi cura di loro, questo è il servizio, queste donne costruiscono la comunità; non stanno soltanto continuando a ricevere, stanno diventando loro stesse protagoniste attive, costruiscono esse stesse la comunità. Lo possono fare perché la memoria della guarigione che hanno ricevuto le rende capaci di poter usare ciò che sono le loro qualità a favore degli altri.
GESUITI
RispondiEliminaQui c’è Gesù e con lui i Dodici e oltre i Dodici alcune donne. L'attenzione dell'evangelista non è più solo su Gesù, ma è Gesù circondato da quelli che costituiscono con lui questo gruppo, che si muove da una città all'altra, da un villaggio all'altro, quindi abbiamo un'immagine di comunità. L'annuncio del vangelo determina, nel momento in cui viene accolto, nel momento in cui viene recepito, custodito, fatto germogliare nella propria vita, diventa un’esperienza di comunione, comunione con Gesù, innanzitutto.Poi comunione tra uomini e donne. L’annuncio del vangelo trova la sua forza anche in questo fatto che era annunciato da Gesù, che con i Dodici e con le donne si muove da un posto all’altro. La novità vangelo, di questa solidarietà, di questa fraternità, di questa misericordia ha la sua immagine visiva, per chi incontra Gesù, nel vederlo insieme con questi uomini e con queste donne. Quindi abbiamo da una parte l'annuncio del vangelo che crea una comunità e la comunità che diventa essa stessa annunciatrice del vangelo e di ciò che il vangelo significa, di ciò che il vangelo determina. Queste donne meritano di essere menzionate per nome, così come sono stati elencati i nomi degli apostoli. Perché non sono solo alcune donne; queste donne hanno vissuto con Gesù le tappe fondamentali. Abbiamo la menzione di Maria di Magdala e di Giovanna moglie di Cusa, che saranno poi ricordate anche nel giorno della resurrezione. Queste donne accompagnano Gesù lungo tutto il suo cammino fino alla passione, fino alla resurrezione; non vengono meno, non si tirano indietro. Cos’è che permette a queste donne di poter vivere tutto ciò? Perché sono stato guarite, sono state guarite da spiriti cattivi, da spiriti immondi e da infermità. Sono stato guarite, sono state curate nel corpo o nello spirito. L'esperienza, che era quella che abbiamo visto negli episodi precedenti, di potere da parte del Signore rimettere in piedi l’uomo e la donna, è stata vissuta da queste donne che sono citate, e proprio perché è stata vissuta suscita in loro una risposta. Che non è obbligatoria la risposta di seguire, di entrare a far parte di questo gruppo, ma loro lo fanno ed è un di più, una generosità. Una risposta che dice da parte loro una consapevolezza di quanto hanno ricevuto e il desiderio di poter corrispondere, non l’obbligo, non per forza, non per sdebitarsi, ma proprio perché c’è una chiamata alla generosità. Questa chiamata alla generosità diventa il servizio che loro fanno a favore di Gesù e di tutti coloro che fanno parte di questa comunità: li servono. In questo servire c’è anche il titolo del loro spendersi per tutti questi che fanno parte del gruppo. Servendoli, prendendosi cura di loro, questo è il servizio, queste donne costruiscono la comunità; non stanno soltanto continuando a ricevere, stanno diventando loro stesse protagoniste attive, costruiscono esse stesse la comunità. Lo possono fare perché la memoria della guarigione che hanno ricevuto le rende capaci di poter usare ciò che sono le loro qualità a favore degli altri.