venerdì 25 ottobre 2019

"SONO TRE ANNI CHE VENGO A CERCARE FRUTTI..." Lc 13,1-9


3 commenti:

  1. Antifona
    Io t’invoco, o Dio, poiché tu mi rispondi;
    tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole.
    Custodiscimi come pupilla degli occhi,
    all’ombra delle tue ali nascondimi. (Sal 16,6.8)

    Colletta
    Dio onnipotente ed eterno,
    donaci di orientare sempre a te la nostra volontà
    e di servirti con cuore sincero.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi.
    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
    Rm 8,1-11

    Fratelli, ora non c’è nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù. Perché la legge dello Spirito, che dà vita in Cristo Gesù, ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte.
    Infatti ciò che era impossibile alla Legge, resa impotente a causa della carne, Dio lo ha reso possibile: mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e a motivo del peccato, egli ha condannato il peccato nella carne, perché la giustizia della Legge fosse compiuta in noi, che camminiamo non secondo la carne ma secondo lo Spirito.
    Quelli infatti che vivono secondo la carne, tendono verso ciò che è carnale; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, tendono verso ciò che è spirituale. Ora, la carne tende alla morte, mentre lo Spirito tende alla vita e alla pace. Ciò a cui tende la carne è contrario a Dio, perché non si sottomette alla legge di Dio, e neanche lo potrebbe. Quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio.
    Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia.
    E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 23 (24)

    R. Noi cerchiamo il tuo volto, Signore.

    Del Signore è la terra e quanto contiene,
    il mondo con i suoi abitanti.
    È lui che l’ha fondato sui mari
    e sui fiumi l’ha stabilito. R.

    Chi potrà salire il monte del Signore?
    Chi potrà stare nel suo luogo santo?
    Chi ha mani innocenti e cuore puro,
    chi non si rivolge agli idoli. R.

    Egli otterrà benedizione dal Signore,
    giustizia da Dio sua salvezza.
    Ecco la generazione che lo cerca,
    che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. R.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Io non godo della morte del malvagio, dice il Signore,
    ma che si converta dalla sua malvagità e viva. (Ez 33,11)

    Alleluia.

    Vangelo
    Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.
    Dal Vangelo secondo Luca
    Lc 13,1-9

    In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.
    O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
    Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

    Parola del Signore.

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  2. Le Parole dei Papi
    La conclusione del brano evangelico riprende la prospettiva della misericordia, mostrando la necessità e l’urgenza del ritorno a Dio, di rinnovare la vita secondo Dio. Riferendosi ad un uso del suo tempo, Gesù presenta la parabola di un fico piantato in una vigna; questo fico, però, risulta sterile, non dà frutti (cfr Lc 13,6-9). Il dialogo che si sviluppa tra il padrone e il vignaiolo, manifesta, da una parte, la misericordia di Dio, che ha pazienza e lascia all’uomo, a tutti noi, un tempo per la conversione; e, dall’altra, la necessità di avviare subito il cambiamento interiore ed esteriore della vita per non perdere le occasioni che la misericordia di Dio ci offre per superare la nostra pigrizia spirituale e corrispondere all’amore di Dio con il nostro amore filiale. (Papa Benedetto XVI, Omelia 7 marzo 2010)
    Purtroppo, ciascuno di noi assomiglia molto a un albero che, per anni, ha dato molteplici prove della sua sterilità. Ma, per nostra fortuna, Gesù è simile a quel contadino che, con una pazienza senza limiti, ottiene ancora una proroga per il fico infecondo: «Lascialo ancora quest’anno – dice al padrone – […] Vedremo se porterà frutto per l’avvenire» (v. 9). Un “anno” di grazia: il tempo del ministero di Cristo, il tempo della Chiesa prima del suo ritorno glorioso, il tempo della nostra vita. L’invincibile pazienza di Gesù! Avete pensato, voi, alla pazienza di Dio? Non è mai troppo tardi per convertirsi, mai! Fino all’ultimo momento: la pazienza di Dio che ci aspetta. (P. Francesco Angelus, 28 febbraio 2016)

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  3. FAUSTI - Due fatti di cronaca : un'uccisione e un incidente con molte vittime . Nel primo caso è in gioco la libertà e la cattiveria dell'uomo, nel secondo l'ineluttabilità e la violenza del creato.
    Questi due avvenimenti richiamano in modo esemplare ciò che maggiormente scuote la fede del credente : perché Dio permette i soprusi e le violenze , i disastri e i terremoti?
    La storia con le sue ingiustizie e la natura con la sua insensatezza sembrano dominate piuttosto dal maligno o dal caso. Nel primo episodio ci si aspetta che giudichi tra cattivi e buoni. Nel secondo è implicita l'obiezione di fondo: che fiducia si può avere nel Padre, se gli innocenti soffrono?
    Gesù li prende come modelli di difficile discernimento , per dare al credente una chiave di lettura per gli avvenimenti storici e naturali ( Sl 136).
    Il male che c'é , sia nell'uomo che nelle cose, è misteriosamente connesso con il peccato; ma non sfugge di mano a quel Dio nella cui mano sono gli abissi della terra (Sl 95,4) e che raccoglie in un otre le acque del mare ( Sl 33, 7). E' vero che tutti abbiamo peccato ; ma il nostro male è ormai il luogo della salvezza : “ là dove ha abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia”.( Rom 5,20).
    Tutti gli avvenimenti sono quindi da leggere, a un livello più profondo, in termini di perdizione e di salvezza: svelano la perdizione dalla quale ci salva la conversione al Signore
    Conoscere i “segni del tempo” significa vedere nel male il Signore che viene a salvarci chiamandoci alla conversione. Il buon discernimento apre gli occhi e fa cambiare vita
    Come i nostri limiti quotidiani sono luoghi di amore e di comunione con gli altri, così il nostro limite assoluto è luogo di comunione con l'Altro, l'Assoluto, da cui veniamo e a cui ritorniamo. La conversione radicale è uscire dal delirio di onnipotenza : accettare la vita e la morte come comunione con Dio.
    Discernere i segni del presente significa leggere ogni fatto e dato come appello a passare dall'ipocrisia alla filialità, dal regno della paura a quello della libertà.
    Gesù invece darà inizio all'anno di Grazia. In Lui, il Figlio, inizia il tempo in cui Dio esercita la Sua Misericordia in modo diretto e definitivo . Fa Lui l'anno santo, che gli uomini non fanno.
    “Ecco, da tre anni vengo...” Sono i tre anni del ministero di Gesù. Essi, per sé, concludono la storia e costituiscono il tempo per la venuta per il giudizio. Ma sono anche l'oggi della salvezza , nella pazienza del Figlio che si prende cura dei nostri mali.
    Quest'oggi verrà prolungato ancora per un anno, fino ad oggi e sempre, ovunque la missione, l'annuncio e la conversione renderanno gli uomini contemporanei alla Sua Parola di Grazia.
    Quest'anno è la durata della nostra storia, che dura sempre ancora un anno, per intercessione del Figlio che compie ciò che il Padre vuole. Anno di Grazia inaugurato a Nazareth che giunge fino a noi.Tutti gli anni successivi sono l' ”ancora un anno”che si prolunga , per fare con l'annuncio la medesima offerta alle generazioni successive.
    Questo è il senso profondo della storia . È l'anno della pazienza e della Misericordia di Dio, una dilatazione della salvezza e una dilazione del giudizio, ancora sempre per un anno, da allora fino ad ora e fino alla fine. Dio non taglia il fico, cioè l'uomo! Lo rispetta perché lo ama. Gli prodiga intorno tutta la sua opera, perché possa rispondere al suo amore.

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ASCENSIONE Lc 24,49 - 53