venerdì 27 settembre 2019

" RINNEGHI SE STESSO..." LC 9,23-27




3 commenti:

  1. Antifona
    Ho invocato il Signore ed egli ha ascoltato la mia voce:
    da coloro che mi opprimono mi libera.
    Affida al Signore la tua sorte ed egli sarà il tuo sostegno. (Cf. Sal 54,17-19.23)

    Colletta
    Ispira le nostre azioni, o Signore,
    e accompagnale con il tuo aiuto,
    perché ogni nostra attività
    abbia sempre da te il suo inizio
    e in te il suo compimento.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Io pongo oggi davanti a te la benedizione e la maledizione.
    Dal libro del Deuteronòmio
    Dt 30,15-20

    Mosè parlò al popolo e disse:
    «Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male. Oggi, perciò, io ti comando di amare il Signore, tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore, tuo Dio, ti benedica nella terra in cui tu stai per entrare per prenderne possesso.
    Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli, oggi io vi dichiaro che certo perirete, che non avrete vita lunga nel paese in cui state per entrare per prenderne possesso, attraversando il Giordano.
    Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione. Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore, tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita e la tua longevità, per poter così abitare nel paese che il Signore ha giurato di dare ai tuoi padri, Abramo, Isacco e Giacobbe».

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 1

    R. Beato l'uomo che confida nel Signore.

    Beato l'uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
    non resta nella via dei peccatori
    e non siede in compagnia degli arroganti,
    ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
    la sua legge medita giorno e notte. R.

    È come albero piantato lungo corsi d'acqua,
    che dà frutto a suo tempo:
    le sue foglie non appassiscono
    e tutto quello che fa, riesce bene. R.

    Non così, non così i malvagi,
    ma come pula che il vento disperde;
    poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
    ma la via dei malvagi va in rovina. R.

    Acclamazione al Vangelo
    Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

    Convertitevi, dice il Signore,
    perché il regno dei cieli è vicino. (Mt 4,17)

    Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

    Vangelo
    Chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà.
    Dal Vangelo secondo Luca
    Lc 9,22-25

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell'uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
    Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».

    Parola del Signore.

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  2. Le Parole dei Papi
    Noi non possiamo pensare la vita cristiana fuori da questa strada. Sempre c’è questo cammino che Lui ha fatto per primo: il cammino dell’umiltà, il cammino anche dell’umiliazione, di annientare se stesso, e poi risorgere. Ma, questa è la strada. Lo stile cristiano, senza croce non è cristiano, e se la croce è una croce senza Gesù, non è cristiana. E questo stile ci salverà, ci darà gioia e ci farà fecondi, perché questo cammino di rinnegare se stessi è per dare vita, è contro il cammino dell’egoismo, di essere attaccato a tutti i beni soltanto per me. Questo cammino è aperto agli altri, perché quel cammino che ha fatto Gesù, di annientamento, quel cammino è stato per dare vita. (Francesco Santa Marta, 6 marzo 2014)

    Gesù stesso (…) indica la via del vero discepolo, mostrando due atteggiamenti. Il primo è «rinunciare a sé stessi» (…). L’altro atteggiamento è quello di prendere la propria croce. Non si tratta solo di sopportare con pazienza le tribolazioni quotidiane, ma di portare con fede e responsabilità quella parte di fatica, quella parte di sofferenza che la lotta contro il male comporta. La vita dei cristiani è sempre una lotta. La Bibbia dice che la vita del credente è una milizia: lottare contro il cattivo spirito, lottare contro il Male. Così l’impegno di “prendere la croce” diventa partecipazione con Cristo alla salvezza del mondo. Pensando a questo, facciamo in modo che la croce appesa alla parete di casa, o quella piccola che portiamo al collo, sia segno del nostro desiderio di unirci a Cristo nel servire con amore i fratelli, specialmente i più piccoli e fragili. La croce è segno santo dell’Amore di Dio, è segno del Sacrificio di Gesù, e non va ridotta a oggetto scaramantico oppure a monile ornamentale. Ogni volta che fissiamo lo sguardo sull’immagine di Cristo crocifisso, pensiamo che Lui, come vero Servo del Signore, ha realizzato la sua missione dando la vita, versando il suo sangue per la remissione dei peccati. (Francesco - Angelus, 30 agosto 2020)

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    1. FAUSTI - Questi cinque detti di Gesù sono un compendio di Vita cristiana, lo specchio della Parola a cui il discepolo deve conformare il proprio volto.
      La nostra vita presente e futura porta impressi i lineamenti di Gesù, il Figlio Morto e Risorto.
      E' il Cristo che viene da Dio e torna a Dio e porta con sé noi a Lui.
      Per questo la Sua opera è salvezza , e compie ciò che non osavamo sperare in un modo che non sapevamo pensare. La risposta di Pietro è vera,anche se lui la prende in modo opposto a quello vero : infatti ignora chi è il Cristo di Dio, perché ancora ignora il Dio di Cristo.
      Il mistero della croce come via alla vita è lo specifico della Sua Messianicità, il “pensiero di Dio” contrapposto al “pensiero dell'uomo”.
      La via del regno è quella della Croce, tanto per il Maestro, quanto per il discepolo.
      I discepoli lo capiranno lentamente e solo dopo la Pasqua! Le tentazioni che Gesù ha già affrontato per sé nel deserto e vincerà sulla croce, ora sono nel cuore dei discepoli e della Chiesa, nel tempo che va dal battesimo alla gloria. Per questo la parola della croce deve sempre esorcizzare la Chiesa da ogni falso messianismo.
      Il discepolo, incorporato col battesimo al Corpo di Cristo di cui nell'Eucaristia vive, incontra la stessa lotta e le stesse tentazioni del deserto e della croce di Colui che segue : salvare la propria vita, guadagnare il mondo, giungere alla gloria senza passare attraverso la croce. Chi mangia e vive del pane spezzato è, come Gesù, martire dell'amore del Padre. Però, nella misura in cui è associato allo scandalo della croce, lo è anche alla visione beata del Suo regno. E' più difficile vivere per Cristo e come Cristo che pretendere di morire per Lui o come Lui!

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ASCENSIONE Lc 24,49 - 53