lunedì 2 settembre 2019

GIOVANNI E' IL SUO NOME - Lc 1, 57-66



 



5 commenti:

  1. FAUSTI – Il centro del racconto è il nome da dare al bimbo, frutto della promessa fatta a Zaccaria.
    Il nome indica la persona, il suo unico e irripetibile valore.
    Uno esiste se e come è chiamato dagli altri : è una relazione di cui il nome è espressione.
    Il vero nome dell'uomo è dato solo da Dio. Uno è se stesso nella sua relazione con Lui : fatto da Lui e per Lui,è chiamato da Lui con un nome ineffabile di amore, che lo fa esistere come è, a Sua immagine e somiglianza. Davanti a Lui ha il proprio volto.
    Il venire alla luce è sempre il compimento di un disegno d'amore.
    Di questo Luca vuol rendere cosciente il cristiano che viene dal paganesimo e concepisce la vita sospesa nel nulla eterno.
    Il Signore mi ha disegnato con amore “ sul palmo della Sua mano” (Is 49,16), fin “dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome” (Is 49,1), prima di ogni altro “Sei Tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre” (Sal 139,13).
    Per questo il figlio non porterà il nome del padre nella carne (Zaccaria) ma “ si chiamerà Giovanni (= dono di Dio)”, di chi lo ha fatto in nome della Sua Parola di promessa.
    Il nome del figlio viene direttamente da Dio, perchè ogni persona è dono, grazia e amore Suo.
    Al di là di quello proprio di ognuno, c'è un nome comune, quasi cognome di tutta la famiglia umana . Esso è duplice , ce n'è uno falso . È il nostro essere figli del serpente, disgraziati figli dell'ira (Ef 2,3), generati dalla parola di menzogna cui abbiamo prestato ascolto (G v 8,43).
    In Giovanni invece ci viene presentato il nostro vero cognome:”dono, grazia, amore di Dio”.
    Il Suo Amore che mi fa grazia di tutto è la mia verità e natura di uomo: sono Suo dono d'Amore.
    Il primo dono di Dio a me sono io stesso ; l'ultimo è Lui in persona, che nel Suo Amore diventa me stesso più di quanto non lo sia io..
    Sia la madre che il padre sono solo progenitori : fanno le veci di Dio, che è insieme Padre e Madre, necessario principio di vita e sorgente di libertà.
    Il padre resta muto fin quando non sarà dato il nome vero. Se a Zaccaria parlano con segni, significa che non solo è muto,ma anche sordo.E' muto proprio perchè è stato sordo alla Parola di Dio, non ha creduto alla sua promessa. Anche se muto, Zaccaria può tuttavia scrivere il vero nome su una tavoletta, obbedendo alla Parola di Dio che l'Angelo gli aveva comunicato.
    E' vero che non c'è nessuno della parentela che porta il nome Giovanni.
    Davanti a questo nome inatteso “si stupirono tutti”. Quale meraviglia per tutti scoprire la propria identità! Ora la bocca di Zaccaria può aprirsi come si aprì il cielo al Battesimo di Cristo (3,21).
    Si scioglie la sua lingua inceppata nell'incredulità.
    Ora può “bene-dire” Colui che dà ogni bene!
    Il silenzio diventa canto di lode! (Benedictus!).

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  2. Antifona
    Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.
    Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce
    e preparare al Signore un popolo ben disposto. (Gv 1,6-7; Lc 1,17)

    Si dice il Gloria.

    Colletta
    O Dio, che hai suscitato san Giovanni Battista
    per preparare a Cristo Signore un popolo ben disposto,
    concedi alla tua Chiesa la gioia dello Spirito,
    e guida tutti i credenti sulla via della salvezza e della pace.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Ti renderò luce delle nazioni.
    Dal libro del profeta Isaìa
    Is 49,1-6

    Ascoltatemi, o isole,
    udite attentamente, nazioni lontane;
    il Signore dal seno materno mi ha chiamato,
    fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome.
    Ha reso la mia bocca come spada affilata,
    mi ha nascosto all'ombra della sua mano,
    mi ha reso freccia appuntita,
    mi ha riposto nella sua faretra.
    Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele,
    sul quale manifesterò la mia gloria».
    Io ho risposto: «Invano ho faticato,
    per nulla e invano ho consumato le mie forze.
    Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore,
    la mia ricompensa presso il mio Dio».
    Ora ha parlato il Signore,
    che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
    per ricondurre a lui Giacobbe
    e a lui riunire Israele
    - poiché ero stato onorato dal Signore
    e Dio era stato la mia forza -
    e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo
    per restaurare le tribù di Giacobbe
    e ricondurre i superstiti d'Israele.
    Io ti renderò luce delle nazioni,
    perché porti la mia salvezza
    fino all'estremità della terra».

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 138 (139)

    R. Io ti rendo grazie: hai fatto di me una meraviglia stupenda.

    Signore, tu mi scruti e mi conosci,
    tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,
    intendi da lontano i miei pensieri,
    osservi il mio cammino e il mio riposo,
    ti sono note tutte le mie vie. R.

    Sei tu che hai formato i miei reni
    e mi hai tessuto nel grembo di mia madre.
    Io ti rendo grazie:
    hai fatto di me una meraviglia stupenda. R.

    Meravigliose sono le tue opere,
    le riconosce pienamente l'anima mia.
    Non ti erano nascoste le mie ossa
    quando venivo formato nel segreto,
    ricamato nelle profondità della terra. R.

    Seconda Lettura
    Giovanni aveva preparato la venuta di Cristo.
    Dagli Atti degli Apostoli
    At 13,22-26

    In quei giorni, [nella sinagoga di Antiòchia di Pisìdia,] Paolo diceva:
    «Dio suscitò per i nostri padri Davide come re, al quale rese questa testimonianza: "Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri".
    Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per Israele, Gesù. Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di conversione a tutto il popolo d'Israele.
    Diceva Giovanni sul finire della sua missione: "Io non sono quello che voi pensate! Ma ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di slacciare i sandali".
    Fratelli, figli della stirpe di Abramo, e quanti fra voi siete timorati di Dio, a noi è stata mandata la parola di questa salvezza».

    Parola di Dio.

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    1. Acclamazione al Vangelo
      Alleluia, alleluia.

      Tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo
      perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade. (Lc 1,76)

      Alleluia.

      Vangelo
      Giovanni è il suo nome.
      Dal Vangelo secondo Luca
      Lc 1,57-66.80

      Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
      Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
      Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All'istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio.
      Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
      Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

      Parola del Signore.

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    2. https://paroledisanti.blogspot.com/2013/05/benedictus-lc-167-79.html?m=1

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  3. Le Parole dei Papi
    Tutto l’avvenimento della nascita di Giovanni Battista è circondato da un gioioso senso di stupore, di sorpresa e di gratitudine. La gente è presa da un santo timore di Dio «e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose» (v. 65). (…) Guardiamo quella gente che chiacchierava bene su questa cosa meravigliosa, su questo miracolo della nascita di Giovanni, e lo faceva con gioia, era contenta, con senso di stupore, con la sorpresa e con gratitudine. E guardando questo domandiamoci: come è la mia fede? È una fede gioiosa, o è una fede sempre uguale, una fede “piatta”? Ho senso dello stupore, quando vedo le opere del Signore, quando sento parlare dell’evangelizzazione o della vita di un santo, o quanto vedo tanta gente buona: sento la grazia, dentro, o niente si muove nel mio cuore? Come è la mia fede? È gioiosa? È aperta alle sorprese di Dio? Perché Dio è il Dio delle sorprese. Ho “assaggiato” nell’anima quel senso dello stupore che dà la presenza di Dio, quel senso di gratitudine? Pensiamo a queste parole, che sono stati d’animo della fede: gioia, senso di stupore, senso di sorpresa e gratitudine. (Papa Francesco – Angelus , 24 giugno 2018)

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ASCENSIONE Lc 24,49 - 53