lunedì 2 settembre 2019

"OGGI SI E' COMPIUTA QUESTA SCRITTURA" Lc 4, 14 -24











4 commenti:

  1. Solo la Chiesa, attraverso gli Apostoli e i loro successori, S. Padre, Vescovi e Sacerdoti ci puo' trasmettere la Grazia dell'incontro con la Vita di Gesù nel Dono dei Sacramenti e della Parola di Vita. Ringraziamo e Benediciamo !

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    Risposte
    1. Le Parole dei Papi
      Gesù esordisce dicendo: «Oggi si è compiuta questa Scrittura». Soffermiamoci su questo oggi […] La Parola di Dio sempre è “oggi”. […] La profezia di Isaia risaliva a secoli prima, ma Gesù, «con la potenza dello Spirito», la rende attuale e, soprattutto, la porta a compimento e indica il modo di ricevere la Parola di Dio: oggi. […] Oggi parla al tuo cuore. I compaesani di Gesù sono colpiti dalla sua parola. Anche se, annebbiati dai pregiudizi, non gli credono, si accorgono che il suo insegnamento è diverso da quello degli altri maestri: intuiscono che in Gesù c’è di più. Che cosa? C’è l’unzione dello Spirito Santo. A volte, capita che le nostre prediche e i nostri insegnamenti rimangono generici, astratti, non toccano l’anima e la vita della gente. E perché? Perché mancano della forza di questo oggi, quello che Gesù “riempie di senso” con la potenza dello Spirito è l’oggi. Oggi ti sta parlando. (Papa Francesco - Angelus, 23 gennaio 2022)

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    2. Antifona
      In principio e prima dei secoli il Verbo era Dio:
      egli stesso si degnò di nascere Salvatore del mondo. (Cf. Gv 1,1)

      Colletta
      O Padre, che nel tuo Figlio hai fatto sorgere
      su tutti i popoli la luce eterna,
      concedi a noi di riconoscere la gloria del redentore,
      perché, illuminati dalla sua presenza,
      giungiamo al giorno che non tramonta.
      Per il nostro Signore Gesù Cristo.

      Prima Lettura
      Chi ama Dio, ami anche il suo fratello.
      Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
      1Gv 4,19-5,4

      Carissimi, noi amiamo Dio perché egli ci ha amati per primo. Se uno dice: «Io amo Dio» e odia suo fratello, è un bugiardo. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. E questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche suo fratello.
      Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato.
      In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.
      Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.

      Parola di Dio.

      Salmo Responsoriale
      Dal Sal 71 (72)

      R. Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.
      Oppure:
      R. Benedetto il Signore che regna nella pace.

      O Dio, affida al re il tuo diritto,
      al figlio di re la tua giustizia;
      egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
      e i tuoi poveri secondo il diritto. R.

      Li riscatti dalla violenza e dal sopruso,
      sia prezioso ai suoi occhi il loro sangue.
      Si preghi sempre per lui,
      sia benedetto ogni giorno. R.

      Il suo nome duri in eterno,
      davanti al sole germogli il suo nome.
      In lui siano benedette tutte le stirpi della terra
      e tutte le genti lo dicano beato. R.

      Acclamazione al Vangelo
      Alleluia, alleluia.

      Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
      a proclamare ai prigionieri la liberazione. (Cf. Lc 4,18)

      Alleluia.

      Vangelo
      Oggi si è compiuta questa Scrittura.
      Dal Vangelo secondo Luca
      Lc 4,14-22a

      In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
      Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
      «Lo Spirito del Signore è sopra di me;
      per questo mi ha consacrato con l’unzione
      e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
      a proclamare ai prigionieri la liberazione
      e ai ciechi la vista;
      a rimettere in libertà gli oppressi
      e proclamare l’anno di grazia del Signore».
      Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
      Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.

      Parola del Signore.

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  2. GESUITI Questo brano del Vangelo di Luca è il primo discorso di Gesù,
    il discorso inaugurale a Nazareth. È un discorso dove spiega il senso
    di tutta la sua azione. Avviene dopo aver compiuto la scelta
    fondamentale che abbiamo visto nel battesimo di essere solidale
    con i fratelli; ora ha in pienezza lo Spirito del Figlio perché si fa
    fratello. Poi abbiamo visto la volta scorsa le tentazioni, quali sono i
    mezzi che lui non usa, che sono esattamente i mezzi privilegiati se
    potessimo. Oggi vediamo i mezzi che usa per realizzare la salvezza
    Gesù ritorna dal Giordano, dove è stato battezzato, dal
    deserto, dove è stato tentato, e torna nella potenza dello Spirito,
    quello Spirito che ha ricevuto in pienezza nel battesimo, che è lo
    Spirito del Figlio, che lo rende solidale con i fratelli – in fila con i
    peccatori –; quello Spirito che non cede anche alle tentazioni e alle
    prospettive e alle lusinghe del diavolo – se sei figlio fai questo,
    quest’altro –. Gesù mantiene sempre lo Spirito che ha manifestato
    nel battesimo ed è in questo Spirito che Lui inizia il suo ministero in
    Galilea.
    La sua attività principale è insegnare. Lo vedremo andando
    più avanti e l’abbiamo già detto anche all’inizio che in Luca è
    raffigurato come medico e tutto il Vangelo, soprattutto la prima
    parte, è una logoterapia: la parola che ci guarisce, perché la malattia
    dell’uomo è soprattutto la menzogna, perché l’uomo vive secondo
    la parola che ha nella testa e nel cuore, cioè capisce, sente e agisce.
    Quindi se la parola è sbagliata, questo è il massimo male per
    l’uomo. Rovina la relazione che ha con sé, con gli altri, con la natura
    e allora il Vangelo è una terapia dell’insegnamento, della Parola.
    La
    Verità fa come la luce, dissipa le tenebre, dissipa la menzogna.
    Nella seconda parte del Vangelo questa Parola non solo ti guarisce,
    ma ti ristruttura, ti dà il volto del Figlio.
    Dove va Gesù a insegnare? A Nazareth nella sinagoga.Viene a Nazareth, appunto il luogo della sua vita quotidiana,
    dove ha vissuto trent’anni, cioè tutta la sua esistenza: è quello il
    luogo dove si realizza il Vangelo, il luogo della vita quotidiana. Entra
    nella sinagoga con l’emozione di chi è tornato dove aveva imparato
    a conoscere la Parola, dove aveva imparato a leggere, quella che era
    stata il centro della sua vita, dove aveva ascoltato per trent’anni la
    Parola di Dio.
    Lì entra nel giorno di sabato, cioè il giorno della festa, il giorno
    in cui si celebra il compimento della creazione, il giorno dove
    ognuno desidera arrivare, a una compiutezza di vita, a una vita
    piena. Il sabato è come il gusto in anticipo della festa, della gioia, del
    riposo. Di sabato non si lavora. Si mangia, si beve, si fa festa e si
    ascolta la Parola. L’uomo è fatto per questo.
    Nella sinagoga il brano inizia con Gesù che si leva, apre il libro
    e termina con Gesù che chiude il libro e si siede e in mezzo c’è il
    brano che viene letto. Innanzitutto facciamo notare Gesù che si leva
    per leggere. Leggere in greco si dice riconoscere – perché leggere
    vuol dire riconoscere le parole che hai già imparato a leggere, ma
    puoi anche riconoscere dietro le parole la realtà –. E la parola si levò
    è la stessa della resurrezione. Il Gesù che si leva è come il Gesù
    risorto, il Gesù che legge è come il Gesù risorto che interpreta la
    scrittura, cioè fa riconoscere che in Lui si compie tutta .

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ASCENSIONE Lc 24,49 - 53