GESUITI Questo brano del Vangelo di Luca è il primo discorso di Gesù, il discorso inaugurale a Nazareth. È un discorso dove spiega il senso di tutta la sua azione. Avviene dopo aver compiuto la scelta fondamentale che abbiamo visto nel battesimo di essere solidale con i fratelli; ora ha in pienezza lo Spirito del Figlio perché si fa fratello. Poi abbiamo visto la volta scorsa le tentazioni, quali sono i mezzi che lui non usa, che sono esattamente i mezzi privilegiati se potessimo. Oggi vediamo i mezzi che usa per realizzare la salvezza Gesù ritorna dal Giordano, dove è stato battezzato, dal deserto, dove è stato tentato, e torna nella potenza dello Spirito, quello Spirito che ha ricevuto in pienezza nel battesimo, che è lo Spirito del Figlio, che lo rende solidale con i fratelli – in fila con i peccatori –; quello Spirito che non cede anche alle tentazioni e alle prospettive e alle lusinghe del diavolo – se sei figlio fai questo, quest’altro –. Gesù mantiene sempre lo Spirito che ha manifestato nel battesimo ed è in questo Spirito che Lui inizia il suo ministero in Galilea. La sua attività principale è insegnare. Lo vedremo andando più avanti e l’abbiamo già detto anche all’inizio che in Luca è raffigurato come medico e tutto il Vangelo, soprattutto la prima parte, è una logoterapia: la parola che ci guarisce, perché la malattia dell’uomo è soprattutto la menzogna, perché l’uomo vive secondo la parola che ha nella testa e nel cuore, cioè capisce, sente e agisce. Quindi se la parola è sbagliata, questo è il massimo male per l’uomo. Rovina la relazione che ha con sé, con gli altri, con la natura e allora il Vangelo è una terapia dell’insegnamento, della Parola. La Verità fa come la luce, dissipa le tenebre, dissipa la menzogna. Nella seconda parte del Vangelo questa Parola non solo ti guarisce, ma ti ristruttura, ti dà il volto del Figlio. Dove va Gesù a insegnare? A Nazareth nella sinagoga.Viene a Nazareth, appunto il luogo della sua vita quotidiana, dove ha vissuto trent’anni, cioè tutta la sua esistenza: è quello il luogo dove si realizza il Vangelo, il luogo della vita quotidiana. Entra nella sinagoga con l’emozione di chi è tornato dove aveva imparato a conoscere la Parola, dove aveva imparato a leggere, quella che era stata il centro della sua vita, dove aveva ascoltato per trent’anni la Parola di Dio. Lì entra nel giorno di sabato, cioè il giorno della festa, il giorno in cui si celebra il compimento della creazione, il giorno dove ognuno desidera arrivare, a una compiutezza di vita, a una vita piena. Il sabato è come il gusto in anticipo della festa, della gioia, del riposo. Di sabato non si lavora. Si mangia, si beve, si fa festa e si ascolta la Parola. L’uomo è fatto per questo. Nella sinagoga il brano inizia con Gesù che si leva, apre il libro e termina con Gesù che chiude il libro e si siede e in mezzo c’è il brano che viene letto. Innanzitutto facciamo notare Gesù che si leva per leggere. Leggere in greco si dice riconoscere – perché leggere vuol dire riconoscere le parole che hai già imparato a leggere, ma puoi anche riconoscere dietro le parole la realtà –. E la parola si levò è la stessa della resurrezione. Il Gesù che si leva è come il Gesù risorto, il Gesù che legge è come il Gesù risorto che interpreta la scrittura, cioè fa riconoscere che in Lui si compie tutta .
Antifona Pietà di me, o Signore, a te grido tutto il giorno: tu sei buono, o Signore, e perdoni, sei pieno di misericordia con chi ti invoca. (Sal 85,3.5)
Colletta Dio onnipotente, unica fonte di ogni dono perfetto, infondi nei nostri cuori l’amore per il tuo nome, accresci la nostra dedizione a te, fa’ maturare ogni germe di bene e custodiscilo con vigile cura. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura Vi annunciai Cristo crocifisso. Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 1Cor 2,1-5
Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso. Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale Dal Sal 118 (119)
R. Quanto amo la tua legge, Signore!
Quanto amo la tua legge! La medito tutto il giorno. Il tuo comando mi fa più saggio dei miei nemici, perché esso è sempre con me. R.
Sono più saggio di tutti i miei maestri, perché medito i tuoi insegnamenti. Ho più intelligenza degli anziani, perché custodisco i tuoi precetti. R.
Tengo lontani i miei piedi da ogni cattivo sentiero, per osservare la tua parola. Non mi allontano dai tuoi giudizi, perché sei tu a istruirmi. R.
Acclamazione al Vangelo Alleluia, alleluia.
Lo Spirito del Signore è sopra di me; mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio. (Lc 4,18)
Alleluia.
Vangelo Mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio... Nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Dal Vangelo secondo Luca Lc 4,16-30
In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.
Le Parole dei Papi Gesù esordisce dicendo: «Oggi si è compiuta questa Scrittura». Soffermiamoci su questo oggi […] La Parola di Dio sempre è “oggi”. […] La profezia di Isaia risaliva a secoli prima, ma Gesù, «con la potenza dello Spirito», la rende attuale e, soprattutto, la porta a compimento e indica il modo di ricevere la Parola di Dio: oggi. […] Oggi parla al tuo cuore. I compaesani di Gesù sono colpiti dalla sua parola. Anche se, annebbiati dai pregiudizi, non gli credono, si accorgono che il suo insegnamento è diverso da quello degli altri maestri: intuiscono che in Gesù c’è di più. Che cosa? C’è l’unzione dello Spirito Santo. A volte, capita che le nostre prediche e i nostri insegnamenti rimangono generici, astratti, non toccano l’anima e la vita della gente. E perché? Perché mancano della forza di questo oggi, quello che Gesù “riempie di senso” con la potenza dello Spirito è l’oggi. Oggi ti sta parlando. (Papa Francesco - Angelus, 23 gennaio 2022)
Quel giorno, a Nazaret, Gesù pose i suoi interlocutori di fronte alla scelta sulla sua identità e missione. Nessuno, nella sinagoga, poté fare a meno di interrogarsi: Lui è soltanto il figlio del falegname che si arroga un ruolo che non gli appartiene, oppure è veramente il Messia, inviato a salvare il popolo dal peccato?L’Evangelista ci dice che i nazaretani non riuscirono a riconoscere in Gesù il consacrato del Signore. Pensavano di conoscerlo troppo bene e questo, invece di facilitare l’apertura della loro mente e del loro cuore, li bloccava, come un velo che oscura la luce. Sorelle e fratelli, questo avvenimento, con le dovute analogie, succede anche per noi oggi. Anche noi siamo interpellati dalla presenza e dalle parole di Gesù; anche noi siamo chiamati a riconoscere in Lui il Figlio di Dio, il nostro Salvatore. Ma può capitarci, come allora ai suoi compaesani, di pensare che noi lo conosciamo già, che di Lui sappiamo già tutto, siamo cresciuti con Lui, a scuola, in parrocchia, al catechismo, in un Paese di cultura cattolica… E così per noi è una Persona vicina, anzi, “troppo” vicina. Ma proviamo a chiederci: avvertiamo l’autorità unica con cui parla Gesù di Nazaret? Riconosciamo che Lui è portatore di un annuncio di salvezza (…), mi sento bisognoso di questa salvezza? Sento che anch’io in qualche modo sono povero, prigioniero, cieco, oppresso? Allora, solo allora, “l’anno di grazia” sarà per me! (Francesco - Angelus, 26 gennaio 2025)
Solo la Chiesa, attraverso gli Apostoli e i loro successori, S. Padre, Vescovi e Sacerdoti ci puo' trasmettere la Grazia dell'incontro con la Vita di Gesù nel Dono dei Sacramenti e della Parola di Vita. Ringraziamo e Benediciamo !
GESUITI Questo brano del Vangelo di Luca è il primo discorso di Gesù,
RispondiEliminail discorso inaugurale a Nazareth. È un discorso dove spiega il senso
di tutta la sua azione. Avviene dopo aver compiuto la scelta
fondamentale che abbiamo visto nel battesimo di essere solidale
con i fratelli; ora ha in pienezza lo Spirito del Figlio perché si fa
fratello. Poi abbiamo visto la volta scorsa le tentazioni, quali sono i
mezzi che lui non usa, che sono esattamente i mezzi privilegiati se
potessimo. Oggi vediamo i mezzi che usa per realizzare la salvezza
Gesù ritorna dal Giordano, dove è stato battezzato, dal
deserto, dove è stato tentato, e torna nella potenza dello Spirito,
quello Spirito che ha ricevuto in pienezza nel battesimo, che è lo
Spirito del Figlio, che lo rende solidale con i fratelli – in fila con i
peccatori –; quello Spirito che non cede anche alle tentazioni e alle
prospettive e alle lusinghe del diavolo – se sei figlio fai questo,
quest’altro –. Gesù mantiene sempre lo Spirito che ha manifestato
nel battesimo ed è in questo Spirito che Lui inizia il suo ministero in
Galilea.
La sua attività principale è insegnare. Lo vedremo andando
più avanti e l’abbiamo già detto anche all’inizio che in Luca è
raffigurato come medico e tutto il Vangelo, soprattutto la prima
parte, è una logoterapia: la parola che ci guarisce, perché la malattia
dell’uomo è soprattutto la menzogna, perché l’uomo vive secondo
la parola che ha nella testa e nel cuore, cioè capisce, sente e agisce.
Quindi se la parola è sbagliata, questo è il massimo male per
l’uomo. Rovina la relazione che ha con sé, con gli altri, con la natura
e allora il Vangelo è una terapia dell’insegnamento, della Parola.
La
Verità fa come la luce, dissipa le tenebre, dissipa la menzogna.
Nella seconda parte del Vangelo questa Parola non solo ti guarisce,
ma ti ristruttura, ti dà il volto del Figlio.
Dove va Gesù a insegnare? A Nazareth nella sinagoga.Viene a Nazareth, appunto il luogo della sua vita quotidiana,
dove ha vissuto trent’anni, cioè tutta la sua esistenza: è quello il
luogo dove si realizza il Vangelo, il luogo della vita quotidiana. Entra
nella sinagoga con l’emozione di chi è tornato dove aveva imparato
a conoscere la Parola, dove aveva imparato a leggere, quella che era
stata il centro della sua vita, dove aveva ascoltato per trent’anni la
Parola di Dio.
Lì entra nel giorno di sabato, cioè il giorno della festa, il giorno
in cui si celebra il compimento della creazione, il giorno dove
ognuno desidera arrivare, a una compiutezza di vita, a una vita
piena. Il sabato è come il gusto in anticipo della festa, della gioia, del
riposo. Di sabato non si lavora. Si mangia, si beve, si fa festa e si
ascolta la Parola. L’uomo è fatto per questo.
Nella sinagoga il brano inizia con Gesù che si leva, apre il libro
e termina con Gesù che chiude il libro e si siede e in mezzo c’è il
brano che viene letto. Innanzitutto facciamo notare Gesù che si leva
per leggere. Leggere in greco si dice riconoscere – perché leggere
vuol dire riconoscere le parole che hai già imparato a leggere, ma
puoi anche riconoscere dietro le parole la realtà –. E la parola si levò
è la stessa della resurrezione. Il Gesù che si leva è come il Gesù
risorto, il Gesù che legge è come il Gesù risorto che interpreta la
scrittura, cioè fa riconoscere che in Lui si compie tutta .
Antifona
RispondiEliminaPietà di me, o Signore, a te grido tutto il giorno:
tu sei buono, o Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi ti invoca. (Sal 85,3.5)
Colletta
Dio onnipotente,
unica fonte di ogni dono perfetto,
infondi nei nostri cuori l’amore per il tuo nome,
accresci la nostra dedizione a te,
fa’ maturare ogni germe di bene
e custodiscilo con vigile cura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Vi annunciai Cristo crocifisso.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 2,1-5
Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso.
Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 118 (119)
R. Quanto amo la tua legge, Signore!
Quanto amo la tua legge!
La medito tutto il giorno.
Il tuo comando mi fa più saggio dei miei nemici,
perché esso è sempre con me. R.
Sono più saggio di tutti i miei maestri,
perché medito i tuoi insegnamenti.
Ho più intelligenza degli anziani,
perché custodisco i tuoi precetti. R.
Tengo lontani i miei piedi da ogni cattivo sentiero,
per osservare la tua parola.
Non mi allontano dai tuoi giudizi,
perché sei tu a istruirmi. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Lo Spirito del Signore è sopra di me;
mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio. (Lc 4,18)
Alleluia.
Vangelo
Mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio... Nessun profeta è bene accetto nella sua patria.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 4,16-30
In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
a proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.
Parola del Signore.
Le Parole dei Papi
RispondiEliminaGesù esordisce dicendo: «Oggi si è compiuta questa Scrittura». Soffermiamoci su questo oggi […] La Parola di Dio sempre è “oggi”. […] La profezia di Isaia risaliva a secoli prima, ma Gesù, «con la potenza dello Spirito», la rende attuale e, soprattutto, la porta a compimento e indica il modo di ricevere la Parola di Dio: oggi. […] Oggi parla al tuo cuore. I compaesani di Gesù sono colpiti dalla sua parola. Anche se, annebbiati dai pregiudizi, non gli credono, si accorgono che il suo insegnamento è diverso da quello degli altri maestri: intuiscono che in Gesù c’è di più. Che cosa? C’è l’unzione dello Spirito Santo. A volte, capita che le nostre prediche e i nostri insegnamenti rimangono generici, astratti, non toccano l’anima e la vita della gente. E perché? Perché mancano della forza di questo oggi, quello che Gesù “riempie di senso” con la potenza dello Spirito è l’oggi. Oggi ti sta parlando.
(Papa Francesco - Angelus, 23 gennaio 2022)
Quel giorno, a Nazaret, Gesù pose i suoi interlocutori di fronte alla scelta sulla sua identità e missione. Nessuno, nella sinagoga, poté fare a meno di interrogarsi: Lui è soltanto il figlio del falegname che si arroga un ruolo che non gli appartiene, oppure è veramente il Messia, inviato a salvare il popolo dal peccato?L’Evangelista ci dice che i nazaretani non riuscirono a riconoscere in Gesù il consacrato del Signore. Pensavano di conoscerlo troppo bene e questo, invece di facilitare l’apertura della loro mente e del loro cuore, li bloccava, come un velo che oscura la luce. Sorelle e fratelli, questo avvenimento, con le dovute analogie, succede anche per noi oggi. Anche noi siamo interpellati dalla presenza e dalle parole di Gesù; anche noi siamo chiamati a riconoscere in Lui il Figlio di Dio, il nostro Salvatore. Ma può capitarci, come allora ai suoi compaesani, di pensare che noi lo conosciamo già, che di Lui sappiamo già tutto, siamo cresciuti con Lui, a scuola, in parrocchia, al catechismo, in un Paese di cultura cattolica… E così per noi è una Persona vicina, anzi, “troppo” vicina. Ma proviamo a chiederci: avvertiamo l’autorità unica con cui parla Gesù di Nazaret? Riconosciamo che Lui è portatore di un annuncio di salvezza (…), mi sento bisognoso di questa salvezza? Sento che anch’io in qualche modo sono povero, prigioniero, cieco, oppresso? Allora, solo allora, “l’anno di grazia” sarà per me! (Francesco - Angelus, 26 gennaio 2025)
EliminaSolo la Chiesa, attraverso gli Apostoli e i loro successori, S. Padre, Vescovi e Sacerdoti ci puo' trasmettere la Grazia dell'incontro con la Vita di Gesù nel Dono dei Sacramenti e della Parola di Vita.
RispondiEliminaRingraziamo e Benediciamo !