Le Parole dei Papi Il Vangelo di oggi narra il momento in cui Gesù invia i Dodici in missione. (…) E’ una sorta di “tirocinio” di quello che saranno chiamati a fare dopo la Risurrezione del Signore con la potenza dello Spirito Santo. (...) Il discepolo missionario ha prima di tutto un suo centro di riferimento, che è la persona di Gesù, (…) cosicché l’andare e l’operare dei Dodici appare come l’irradiarsi da un centro, il riproporsi della presenza e dell’opera di Gesù nella loro azione missionaria. Questo manifesta come gli Apostoli non abbiano niente di proprio da annunciare, né proprie capacità da dimostrare, ma parlano e agiscono in quanto “inviati”, in quanto messaggeri di Gesù. (Papa Francesco - Angelus, 15 luglio 2018) Se un apostolo, un inviato, qualcuno di noi – ne siamo tanti di inviati qui -, va un po’ col naso in su, credendosi superiore agli altri o cercando qualche interesse umano o – non so – cercando posti nella Chiesa, non guarirà mai nessuno, non sarà riuscito ad aprire il cuore di nessuno, perché la sua parola non avrà autorità. L’autorità, il discepolo l’avrà se segue i passi di Cristo. E quali sono i passi di Cristo? La povertà. Da Dio si è fatto uomo! Si è annientato! Si è spogliato! La povertà che porta alla mitezza, all’umiltà. Il Gesù umile che va per la strada per guarire. E così un apostolo con questo atteggiamento di povertà, di umiltà, di mitezza, è capace di avere l’autorità per dire: “Convertitevi”, per aprire i cuori. (P. Francesco Santa Marta, 7 febbraio 2019) Seguire Cristo non è un fatto intimistico: senza annuncio, senza servizio, senza missione la relazione con Lui non cresce. Notiamo che nel Vangelo il Signore invia i discepoli prima di aver completato la loro preparazione: poco dopo averli chiamati, già li invia! Questo significa che l’esperienza della missione fa parte della formazione cristiana. Ecco come si annuncia: mostrando Gesù più che parlando di Gesù. E come mostriamo Gesù? Con la nostra testimonianza. E, infine, andando insieme, in comunità: il Signore invia tutti i discepoli, ma nessuno va da solo. La Chiesa apostolica è tutta missionaria e nella missione ritrova la sua unità. Dunque: andare miti e buoni come agnelli, senza mondanità, e andare insieme. Qui sta la chiave dell’annuncio, questa è la chiave del successo dell’evangelizzazione. ( P. Francesco Udienza Generale, 15 febbraio 2023)
Antifona I tuoi sacerdoti, o Signore, si rivestano di giustizia ed esultino i tuoi santi. (Cf. Sal 131,9)
Colletta Dio onnipotente ed eterno, per grazia singolare hai concesso al santo presbitero Pio [da Pietrelcina] di partecipare alla croce del tuo Figlio, e per mezzo del suo ministero hai rinnovato le meraviglie della tua misericordia; per sua intercessione concedi a noi, uniti costantemente alla passione di Cristo, di poter giungere felicemente alla gloria della risurrezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura Non darmi né povertà né ricchezza, ma fammi avere il mio pezzo di pane. Dal libro dei Proverbi Prv 30,5-9
Ogni parola di Dio è purificata nel fuoco; egli è scudo per chi in lui si rifugia. Non aggiungere nulla alle sue parole, perché non ti riprenda e tu sia trovato bugiardo. Io ti domando due cose, non negarmele prima che io muoia: tieni lontano da me falsità e menzogna, non darmi né povertà né ricchezza, ma fammi avere il mio pezzo di pane, perché, una volta sazio, io non ti rinneghi e dica: «Chi è il Signore?», oppure, ridotto all’indigenza, non rubi e abusi del nome del mio Dio.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale Dal Sal 118 (119)
R. Lampada per i miei passi, Signore, è la tua parola.
Tieni lontana da me la via della menzogna, donami la grazia della tua legge. Bene per me è la legge della tua bocca, più di mille pezzi d’oro e d’argento. R.
Per sempre, o Signore, la tua parola è stabile nei cieli. Tengo lontani i miei piedi da ogni cattivo sentiero, per osservare la tua parola. R.
I tuoi precetti mi danno intelligenza, perciò odio ogni falso sentiero. Odio la menzogna e la detesto, amo la tua legge. R.
Acclamazione al Vangelo Alleluia, alleluia.
Il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo. (Mc 1,15)
Alleluia.
Vangelo Li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi. Dal Vangelo secondo Luca Lc 9,1-6
In quel tempo, Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi. Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro». Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.
FAUSTI – Questo brano segna l'inizio dell'opera dei discepoli chiamati da Gesù a continuare la Sua stessa opera. Da Lui e come Lui, anch'essi sono inviati. Fine di questa e di ogni missione sarà l'Eucaristia, il servizio del pane di Vita – come fine del servizio di Cristo fu il dono del Suo Corpo. Nell'Eucaristia noi ripresentiamo “oggi” al Padre il Suo Figlio donato a noi ; e in Lui presentiamo al Padre noi stessi, che di questo Dono viviamo. I Discepoli dopo la chiamata alla sequela (c 5), la scelta dei Dodici (c 6) e la formazione (c 8) che ha come capisaldi l'ascolto e una verifica costante, perchè “siano con Lui” ora chiamati perchè siano “come Lui”. Li invia infatti a continuare la Sua stessa Missione che termina nell'Eucaristia. Luca pone l'inizio del ministero dei Dodici nel tempo del Gesù terreno e vede in esso prefigurata e fondata la Chiesa. Questa prolunga oggi nello spazio e nel tempo la Sua opera, con lo stesso potere e la stessa autorità. C'è un invio analogo dei 72 Discepoli (c 10), Luca intende le due missioni in continuità, come quella tra fondazione ed edificio. In quella dei Dodici si compie la promessa ad Israele e alle sue 12 tribù ; in quella dei 72 essa si apre a tutti i popoli della terra. Le consegne che Gesù dà ai Dodici servono da “breviario di viaggio” per la Missione della Chiesa. Contengono l'avvertimento unico che Gesù dà sulla Missione . Esso consiste in un imperativo negativo “non prendete” (seguito da 5 specificazioni...né...né...) più l'ordine di “dimorare” o di “scuotere la polvere”. Il termine “uscire” ricorre tre volte e indica la realtà della Missione. Le Parole di Gesù non riguardano l'oggetto dell'annuncio. Esso è ovvio : è il Regno di Dio, udito e visto in Lui, è Lui stesso!. Ciò che non è ovvio , e su cui Gesù insiste , è “come” deve vivere e presentarsi chi annuncia. Per noi l'importante non è cosa dire, che non dipende da noi, ma come essere, per non contraddire con la vita ciò che annunciamo con la bocca. Ciò che sei fa da cassa di risonanza a ciò che dici.Questo brano ci dà la carta di identità degli inviati : devono riprodurre i lineamenti di Chi li invia. Non sono consigli,ma ordini. Non è che la fede di chi ascolta dipenda dalla credibilità di chi annuncia. La Parola è viva ed efficace di per Sé. Chi annuncia ha però il tragico potere , per quanto sta in lui, di offuscare o annullare l'annuncio : se non ha il potere di renderlo credibile, è tuttavia in grado di renderlo incredibile. E' la responsabilità dell'uomo, il quale, non essendo Dio,non può dare la vita, è però in grado di dare morte a ciò che vive. Il discernimento apostolico non riguarda tanto le priorità apostoliche o le analisi accurate delle situazioni, anche se sono utili o necessarie, e non riguarda per sé neanche l'oggetto della Missione,ma il “come” realizzarla. Questo “come” è la povertà, l'umiliazione e il fallimento che ne conseguono. E' associazione a Cristo e alla Sua stessa fiducia filiale nel Padre che solo riscatta dalla morte. Per il discepolo, lo strumento adeguato, è la Croce del Suo Signore, che ha salvato il mondo.
Le Parole dei Papi
RispondiEliminaIl Vangelo di oggi narra il momento in cui Gesù invia i Dodici in missione. (…) E’ una sorta di “tirocinio” di quello che saranno chiamati a fare dopo la Risurrezione del Signore con la potenza dello Spirito Santo. (...) Il discepolo missionario ha prima di tutto un suo centro di riferimento, che è la persona di Gesù, (…) cosicché l’andare e l’operare dei Dodici appare come l’irradiarsi da un centro, il riproporsi della presenza e dell’opera di Gesù nella loro azione missionaria. Questo manifesta come gli Apostoli non abbiano niente di proprio da annunciare, né proprie capacità da dimostrare, ma parlano e agiscono in quanto “inviati”, in quanto messaggeri di Gesù.
(Papa Francesco - Angelus, 15 luglio 2018)
Se un apostolo, un inviato, qualcuno di noi – ne siamo tanti di inviati qui -, va un po’ col naso in su, credendosi superiore agli altri o cercando qualche interesse umano o – non so – cercando posti nella Chiesa, non guarirà mai nessuno, non sarà riuscito ad aprire il cuore di nessuno, perché la sua parola non avrà autorità. L’autorità, il discepolo l’avrà se segue i passi di Cristo. E quali sono i passi di Cristo? La povertà. Da Dio si è fatto uomo! Si è annientato! Si è spogliato! La povertà che porta alla mitezza, all’umiltà. Il Gesù umile che va per la strada per guarire. E così un apostolo con questo atteggiamento di povertà, di umiltà, di mitezza, è capace di avere l’autorità per dire: “Convertitevi”, per aprire i cuori.
(P. Francesco Santa Marta, 7 febbraio 2019)
Seguire Cristo non è un fatto intimistico: senza annuncio, senza servizio, senza missione la relazione con Lui non cresce. Notiamo che nel Vangelo il Signore invia i discepoli prima di aver completato la loro preparazione: poco dopo averli chiamati, già li invia! Questo significa che l’esperienza della missione fa parte della formazione cristiana. Ecco come si annuncia: mostrando Gesù più che parlando di Gesù. E come mostriamo Gesù? Con la nostra testimonianza. E, infine, andando insieme, in comunità: il Signore invia tutti i discepoli, ma nessuno va da solo. La Chiesa apostolica è tutta missionaria e nella missione ritrova la sua unità. Dunque: andare miti e buoni come agnelli, senza mondanità, e andare insieme. Qui sta la chiave dell’annuncio, questa è la chiave del successo dell’evangelizzazione.
( P. Francesco Udienza Generale, 15 febbraio 2023)
Antifona
EliminaI tuoi sacerdoti, o Signore, si rivestano di giustizia
ed esultino i tuoi santi. (Cf. Sal 131,9)
Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
per grazia singolare
hai concesso al santo presbitero Pio [da Pietrelcina]
di partecipare alla croce del tuo Figlio,
e per mezzo del suo ministero
hai rinnovato le meraviglie della tua misericordia;
per sua intercessione concedi a noi,
uniti costantemente alla passione di Cristo,
di poter giungere felicemente alla gloria della risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Non darmi né povertà né ricchezza, ma fammi avere il mio pezzo di pane.
Dal libro dei Proverbi
Prv 30,5-9
Ogni parola di Dio è purificata nel fuoco;
egli è scudo per chi in lui si rifugia.
Non aggiungere nulla alle sue parole,
perché non ti riprenda e tu sia trovato bugiardo.
Io ti domando due cose,
non negarmele prima che io muoia:
tieni lontano da me falsità e menzogna,
non darmi né povertà né ricchezza,
ma fammi avere il mio pezzo di pane,
perché, una volta sazio, io non ti rinneghi
e dica: «Chi è il Signore?»,
oppure, ridotto all’indigenza, non rubi
e abusi del nome del mio Dio.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 118 (119)
R. Lampada per i miei passi, Signore, è la tua parola.
Tieni lontana da me la via della menzogna,
donami la grazia della tua legge.
Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d’oro e d’argento. R.
Per sempre, o Signore,
la tua parola è stabile nei cieli.
Tengo lontani i miei piedi da ogni cattivo sentiero,
per osservare la tua parola. R.
I tuoi precetti mi danno intelligenza,
perciò odio ogni falso sentiero.
Odio la menzogna e la detesto,
amo la tua legge. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Il regno di Dio è vicino;
convertitevi e credete nel Vangelo. (Mc 1,15)
Alleluia.
Vangelo
Li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,1-6
In quel tempo, Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.
Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro».
Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.
Parola del Signore.
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Eliminahttps://salmiognigiorno.blogspot.com/2025/10/psalm-118-hymn-of-thanksgiving-b-c-d-e.html
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FAUSTI – Questo brano segna l'inizio dell'opera dei discepoli chiamati da Gesù a continuare la Sua stessa opera. Da Lui e come Lui, anch'essi sono inviati. Fine di questa e di ogni missione sarà l'Eucaristia, il servizio del pane di Vita – come fine del servizio di Cristo fu il dono del Suo Corpo.
RispondiEliminaNell'Eucaristia noi ripresentiamo “oggi” al Padre il Suo Figlio donato a noi ; e in Lui presentiamo al Padre noi stessi, che di questo Dono viviamo.
I Discepoli dopo la chiamata alla sequela (c 5), la scelta dei Dodici (c 6) e la formazione (c 8) che ha come capisaldi l'ascolto e una verifica costante, perchè “siano con Lui” ora chiamati perchè siano “come Lui”. Li invia infatti a continuare la Sua stessa Missione che termina nell'Eucaristia.
Luca pone l'inizio del ministero dei Dodici nel tempo del Gesù terreno e vede in esso prefigurata e fondata la Chiesa.
Questa prolunga oggi nello spazio e nel tempo la Sua opera, con lo stesso potere e la stessa autorità. C'è un invio analogo dei 72 Discepoli (c 10), Luca intende le due missioni in continuità, come quella tra fondazione ed edificio. In quella dei Dodici si compie la promessa ad Israele e alle sue 12 tribù ; in quella dei 72 essa si apre a tutti i popoli della terra.
Le consegne che Gesù dà ai Dodici servono da “breviario di viaggio” per la Missione della Chiesa. Contengono l'avvertimento unico che Gesù dà sulla Missione . Esso consiste in un imperativo negativo “non prendete” (seguito da 5 specificazioni...né...né...) più l'ordine di “dimorare” o di “scuotere la polvere”.
Il termine “uscire” ricorre tre volte e indica la realtà della Missione.
Le Parole di Gesù non riguardano l'oggetto dell'annuncio. Esso è ovvio : è il Regno di Dio, udito e visto in Lui, è Lui stesso!.
Ciò che non è ovvio , e su cui Gesù insiste , è “come” deve vivere e presentarsi chi annuncia.
Per noi l'importante non è cosa dire, che non dipende da noi, ma come essere, per non contraddire con la vita ciò che annunciamo con la bocca. Ciò che sei fa da cassa di risonanza a ciò che dici.Questo brano ci dà la carta di identità degli inviati : devono riprodurre i lineamenti di Chi li invia.
Non sono consigli,ma ordini.
Non è che la fede di chi ascolta dipenda dalla credibilità di chi annuncia.
La Parola è viva ed efficace di per Sé. Chi annuncia ha però il tragico potere , per quanto sta in lui, di offuscare o annullare l'annuncio : se non ha il potere di renderlo credibile, è tuttavia in grado di renderlo incredibile. E' la responsabilità dell'uomo, il quale, non essendo Dio,non può dare la vita, è però in grado di dare morte a ciò che vive.
Il discernimento apostolico non riguarda tanto le priorità apostoliche o le analisi accurate delle situazioni, anche se sono utili o necessarie, e non riguarda per sé neanche l'oggetto della Missione,ma il “come” realizzarla.
Questo “come” è la povertà, l'umiliazione e il fallimento che ne conseguono. E' associazione a Cristo e alla Sua stessa fiducia filiale nel Padre che solo riscatta dalla morte.
Per il discepolo, lo strumento adeguato, è la Croce del Suo Signore, che ha salvato il mondo.
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