giovedì 12 settembre 2019

"AMATE I VOSTRI NEMICI" Lc 6, 27- 38








6 commenti:

  1. Antifona
    Tu sei giusto, o Signore, e retto nei tuoi giudizi:
    agisci con il tuo servo secondo il tuo amore. (Sal 118,137.124)

    Colletta
    O Padre, che ci hai liberati dal peccato
    e ci hai donato la dignità di figli adottivi,
    guarda con benevolenza la tua famiglia,
    perché a tutti i credenti in Cristo
    sia data la vera libertà e l’eredità eterna.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Ferendo la coscienza debole dei fratelli, voi peccate contro Cristo.
    Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
    1Cor 8,1b-7.11-13

    Fratelli, la conoscenza riempie di orgoglio, mentre l’amore edifica. Se qualcuno crede di conoscere qualcosa, non ha ancora imparato come bisogna conoscere. Chi invece ama Dio, è da lui conosciuto.
    Riguardo dunque al mangiare le carni sacrificate agli idoli, noi sappiamo che non esiste al mondo alcun idolo e che non c’è alcun dio, se non uno solo. In realtà, anche se vi sono cosiddetti dèi sia nel cielo che sulla terra – e difatti ci sono molti dèi e molti signori –,
    per noi c’è un solo Dio, il Padre,
    dal quale tutto proviene e noi siamo per lui;
    e un solo Signore, Gesù Cristo,
    in virtù del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo grazie a lui.
    Ma non tutti hanno la conoscenza; alcuni, fino ad ora abituati agli idoli, mangiano le carni come se fossero sacrificate agli idoli, e così la loro coscienza, debole com’è, resta contaminata.
    Ed ecco, per la tua conoscenza, va in rovina il debole, un fratello per il quale Cristo è morto! Peccando così contro i fratelli e ferendo la loro coscienza debole, voi peccate contro Cristo. Per questo, se un cibo scandalizza il mio fratello, non mangerò mai più carne, per non dare scandalo al mio fratello.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 138 (139)

    R. Guidami, Signore, per una via di eternità.

    Signore, tu mi scruti e mi conosci,
    tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,
    intendi da lontano i miei pensieri,
    osservi il mio cammino e il mio riposo,
    ti sono note tutte le mie vie. R.

    Sei tu che hai formato i miei reni
    e mi hai tessuto nel grembo di mia madre.
    Io ti rendo grazie:
    hai fatto di me una meraviglia stupenda;
    meravigliose sono le tue opere. R.

    Scrutami, o Dio, e conosci il mio cuore,
    provami e conosci i miei pensieri;
    vedi se percorro una via di dolore
    e guidami per una via di eternità. R.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi
    e l’amore di lui è perfetto in noi. (1Gv 4,12)

    Alleluia.

    Vangelo
    Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
    Dal Vangelo secondo Luca
    Lc 6,27-38


    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
    E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
    Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
    Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

    Parola del Signore.

    RispondiElimina
  2. PAROLE DEI PAPI
    San Luca esplicita che la perfezione è l’amore misericordioso: essere perfetti significa essere misericordiosi. Una persona che non è misericordiosa è perfetta? No! Una persona che non è misericordiosa è buona? No! La bontà e la perfezione si radicano nella misericordia. Certo, Dio è perfetto. (…) Ma quando Gesù ci chiede di essere misericordiosi come il Padre, non pensa alla quantità! Egli chiede ai suoi discepoli di diventare segno, canali, testimoni della sua misericordia. E la Chiesa non può che essere sacramento della misericordia di Dio nel mondo, in ogni tempo e verso tutta l’umanità. Ogni cristiano, pertanto, è chiamato ad essere testimone della misericordia, e questo avviene in cammino di santità. Pensiamo a quanti santi sono diventati misericordiosi perché si sono lasciati riempire il cuore dalla divina misericordia. Hanno dato corpo all’amore del Signore riversandolo nelle molteplici necessità dell’umanità sofferente. In questo fiorire di tante forme di carità è possibile scorgere i riflessi del volto misericordioso di Cristo.
    (Francesco - Udienza generale, 21 settembre 2016)
    «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male» (vv. 27-28). E questo non è un optional, è un comando. Non è per tutti, ma per i discepoli, che Gesù chiama “voi che ascoltate”. Lui sa benissimo che amare i nemici va al di là delle nostre possibilità, ma per questo si è fatto uomo: non per lasciarci così come siamo, ma per trasformarci in uomini e donne capaci di un amore più grande, quello del Padre suo e nostro. Questo è l’amore che Gesù dona a chi “lo ascolta”. E allora diventa possibile! Con Lui, grazie al suo amore, al suo Spirito noi possiamo amare anche chi non ci ama, anche chi ci fa del male. In questo modo, Gesù vuole che in ogni cuore l’amore di Dio trionfi sull’odio e sul rancore.
    (PAPA Francesco - Angelus, 24 febbraio 2019)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È possibile che una persona giunga ad amare i propri nemici? Se dipendesse solo da noi, sarebbe impossibile. Ma ricordiamoci che, quando il Signore chiede qualcosa, vuole donarla. Mai il Signore ci chiede qualcosa che Lui non ci dà prima. Quando mi dice di amare i nemici, vuole darmi la capacità di farlo. Senza quella capacità noi non potremmo, ma Lui ti dice “ama il nemico” e ti dà la capacità di amare. Sant’Agostino pregava così – ascoltate che bella preghiera questa –: Signore, «dammi ciò che chiedi e chiedimi ciò che vuoi», perché me lo hai dato prima. Che cosa chiedergli? Che cosa Dio è contento di donarci? La forza di amare, che non è una cosa, ma è lo Spirito Santo. La forza di amare è lo Spirito Santo, e con lo Spirito di Gesù possiamo rispondere al male con il bene, possiamo amare chi ci fa del male. (…) E noi, proviamo a vivere gli inviti di Gesù? Pensiamo a una persona che ci ha fatto del male. (…) E poi chiediamo allo Spirito Santo di agire nel nostro cuore. Infine preghiamo per quella persona: pregare per chi ci ha fatto del male. Noi, quando ci hanno fatto qualcosa di male, andiamo subito a raccontare agli altri e ci sentiamo vittime. Fermiamoci, e preghiamo il Signore per quella persona, che l’aiuti, e così viene meno questo sentimento di rancore. Pregare per chi ci ha trattato male è la prima cosa per trasformare il male in bene.
      (Francesco - Angelus, 20 febbraio 2022)

      Elimina
    2. BENEDETTO XVI -
      Il vero e proprio cuore del cristianesimo è e rimane l’amore del prossimo.
      In realtà, infatti, ogni singolo individuo è amato infinitamente da Dio e
      ha un valore infinito.
      Come acutamente ha compreso Pascal, Cristo dice a ciascuno: “Nella mia agonia, ho pensato a te. Per te ho versato questa goccia di sangue”.
      Se un uomo è riuscito, grazie al Suo Amore, a dare un senso a un altro individuo, a un’altra persona, ha reso la sua vita infinitamente meritevole.
      Né si potrà mai cancellare il fatto che vi sono uomini che vivono solo perché hanno incontrato un amore tale da offrire loro una ragione di vita; ciò continuerà a valere a tutte le latitudini; questo dono non sarà reso
      superfluo da nessuna riforma e da nessuna rivoluzione. E viceversa:
      tutte le volte che, pur in mezzo a un mondo d’inimicizia e di estraneità,
      ci è venuta incontro, lasciandosi alle spalle l’anonimità del collettivo,
      una persona, ed è stata per noi un «fratello», qui è accaduta realmente
      la salvezza.
      Questi incontri salvifici, che nessun manuale di storia ha registrato,sono la vera storia della Chiesa, nella sua effettiva densità e profondità
      interiore, che noi oggi, quando ci occupiamo della storia delle istituzioni,
      dimentichiamo più che mai.
      Solo aiutando a salvare altri, veniamo salvati noi stessi, solo quando
      proteggiamo gli altri, siamo anche noi fatti oggetto di protezione; solo quando ci diamo premura per altri, c’è chi si dà cura anche di noi.
      Se si riconosce il doppio versante costitutivo di questo fenomeno, si
      diventerà attenti anche al rischio del paternalismo: chi incomincia sul serio a darsi da fare a protezione di altri, sperimenterà presto che proprio in ciò egli è al tempo stesso fatto oggetto di protezione che gli altri lo salvano mentre egli arreca loro salvezza. E forse noi oggi siamo così spigolosi,
      talmente miseri nel nostro essere cristiani, perché cerchiamo così intensamente di aiutare soltanto noi stessi.
      (Dogma e Predicazione Benedetto XVI)

      Elimina
  3. FAUSTI – Dietro ogni imperativo si legge in filigrana un indicativo, che mostra come Dio in Gesù mi ha amato. Sono Parole strettamente autobiografiche : Lui per primo ha fatto ciò che ha detto.
    Questo brano ha la funzione di richiamare alla mente come Dio ama me, in modo che io, riconoscendomi peccatore graziato, faccia di questa grazia la fonte della mia vita nuova.
    Il brano quindi rivela chi è Dio per me , chi sono io per Lui e chi devo essere per gli altri.
    Gesù mi rivela il Volto di un Dio che mi ama mentre sono Suo nemico ; mi fa del bene mentre Lo odio, mi benedice mentre Lo maledico...purché io sia salvo ,è disposto a subire ogni male da me...mi dona anche ciò che non oso chiedergli e non richiede indietro ciò che gli ho rubato !
    Il Suo Amore per me gli ha fatto percorrere una strada infinita!
    Lui è tutta condiscendenza verso il mio abisso.
    In questo Suo Amore verso di me , mi rivela chi sono io per Lui : infinitamente amato, anche se suo nemico, odiatore, maldicente, rinnegatore, violento, spogliatore, petulante, indigente e ladro.
    Proprio verso di me, che sono in questa situazione, Lui riversa il Suo Amore e mi dona la Sua grazia con la Sua Misericordia. Conoscere Dio nello Spirito è sperimentare e sapere l'Amore di Dio verso di me peccatore, in Cristo. Questa è la Salvezza.
    Ciò che Lui ha fatto per me, diventa per me un impegno, perché io sia quel che sono.
    Il Volto di Cristo, il Figlio, è il mio vero volto. Da 'homo homini lupus' divento ' homo homini Deus', come Lui. Questa è la mia vocazione di figlio di Dio, alla quale il Suo Amore mi chiama e mi abilita. Nella misura in cui conosco il Suo Volto, vengo trasformato nella Sua immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione del Suo Spirito (2Cor 3,18).
    In queste Parole quindi, vedo da una parte la storia di Dio in Gesù, nel Suo Amore verso di me ; dall'altra la storia mia e di chiunque che, guarito dall'inimicizia verso Dio, è chiamato a guarire dall' inimicizia verso tutti.
    Il discorso è riservato ai discepoli. E' una catechesi sul nocciolo della vita cristiana , l'amore di misericordia , unico amore possibile in un mondo di male, unica forza capace di vincerlo.
    L'amore dei nemici è proprio e solo di chi ha conosciuto Dio nello Spirito di Gesù, il Figlio. Questo amore si estende a tutti gli uomini, e rivela l'essenza di Dio.
    L'amore dei nemici è lo stesso di cui abbiamo beneficiato anche noi, mentre seguivamo ancora “quello spirito che opera negli uomini ribelli”, che ci aveva ridotti “ per natura meritevoli di ira, come gli altri”, “senza speranza e senza Dio in questo mondo” (Ef 2,2...). infatti proprio allora, “Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatto rivivere con Cristo, per grazia, infatti, siete stati salvati...”.
    Essere per gli altri come Dio è per noi . Questo è il modello e la sorgente del nostro agire con “grazia” verso gli altri. Anche noi, perché amati ed accettati, possiamo accettare ed amare noi stessi come siamo ; e così possiamo accettare e amare gli altri come sono, senza riserve.
    Il desiderio dell'uomo è diventare come Dio. Origine di ogni male, è anche il desiderio che Dio colma di ogni bene. Dopo la rivelazione del Suo Volto in Gesù,, è possibile capire la via per diventare come Lui .”Siate santi come Io sono santo” (Lev 19,2). Qui si mostra come la Santità, il proprio specifico di Dio, è la Misericordia. E' il tema di tutto il Vangelo di Luca, che ne è uno sviluppo continuo attraverso i fatti e i detti del Signore.
    Solo alla fine della storia , il male sarà tolto, quando tutto il suo abisso sarà ricolmo di misericordia, come l'acqua riempie il mare. Il nostro dare misericordia è in realtà il nostro stesso riceverne : per essa siamo incorporati in Gesù, il Figlio, ed entriamo nel circolo senza fine della Vita stessa di Dio. Già qui, sulla terra.

    RispondiElimina
  4. A.T. Michea 6,8
    Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono
    e ciò che richiede il Signore da te:
    praticare la giustizia,
    amare la pietà,
    camminare umilmente con il tuo Dio.

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.

ASCENSIONE Lc 24,49 - 53