sabato 7 settembre 2019

"POTETE FAR DIGIUNARE GLI INVITATI A NOZZE QUANDO LO SPOSO E' CON LORO?" Lc 5,33-39


 
 



 


4 commenti:

  1. Antifona
    Pietà di me, o Signore, a te grido tutto il giorno:
    tu sei buono, o Signore, e perdoni,
    sei pieno di misericordia con chi ti invoca. (Sal 85,3.5)

    Colletta
    Dio onnipotente,
    unica fonte di ogni dono perfetto,
    infondi nei nostri cuori l’amore per il tuo nome,
    accresci la nostra dedizione a te,
    fa’ maturare ogni germe di bene
    e custodiscilo con vigile cura.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.
    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési
    Col 1,15-20

    Cristo Gesù è immagine del Dio invisibile,
    primogenito di tutta la creazione,
    perché in lui furono create tutte le cose
    nei cieli e sulla terra,
    quelle visibili e quelle invisibili:
    Troni, Dominazioni,
    Principati e Potenze.
    Tutte le cose sono state create
    per mezzo di lui e in vista di lui.
    Egli è prima di tutte le cose
    e tutte in lui sussistono.
    Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.
    Egli è principio,
    primogenito di quelli che risorgono dai morti,
    perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
    È piaciuto infatti a Dio
    che abiti in lui tutta la pienezza
    e che per mezzo di lui e in vista di lui
    siano riconciliate tutte le cose,
    avendo pacificato con il sangue della sua croce
    sia le cose che stanno sulla terra,
    sia quelle che stanno nei cieli.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 99 (100)

    R. Presentatevi al Signore con esultanza.
    Oppure:
    R. Benedetto il Signore, gloria del suo popolo.

    Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
    servite il Signore nella gioia,
    presentatevi a lui con esultanza. R.

    Riconoscete che solo il Signore è Dio:
    egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
    suo popolo e gregge del suo pascolo. R.

    Varcate le sue porte con inni di grazie,
    i suoi atri con canti di lode,
    lodatelo, benedite il suo nome. R.

    Buono è il Signore,
    il suo amore è per sempre,
    la sua fedeltà di generazione in generazione. R.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
    chi segue me avrà la luce della vita. (Gv 8,12)

    Alleluia.

    Vangelo
    Quando lo sposo sarà loro tolto, allora in quei giorni digiuneranno.
    Dal Vangelo secondo Luca
    Lc 5,33-39

    In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere, così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!».
    Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».
    Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”».

    Parola del Signore.

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  2. Le Parole dei Papi
    La domanda sul proprio destino è molto viva nel cuore dell’uomo. È una domanda grande, difficile, eppure decisiva: “Che sarà di me domani?”. C’è il rischio che cattive risposte conducano a forme di fatalismo, di disperazione, o anche di orgogliosa e cieca sicurezza. […] Nella Lettera ai Colossesi troviamo che la verità della “predestinazione” in Cristo è strettamente congiunta con la verità della “creazione in Cristo”. “Egli - scrive l’apostolo - è immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura; poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose...” (Col 1, 15-16). Così dunque il mondo, creato in Cristo, eterno Figlio, fin dall’inizio porta in sé, come primo dono della Provvidenza, la chiamata, anzi il pegno della predestinazione in Cristo, a cui si unisce, quale compimento della salvezza escatologica definitiva, e prima di tutto dell’uomo, finalità del mondo. […] Comprendiamo così un altro aspetto fondamentale della divina Provvidenza: la sua finalità salvifica. Dio infatti “vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità” (1 Tm 2, 4). In questa prospettiva è doveroso allargare una certa concezione naturalistica di Provvidenza, limitata al buon governo della natura fisica o anche del comportamento morale naturale. In realtà, la Provvidenza divina si esprime nel conseguimento delle finalità che corrispondono al piano eterno della salvezza.
    (San Giovanni Paolo II – Udienza generale, 28 maggio 1986)
    Sempre avremo la tentazione di buttare questa novità del Vangelo, questo vino nuovo in atteggiamenti vecchi… E’ il peccato, tutti siamo peccatori. Ma riconoscerlo: ‘Questo è un peccato’. Non dire questo va con questo. No! Gli otri vecchi non possono portare il vino nuovo. E’ la novità del Vangelo. E se noi abbiamo qualcosa che non è di Lui, pentirsi, chiedere perdono e andare avanti. Che il Signore ci dia, a tutti noi, la grazia di avere sempre questa gioia, come se andassimo a nozze. E anche avere questa fedeltà che è l’unico sposo è il Signore”. (P. Francesco S. Marta, 6 settembre 2013)
    Possiamo allora chiederci: io – ognuno di noi – ho la disponibilità del discepolo? O mi comporto con la rigidità di chi si sente a posto, di chi si sente per bene, di chi si sente già arrivato? Mi lascio “scardinare dentro” dal paradosso delle Beatitudini, o rimango nel perimetro delle mie idee? E poi, con la logica delle Beatitudini, al di là delle fatiche e delle difficoltà, sento la gioia di seguire Gesù? Questo è il tratto saliente del discepolo: la gioia del cuore. Non dimentichiamoci: la gioia del cuore. Questa è la pietra di paragone per sapere se una persona è discepolo: ha la gioia nel cuore? Io ho la gioia nel cuore? Questo è il punto. (P. Francesco Angelus, 13 febbraio 2022)

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  3. FAUSTI – Questo brano serve a far prendere coscienza al battezzato del suo stato nuovo di vita. Esso è descritto nei termini più trasparenti all'esperienza umana : cibo e vestito, necessari alla vita ; amore e vino necessari perché tale vita sia umana.
    Il brano è sulle contrapposizioni digiunare-pregare , mangiare-bere e vecchio-nuovo, che hanno il loro fulcro nell'assenza-presenza dello Sposo.
    Con questi termini si esprime il passaggio dall'economia antica della legge e della promessa a quella nuova del Vangelo e del compimento.
    Inizia l'era del banchetto messianico.
    Se il mangiare indica la vita, le nozze, il vestito e il vino nuovo indicano la qualità di questa vita nuova.
    Nel Vangelo digiuno e supplica sono superati nel banchetto e nel rendimento di grazie.
    Ciò che prima era a livello di bisogno, ora è a livello di soddisfazione : al digiuno subentra il Pane e il Vino, al lamento della supplica la danza delle nozze!
    Questo è il contenuto stesso della Buona Notizia : il Signore si è donato a noi definitivamente in Gesù. In questa luce si capisce perché i discepoli “non digiunano e non supplicano”, ma sostituiscono ogni pratica religiosa col “mangiare e bere”, con l'Eucaristia, lode perfetta per il dono ricevuto dal Padre e a Lui riportato come sorgente. Per questo bisogna sempre e in tutto fare Eucaristia (Rendimento di grazie) nel Nome del Signore nostro Gesù Cristo.
    La salvezza non è più pretesa di un passato o attesa di un futuro ; è dono presente di cui godere e ringraziare : è novità di vita e Pane che si mangia, è pienezza di Amore e Vino che si beve.
    Ciò che il passato indicava e il futuro prometteva, è ora qui, in Gesù.
    Quindi, alla preghiera di bisogno, si sostituisce la gioia e il ringraziamento per l'esaudimento.
    In Gesù Dio si unisce e si identifica con l'uomo, perché ogni uomo possa a sua volta amarlo con “ tutto il cuore, tutta l'anima e con tutte le forze” e identificarsi con Lui in Cristo.
    Privati della Sposo, i discepoli sentiranno di essere privati della loro vita e digiuneranno davvero.
    Sarà la tristezza, lo smarrimento e la perdizione del Venerdì Santo.
    La Chiesa ricorderà col digiuno questa tenebra , che si dissolverà nel fulgore della Pasqua.
    Ma ancora lo Sposo se ne andrà nel giorno dell'Ascensione .
    Sarà di nuovo assente, non strappato e ucciso, bensì portato in alto e distaccato da noi. Ci sarà quindi una nuova forma di digiuno : bisognerà colmare questo distacco seguendo lo stesso cammino che lo Sposo ha percorso per incontrarlo e stare sempre con Lui, nostra Vita, nascosta ormai nei cieli in Dio (Col 3,3).
    In questo senso l'esistenza cristiana è un vero digiuno – lontananza di Dio dal mondo- e si fa carico di tutta la storia umana per portarla all'incontro con lo Sposo.
    Questo incontro ha il suo principio nell'ascolto della Sua Parola e il suo fine nella visione del Suo Volto, anticipato nel banchetto Eucaristico, dove viviamo di Lui che si è spezzato per noi, in attesa dell'incontro definitivo.
    Ciò che è vecchio va buttato : “dovete deporre l'uomo vecchio con la condotta di prima, l'uomo che si corrompe dietro le passioni ingannatrici e dovete rinnovarvi nello spirito della vostra mente e rivestire l'uomo nuovo” (Ef 4,22).
    La prudenza stolta ci fa tenere la mano chiusa nel pugno di mosche che possediamo, invece di aprirla per accogliere il dono di Dio

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  4. VEDI : "LOS INVITADOS" Mt 9, 14-17
    https://evangeliomateoblog.blogspot.com/2017/10/los-invitados-mt-9-14-17.html?sc=1771569472455#c7927290282575111209

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ASCENSIONE Lc 24,49 - 53