lunedì 14 ottobre 2019

"UN FARISEO LO INVITO' A PRANZO" Lc 11,37-41





6 commenti:

  1. FAUSTI – Il problema della giustizia della legge in rapporto al Vangelo di misericordia è presente nella Chiesa fin dall'inizio, e si acutizza proprio nel momento della missione al mondo.
    Non a caso il brano inizia con “entrare” e termina con “uscire” (v 53), le due Parole che Gesù usa nel Suo duplice discorso missionario per indicare il cammino degli Apostoli e dei Settantadue.
    I farisei e i legisti di sempre, credenti o atei, identificano la salvezza con la propria giustizia e la propria Legge. Questo problema è preso di mira in modo particolare da Paolo dopo la conversione.
    Vedi le lettere ai Galati, ai Romani e Filippesi. Negli Atti degli Apostoli se ne tratta dal c. 9 fino al c. 15.
    Alla giustizia, impossibile da ottenere mediante la legge, è subentrata la giustificazione mediante la misericordia di Dio nella Croce di Gesù (Fil 3,9).
    Così, mentre i pubblicani e i peccatori sono i figli della Sapienza , perchè riconoscono ed accettano la Misericordia di Dio, i farisei e i legisti trasgrediscono la volontà salvifica di Dio su di loro.
    Uno può infatti osservare tutti i precetti e trascurare il comando dell'amore.
    Luca ci tiene molto a smascherare il fariseo che si annida nel credente , perchè non decada dalla grazia del Battesimo. Vuol convertire il fratello maggiore verso il minore, il giusto verso il peccatore, (c.15) perchè diventi misericordioso come il Padre.
    Si rivolge infatti a Teofilo, perchè non dimentichi, anzi, si consolidi nella dottrina del Salvatore.
    Se invece di predicare o dettare leggi, siamo luminosi e testimoniamo l misericordia del Salvatore, tutti, vedendo la Luce, possono convertirsi alla Bellezza del Dio Amore.
    E chi ama ha adempiuto la legge.
    L'amore, infatti, non fa male a nessuno : pieno compimento della legge è l'amore.

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  2. Colletta
    Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, o Signore,
    perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,
    non ci stanchiamo mai di operare il bene.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Antifona
    Se consideri le colpe, o Signore,
    Signore, chi ti può resistere?
    Con te è il perdono, Dio d’Israele. (Cf. Sal 129,3-4)

    Prima Lettura
    Non è la circoncisione che vale, ma la fede che si rende operosa per mezzo della carità.
    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
    Gal 5,1-6

    Fratelli, Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.
    Ecco, io, Paolo, vi dico: se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà a nulla. E dichiaro ancora una volta a chiunque si fa circoncidere che egli è obbligato ad osservare tutta quanta la Legge. Non avete più nulla a che fare con Cristo voi che cercate la giustificazione nella Legge; siete decaduti dalla grazia.
    Quanto a noi, per lo Spirito, in forza della fede, attendiamo fermamente la giustizia sperata. Perché in Cristo Gesù non è la circoncisione che vale o la non circoncisione, ma la fede che si rende operosa per mezzo della carità.

    Parola di Dio.


    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 118 (119)

    R. Venga a me, Signore, il tuo amore.

    Venga a me, Signore, il tuo amore,
    la tua salvezza secondo la tua promessa.
    Non togliere dalla mia bocca la parola vera,
    perché spero nei tuoi giudizi. R.

    Osserverò continuamente la tua legge,
    in eterno, per sempre.
    Camminerò in un luogo spazioso,
    perché ho ricercato i tuoi precetti. R.

    La mia delizia sarà nei tuoi comandi,
    che io amo.
    Alzerò le mani verso i tuoi comandi che amo,
    mediterò i tuoi decreti. R.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    La parola di Dio è viva, efficace;
    discerne i sentimenti e i pensieri del cuore. (Eb 4,12)

    Alleluia.

    Vangelo
    Date in elemosina, ed ecco, per voi tutto sarà puro.
    Dal Vangelo secondo Luca
    Lc 11,37-41

    In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.
    Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».

    Parola del Signore.

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  3. Le Parole dei Papi
    Non sono parole belle, eh? Gesù parlava chiaro, non era ipocrita. Parlava chiaro: “Voi siete sepolcri imbiancati”. Bel complimento, eh?. Gesù distingue le apparenze dalla realtà interna. Questi signori sono i “dottori delle apparenze”: sempre perfetti, sempre... Ma dentro cosa c’è? (…) E stiamo attenti con noi stessi, perché questo ci deve portare a pensare nella nostra vita. Io cerco di guardare le apparenze soltanto? E non cambio il mio cuore? Non apro il mio cuore alla preghiera, alla libertà della preghiera, alla libertà dell’elemosina, alla libertà delle opere di misericordia?
    (Papa Francesco - Omelia Santa Marta, 16 ottobre 2018)
    Dove c’è rigidità non c’è lo Spirito di Dio, perché lo Spirito di Dio è libertà. E questa gente voleva fare dei passi togliendo la libertà dello Spirito di Dio e la gratuità della redenzione: “Per essere giustificato, tu devi fare questo, questo, questo, questo…”. La giustificazione è gratuita. La morte e la risurrezione di Cristo è gratuita. Non si paga, non si compra: è un dono! E questi non volevano fare questo.
    (Papa Francesco Omelia Santa Marta 15 maggio 2020)

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    1. La libertà è un tesoro che si apprezza realmente solo quando la si perde. Per molti di noi, abituati a vivere nella libertà, spesso appare più come un diritto acquisito che come un dono e un’eredità da custodire. Quanti fraintendimenti intorno al tema della libertà, e quante visioni differenti si sono scontrate nel corso dei secoli! Nel caso dei Galati, l’Apostolo non poteva sopportare che quei cristiani, dopo avere conosciuto e accolto la verità di Cristo, si lasciassero attirare da proposte ingannevoli, passando dalla libertà alle schiavitù: dalla presenza liberante di Gesù alla schiavitù del peccato, alla schiavitù del legalismo e così via. Anche oggi il legalismo è un problema nostro, di tanti cristiani che si rifugiano nel legalismo, nella casistica. Paolo invita quindi i cristiani a rimanere saldi nella libertà che hanno ricevuto col battesimo, senza lasciarsi mettere di nuovo sotto il «giogo della schiavitù» (Gal 5,1). Paolo è giustamente geloso della libertà. (…) Una predicazione che dovesse precludere la libertà in Cristo non sarebbe mai evangelica: sarebbe forse pelagiana o giansenista o cosa del genere, ma non evangelica. Non si può mai forzare nel nome di Gesù, non si può rendere nessuno schiavo in nome di Gesù che ci rende liberi. La libertà... la libertà è un dono che ci è dato nel battesimo.
      (Francesco - Udienza generale, 6 ottobre 2021)

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  4. FAUSTI – Il problema della giustizia della legge in rapporto al Vangelo di misericordia è presente nella Chiesa fin dall'inizio, e si acutizza proprio nel momento della missione al mondo.
    Non a caso il brano inizia con “entrare” e termina con “uscire” (v 53), le due Parole che Gesù usa nel Suo duplice discorso missionario per indicare il cammino degli Apostoli e dei Settantadue.
    I farisei e i legisti di sempre, credenti o atei, identificano la salvezza con la propria giustizia e la propria Legge. Questo problema è preso di mira in modo particolare da Paolo dopo la conversione.
    Vedi le lettere ai Galati, ai Romani e Filippesi. Negli Atti degli Apostoli se ne tratta dal c. 9 fino al c. 15.
    Alla giustizia, impossibile da ottenere mediante la legge, è subentrata la giustificazione mediante la misericordia di Dio nella Croce di Gesù (Fil 3,9).
    Così, mentre i pubblicani e i peccatori sono i figli della Sapienza , perchè riconoscono ed accettano la Misericordia di Dio, i farisei e i legisti trasgrediscono la volontà salvifica di Dio su di loro.
    Uno può infatti osservare tutti i precetti e trascurare il comando dell'amore.
    Luca ci tiene molto a smascherare il fariseo che si annida nel credente , perchè non decada dalla grazia del Battesimo. Vuol convertire il fratello maggiore verso il minore, il giusto verso il peccatore, (c.15) perchè diventi misericordioso come il Padre.
    Si rivolge infatti a Teofilo, perchè non dimentichi, anzi, si consolidi nella dottrina del Salvatore.
    Se invece di predicare o dettare leggi, siamo luminosi e testimoniamo l misericordia del Salvatore, tutti, vedendo la Luce, possono convertirsi alla Bellezza del Dio Amore.
    E chi ama ha adempiuto la legge.
    L'amore, infatti, non fa male a nessuno : pieno compimento della legge è l'amore.

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  5. https://salmiognigiorno.blogspot.com/2025/10/salmo-119-118-beatitudine-meditazione.html

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ASCENSIONE Lc 24,49 - 53