domenica 13 ottobre 2019

"LA REGINA DEL SUD SI ALZERA' CONTRO GLI UOMINI DI QUESTA GENERAZIONE..." Lc 11,29-32















6 commenti:

  1. FAUSTI
    Gesù è il centro del tempo.
    Come nel passato i profeti e i re desideravano Colui che doveva venire, così nel futuro tutti i credenti desidereranno Colui che è venuto.
    Egli è la realtà prima attesa e poi compiuta, la realizzazione della Parola che da profezia si è fatta ricordo e racconto.
    Gesù è il Verbo Eterno di Dio, promesso nell'Antico e trasmesso nel Nuovo Testamento.
    Tutto il passato sboccia in Lui, suo frutto pieno.
    In Lui il Regno del Padre è aperto a tutti, perché Egli fa fiorire sulla bocca di tutti la Parola :”Abbà”.
    Quanto i Suoi contemporanei ebbero il privilegio di vedere e di udire, resta ancora a noi accessibile nella Parola su di Lui.
    La nuova e vera conoscenza di Gesù è l'ascolto della Sua Parola.

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    1. Antifona
      Se consideri le colpe, o Signore,
      Signore, chi ti può resistere?
      Con te è il perdono, Dio d’Israele. (Cf. Sal 129,3-4)

      Colletta
      Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, o Signore,
      perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,
      non ci stanchiamo mai di operare il bene.
      Per il nostro Signore Gesù Cristo.

      Prima Lettura
      Non siamo figli di una schiava, ma della donna libera.
      Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
      Gal 4,22-24.26-27.31-5,1

      Fratelli, sta scritto che Abramo ebbe due figli, uno dalla schiava e uno dalla donna libera. Ma il figlio della schiava è nato secondo la carne; il figlio della donna libera, in virtù della promessa.
      Ora, queste cose sono dette per allegoria: le due donne infatti rappresentano le due alleanze. Una, quella del monte Sinai, che genera nella schiavitù, è rappresentata da Agar. Invece la Gerusalemme di lassù è libera ed è la madre di tutti noi. Sta scritto infatti:
      «Rallégrati, sterile, tu che non partorisci,
      grida di gioia, tu che non conosci i dolori del parto,
      perché molti sono i figli dell’abbandonata,
      più di quelli della donna che ha marito».
      Così, fratelli, noi non siamo figli di una schiava, ma della donna libera.
      Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.

      Parola di Dio.

      Salmo Responsoriale
      Dal Sal 112 (113)

      R. Sia benedetto il nome del Signore, da ora e per sempre.

      Lodate, servi del Signore,
      lodate il nome del Signore.
      Sia benedetto il nome del Signore,
      da ora e per sempre. R.

      Dal sorgere del sole al suo tramonto
      sia lodato il nome del Signore.
      Su tutte le genti eccelso è il Signore,
      più alta dei cieli è la sua gloria. R.

      Chi è come il Signore, nostro Dio,
      che si china a guardare
      sui cieli e sulla terra?
      Solleva dalla polvere il debole,
      dall’immondizia rialza il povero. R.


      Acclamazione al Vangelo
      Alleluia, alleluia.

      Oggi non indurite il vostro cuore,
      ma ascoltate la voce del Signore. (Cf. Sal 94 (95),8ab)

      Alleluia.

      Vangelo
      Non sarà dato alcun segno a questa generazione, se non il segno di Giona.
      Dal Vangelo secondo Luca
      Lc 11,29-32

      In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
      «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
      Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

      Parola del Signore.

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  2. Le Parole dei Papi
    Perché questi dottori della legge non capivano i segni del tempo? E chiedevano un segnale straordinario? Gesù glielo ha dato. Perché non capivano? Prima di tutto perché erano chiusi. Erano chiusi nel loro sistema, avevano sistemato la Legge benissimo. Un capolavoro. Tutti gli ebrei sapevano che cosa si poteva fare e che cosa non si poteva fare, era tutto sistemato. E loro erano sicuri lì. Loro non capivano che Dio è il Dio delle sorprese. Che Dio è sempre nuovo. Mai rinnega sé stesso, ma ci sorprende sempre. E loro non capivano e si chiudevano in quel sistema, fatto con tanta buona volontà, e chiedevano a Gesù: “Ma dacci un segno!”, e non capivano i tanti segni che faceva Gesù e che indicavano che il tempo era maturo. Chiusura. Secondo, avevano dimenticato che loro erano un popolo in cammino. E quando uno è in cammino, sempre trova cose nuove: io sono attaccato alle mie cose, alle mie idee, sono chiuso o sono aperto al Dio delle sorprese? Sono una persona ferma o una persona che cammina? Io credo in Gesù Cristo, in Gesù, quello che ha fatto, è morto, è risorto, ed è finita la storia, o credo che il cammino va avanti, verso la manifestazione di gloria del Signore? Io sono capace di capire i segni dei tempi? Queste domande possiamo porcele oggi e chiedere al Signore un cuore che ami la Legge, perché è la Legge di Dio, che ami anche le sorprese di Dio, e che sappia che questa Legge santa non è fine a se stessa.
    (Papa Francesco - Omelia Santa Marta, 13 ottobre 2014)

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    1. La ‘sindrome di Giona’ non ha lo zelo per la conversione della gente, cerca una santità – mi permetto la parola – una santità di ‘tintoria’, tutta bella, tutta benfatta, ma senza quello zelo di andare a predicare il Signore. Ma il Signore di fronte a questa generazione ammalata dalla ‘sindrome di Giona’ promette il segno di Giona. (…) Giona è stato dentro la balena tre notti e tre giorni -riferimento a Gesù nel sepolcro, alla sua morte e alla sua Risurrezione - e quello è il segno che Gesù promette, contro l’ipocrisia, contro questo atteggiamento di religiosità perfetta, contro questo atteggiamento di un gruppo di farisei (…). Il segno di Giona, il vero, è quello che ci dà la fiducia di essere salvati per il sangue di Cristo. Quanti cristiani, quanti ce ne sono, pensano che saranno salvati soltanto per quello che loro fanno, per le loro opere. Le opere sono necessarie, ma sono una conseguenza, una risposta a quell’amore misericordioso che ci salva. Ma le opere sole, senza questo amore misericordioso non servono. (…) Il segno di Giona è la misericordia di Dio in Gesù Cristo, morto e risorto per noi, per la nostra salvezza. (…) Il segno di Giona ci chiama: seguire il Signore, peccatori, siamo tutti, con umiltà, con mitezza.
      (Francesco - Omelia Santa Marta, 14 ottobre 2013)

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  3. Essere oggi in ascolto della Parola, ci aiuta a vedere il grande richiamo di Dio, di fronte a un mondo che L'ha dimenticato, per un ritorno a Lui.
    “Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma Lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con Lui?”(Rom 8,32)

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  4. SALMO 113. PSALM 113 - PSAUME 113
    https://salmiognigiorno.blogspot.com/2025/08/salmo-113-b-dio-glorioso.html

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ASCENSIONE Lc 24,49 - 53