giovedì 26 settembre 2019

"E CERCAVA DI VEDERLO" Lc 9, 7-9


4 commenti:

  1. Antifona
    «Io sono la salvezza del popolo», dice il Signore.
    «In qualunque prova mi invocheranno, li esaudirò,
    e sarò loro Signore per sempre».

    Colletta
    O Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo
    hai posto il fondamento di tutta la legge,
    fa’ che osservando i tuoi comandamenti
    possiamo giungere alla vita eterna.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Non c’è niente di nuovo sotto il sole.
    Dal libro del Qoèlet
    Qo 1,2-11

    Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
    vanità delle vanità: tutto è vanità.
    Quale guadagno viene all’uomo
    per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole?
    Una generazione se ne va e un’altra arriva,
    ma la terra resta sempre la stessa.
    Il sole sorge, il sole tramonta
    e si affretta a tornare là dove rinasce.
    Il vento va verso sud e piega verso nord.
    Gira e va e sui suoi giri ritorna il vento.
    Tutti i fiumi scorrono verso il mare,
    eppure il mare non è mai pieno:
    al luogo dove i fiumi scorrono,
    continuano a scorrere.
    Tutte le parole si esauriscono
    e nessuno è in grado di esprimersi a fondo.
    Non si sazia l’occhio di guardare
    né l’orecchio è mai sazio di udire.
    Quel che è stato sarà
    e quel che si è fatto si rifarà;
    non c’è niente di nuovo sotto il sole.
    C’è forse qualcosa di cui si possa dire:
    «Ecco, questa è una novità»?
    Proprio questa è già avvenuta
    nei secoli che ci hanno preceduto.
    Nessun ricordo resta degli antichi,
    ma neppure di coloro che saranno
    si conserverà memoria
    presso quelli che verranno in seguito.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 89 (90)

    R. Signore, tu sei stato per noi un rifugio
    di generazione in generazione.

    Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
    quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
    Mille anni, ai tuoi occhi,
    sono come il giorno di ieri che è passato,
    come un turno di veglia nella notte. R.

    Tu li sommergi:
    sono come un sogno al mattino,
    come l’erba che germoglia;
    al mattino fiorisce e germoglia,
    alla sera è falciata e secca. R.

    Insegnaci a contare i nostri giorni
    e acquisteremo un cuore saggio.
    Ritorna, Signore: fino a quando?
    Abbi pietà dei tuoi servi! R.

    Saziaci al mattino con il tuo amore:
    esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
    Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
    rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
    l’opera delle nostre mani rendi salda. R.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore.
    Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (Gv 14,6)

    Alleluia.

    Vangelo
    Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?
    Dal Vangelo secondo Luca
    Lc 9,7-9

    In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».
    Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.

    Parola del Signore.

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  2. Le Parole dei Papi
    Conoscere Gesù: si deve conoscere Gesù nel catechismo, ma non è sufficiente conoscerlo con la mente, ma è necessario conoscerlo nel dialogo con Lui, parlando con Lui, nella preghiera, in ginocchio. Se tu non preghi, se tu non parli con Gesù, non lo conosci. Sai cose di Gesù, ma non hai quella conoscenza che ti da il cuore nella preghiera. Conoscere Gesù con la mente, con lo studio del catechismo, conoscere Gesù col cuore, nella preghiera, nel dialogo con Lui. Questo ci aiuta abbastanza, ma non è sufficiente, c’è una terza strada per conoscere Gesù: la sequela, andare con Lui, camminare con Lui. Non si può conoscere Gesù senza coinvolgersi con Lui, senza scommettere la vita per Lui. Quando tanta gente, anche noi, si fa questa domanda: “Ma chi è costui?”, la Parola di Dio ci risponde: “Tu vuoi conoscere chi sia costui? Leggi quello che la Chiesa ti dice di Lui, parla con Lui nella preghiera e cammina sulla Sua strada con Lui. E così tu conoscerai chi è quest’uomo.
    (Papa Francesco - Omelia Santa Marta, 26 settembre 2013)

    Primo passo, conoscere se stessi: peccatori; peccatori. Senza questa conoscenza e anche senza questa confessione interiore, che sono un peccatore, non possiamo andare avanti. Secondo passo, la preghiera al Signore, che con la sua potenza ci faccia conoscere questo mistero di Gesù che è il fuoco che Lui ha portato sulla Terra. Sarà una bella abitudine se tutti i giorni, in qualche momento, potessimo dire: “Signore, che Ti conosca e mi conosca”. E così andare avanti.
    (P. Francesco Santa Marta, 25 ottobre 2018)
    Oggi come allora si parla tanto di Gesù. A quei tempi si diceva: «Giovanni è risorto dai morti […] È apparso Elia […] È risorto uno degli antichi profeti» (Lc 9,7-8). Tutti costoro apprezzavano Gesù, ma non comprendevano la sua novità e lo rinchiudevano in schemi già visti: Giovanni, Elia, i profeti... Gesù, però, non si può incasellare negli schemi del “sentito dire” o del “già visto”. Gesù sempre è novità, sempre. L’incontro con Gesù ti dà stupore, e se tu nell’incontro con Gesù non senti lo stupore, non hai incontrato Gesù. Tanti in Europa pensano che la fede sia qualcosa di già visto, che appartiene al passato. Perché? Perché non hanno visto Gesù all’opera nelle loro vite. E spesso non lo hanno visto perché noi con le nostre vite non lo abbiamo mostrato abbastanza. Perché Dio si vede nei visi e nei gesti di uomini e donne trasformati dalla sua presenza. E se i cristiani, anziché irradiare la gioia contagiosa del Vangelo, ripropongono schemi religiosi logori, intellettualistici e moralistici, la gente non vede il Buon Pastore. Non riconosce Colui che, innamorato di ogni sua pecora, la chiama per nome e la cerca per mettersela sulle spalle. (P. Francesco Messa in apertura della Plenaria dell'Assemblea del Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa, 23 settembre 2021)

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  3. FAUSTI - Il problema dell'identità di Gesù si era aperto con la domanda del Battista . Egli è figura dell'Antico Testamento, aperto alla promessa di Dio, che si interroga sul Cristo interrogando Gesù .Infatti come il mistero di Gesù è comprensibile solo partendo dall'attesa dell'A. T. , così questa è comprensibile solo confrontandola con Gesù, sua realizzazione.
    Con Giovanni la questione riguardava il tipo di Messia da attendere.
    Ora la questione è sull'identità di Gesù.
    Là fu il Battista a domandare e Gesù a rispondere con i fatti e le Parole.
    Qui è il decapitatore del Battista che pretende insieme di domandare e di rispondere.
    Ma chi vuol rispondere alla propria domanda, non attende in realtà alcuna risposta.
    L'ha già decapitata! Ha solo un interesse da difendere e quindi non avrà mai la risposta vera.
    In Erode ci viene detto perché non siamo in grado di riconoscere il Signore e perché fallisce il nostro incontro con Lui, pur avendo “udito” e desiderando “vederlo”.
    Chi è Gesù per Erode? Un concorrente da conoscere con curiosità, da manipolare e da uccidere! Egli pone se stesso al centro di tutto ; ogni suo conoscere o attendere è strumentale per impadronirsi dell'altro. Per questo non può conoscere il Signore.
    Questo Erode è in ciascuno di noi e ci impedisce di accogliere e di riconoscere il Signore.
    Questo brano è sommamente istruttivo per mostrare come ci rendiamo impossibile la conoscenza del Signore : pur ascoltandolo e vedendolo, non ne riconosciamo il mistero, perché non accettiamo il Battista che richiama alla conversione , anzi, lo eliminiamo.
    Chi non è disposto a convertirsi e coinvolgersi, non comprende . Solo prende la Verità e la soffoca.
    I discepoli, invece, che hanno seguito Gesù sulla barca e hanno sperimentato la Sua salvezza, si sono volti a Lui e stanno con Lui.
    Lo riconoscono nello spezzare il Pane ,luogo di pieno riconoscimento, dove si aprono gli occhi su di Lui.
    La domanda di Erode dopo la Missione dei Dodici è la stessa che si porranno le varie autorità di fronte alla predicazione post-pasquale dei discepoli.
    Se ne mostrano gli equivoci e le incomprensioni, che porteranno, dall'udire e dal desiderio di vedere, alla persecuzione.
    La vera risposta non può essere data da chi ha solo sentito parlare senza partecipare al Suo banchetto.

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ASCENSIONE Lc 24,49 - 53