mercoledì 11 settembre 2019

"BEATI VOI... AHIMÈ PER VOI...!" Lc 6,20-26






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  1. Antifona
    Tu sei giusto, o Signore, e retto nei tuoi giudizi:
    agisci con il tuo servo secondo il tuo amore. (Sal 118,137.124)

    Colletta
    O Padre, che ci hai liberati dal peccato
    e ci hai donato la dignità di figli adottivi,
    guarda con benevolenza la tua famiglia,
    perché a tutti i credenti in Cristo
    sia data la vera libertà e l’eredità eterna.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Siete morti con Cristo: fate morire dunque ciò che appartiene alla terra.
    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési
    Col 3,1-11

    Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.
    Fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria; a motivo di queste cose l’ira di Dio viene su coloro che gli disobbediscono. Anche voi un tempo eravate così, quando vivevate in questi vizi. Ora invece gettate via anche voi tutte queste cose: ira, animosità, cattiveria, insulti e discorsi osceni, che escono dalla vostra bocca.
    Non dite menzogne gli uni agli altri: vi siete svestiti dell’uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine di Colui che lo ha creato. Qui non vi è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 144 (145)

    R. Buono è il Signore verso tutti.

    Ti voglio benedire ogni giorno,
    lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
    Grande è il Signore e degno di ogni lode;
    senza fine è la sua grandezza. R.

    Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
    e ti benedicano i tuoi fedeli.
    Dicano la gloria del tuo regno
    e parlino della tua potenza. R.

    Per far conoscere agli uomini le tue imprese
    e la splendida gloria del tuo regno.
    Il tuo regno è un regno eterno,
    il tuo dominio si estende per tutte le generazioni. R.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Rallegratevi ed esultate, dice il Signore,
    perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. (Lc 6,23ab)

    Alleluia.


    Vangelo
    Beati i poveri. Guai a voi, ricchi.
    Dal Vangelo secondo Luca
    Lc 6,20-26

    In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
    «Beati voi, poveri,
    perché vostro è il regno di Dio.
    Beati voi, che ora avete fame,
    perché sarete saziati.
    Beati voi, che ora piangete,
    perché riderete.
    Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
    Ma guai a voi, ricchi,
    perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
    Guai a voi, che ora siete sazi,
    perché avrete fame.
    Guai a voi, che ora ridete,
    perché sarete nel dolore e piangerete.
    Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

    Parola del Signore.

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    1. PAROLE DEI PAPI
      “Beati voi, poveri… beati voi, che ora avete fame… beati voi, che ora piangete… beati voi, quando gli uomini… disprezzeranno il vostro nome” a causa mia. Perché li proclama beati? Perché la giustizia di Dio farà sì che costoro siano saziati, rallegrati, risarciti di ogni falsa accusa, in una parola, perché li accoglie fin d’ora nel suo regno. Le beatitudini si basano sul fatto che esiste una giustizia divina, che rialza chi è stato a torto umiliato e abbassa chi si è esaltato (cfr Lc 14,11). Infatti, l’evangelista Luca, dopo i quattro “beati voi”, aggiunge quattro ammonimenti: “guai a voi, ricchi… guai a voi, che ora siete sazi,… guai a voi, che ora ridete” e “guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi”, perché, come afferma Gesù, le cose si ribalteranno, gli ultimi diventeranno primi, e i primi ultimi (cfr Lc 13,30). […] Il Vangelo di Cristo risponde positivamente alla sete di giustizia dell’uomo, ma in modo inatteso e sorprendente. Egli non propone una rivoluzione di tipo sociale e politico, ma quella dell’amore, che ha già realizzato con la sua Croce e la sua Risurrezione. Su di esse si fondano le beatitudini, che propongono il nuovo orizzonte di giustizia, inaugurato dalla Pasqua, grazie al quale possiamo diventare giusti e costruire un mondo migliore.
      (Benedetto XVI – Angelus, 14 febbraio 2010)
      Il povero in spirito è il cristiano che non fa affidamento su se stesso, sulle ricchezze materiali, non si ostina sulle proprie opinioni, ma ascolta con rispetto e si rimette volentieri alle decisioni altrui. Se nelle nostre comunità ci fossero più poveri in spirito, ci sarebbero meno divisioni, contrasti e polemiche! L’umiltà, come la carità, è una virtù essenziale per la convivenza nelle comunità cristiane. I poveri, in questo senso evangelico, appaiono come coloro che tengono desta la meta del Regno dei cieli, facendo intravedere che esso viene anticipato in germe nella comunità fraterna, che privilegia la condivisione al possesso. (P. Francesco Angelus, 29 gennaio 2017)

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  2. FAUSTI – E' la Buona Notizia che Gesù ha dato ai poveri, ai quali e per i quali annuncia il compimento della promessa.
    E' il giudizio di Dio sul mondo : rivela il Suo modo di valutare la realtà, opposto al nostro, e il Suo modo di salvarci, così diverso da quello che noi pensiamo.
    Le Beatitudini costituiscono il manifesto del Regno di Dio.
    Nella discesa dal monte, Mosè rivelò cosa doveva fare l'uomo ; ora, nella discesa al piano, Gesù rivela cosa fa Dio stesso.
    Luca attualizza questa Rivelazione per la sua chiesa e ne fa il fondamento del nuovo popolo in ascolto. La chiave di lettura di tutto il discorso al piano è cristologica/teologica : la vita e l'opera di Gesù manifestano il vero Volto di Dio che nessuno mai ha visto (Gv 1,18).
    Nel Suo mistero di morte/esaltazione vediamo come Dio dona il Regno. Nella Sua Passione, Gesù, odiato, bandito, insultato, respinto e diffamato, solidarizza con i poveri e si identifica con loro, Lui che già prima era povero e affamato.
    Nella Sua Resurrezione realizza in prima persona la beatitudine, identificando a Sè tutti i poveri, nella sazietà del banchetto messianico e nel riso di vittoria.
    Il discorso di Luca è comprensibile solo ai discepoli.
    E' una Parola indirizzata a chi, scoperto il tesoro, vuole viverne in pienezza i frutti, disposto ad abbandonare ogni impedimento.
    Dal punto di vista storico, Gesù si rivolge a quei poveri reali di tutti i tipi dei quali si è preso cura. Il Suo “prendersi cura di ogni miseria” è il Suo segno messianico.
    Sazierà col Suo Pane questi affamati e asciugherà con la Sua consolazione le loro lacrime.
    E' da notare il tempo presente della prima beatitudine e della prima lamentazione.
    “Già ora” il Regno è dei poveri e “già ora” i ricchi se ne escludono con un surrogato di consolazione. Le altre due Beatitudini- lamentazioni sono al futuro semplice. Ciò significa che con Gesù la storia presente è definitiva, ma non chiusa : è anzi definitivamente aperta verso il suo termine di salvezza.
    Questa tensione presente/futuro, tra un “ora” e un “dopo” è lo spazio stesso della storia,luogo di decisione dell'uomo per accogliere la libertà di Cristo.
    Le Beatitudini si possono comprendere solo conoscendo che Dio è Amore per tutti i Suoi figli.
    La Sua giustizia è togliere a chi ha e dare a chi non ha, in modo che si viva in concreto la fraternità. Il nostro concetto di giustizia “a ciascuno il suo”, più che sulla giustizia di Dio, che è Amore, si fonda sull'ingiustizia umana e ne codifica l'egoismo che la origina.
    E' utile notare che la distinzione poveri/ricchi è di facile lettura all'esterno. Difficilissima ne è la lettura all'interno del cuore dell'uomo: solo la Parola che vi penetra dentro discerne in noi tra la beatitudine e l'ahimé ,recidendo dolorosamente in noi il male dal bene.
    In realtà ognuno di noi è combattuto tra l'avere, il potere e l'apparire da una parte e la chiamata del Signore alla povertà, al servizio e all'umiltà dall'altra.

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ASCENSIONE Lc 24,49 - 53