mercoledì 2 ottobre 2019

"IL SIGNORE DESIGNO' ALTRI SETTANTADUE..." Lc 10,1-12







4 commenti:

  1. FAUSTI - Sorgente della Missione è sempre il Padre , nella Sua Misericordia per tutti i Suoi figli. Il Figlio è il primo inviato perché Lo conosce.
    Dopo di Lui, sono da Lui e come Lui inviati quelli che L'hanno riconosciuto come fratello.
    La missione non ha nulla a che fare con il proselitismo.
    Nasce dall'Amore del Padre per tutti i Suoi figli e termina nell'amore dei figli per il Padre e tra di loro. Essa si allarga in un orizzonte sempre più vasto, fino ad abbracciare gli estremi confini della terra : è il cerchio delle braccia del Padre , che si apre a stringere tutti i figli senza perderne alcuno, perché non ha figli da sprecare.
    La missione è dimensione essenziale della Chiesa : uno realizza la sua natura di figlio nella misura in cui va verso tutti i fratelli con l'amore del Padre.
    Le condizioni della missione dei 72 , come quella dei Dodici, sono le medesime di Gesù.
    La differenza sta nel fatto che Lui è il Figlio che ha lasciato il Padre ed è venuto a cercare i fratelli. Invece i Dodici sono chiamati e i settantadue designati a collaborare alla Sua opera.
    La responsabilità del fratello, per il quale il Signore è morto, è l'origine della missione.
    ”L'amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti” (2 Cor 5,14).
    Solo nella missione verso i fratelli, io stesso divento figlio.
    La missione non è affare di qualcuno, ma compito di ciascuno.
    L'immagine della messe richiama la venuta decisiva per il giudizio di salvezza.
    Ogni uomo è infatti da sempre messe , frumento maturo per diventare Corpo del Signore, unendosi a Lui nel Suo cammino verso il Padre.
    La messe, se non è raccolta, marcisce.
    L'uomo, se non sperimenta l'amore del fratello, non diventa figlio : invece di pane di vita, diventa lievito di morte.
    E' interessante notare che l'invio dei 72 è insieme la semina della Parola e la mietitura.
    Infatti l'accoglienza dell'annuncio, che è la semina, è già salvezza, cioè mietitura.
    “La messe è molta” cioè tutta l'umanità, perché chi conosce il cuore del Padre è sollecito di tutti i fratelli. Ha un'immagine iniziale che dà significato alla missione : “agnelli in mezzo ai lupi”, sotto il vessillo del Pastore che si è fatto Agnello Immolato.
    Quattro proibizioni descrivono la missione in povertà e le precisazioni circa l'annuncio del regno : “entrate” “dite” “dimorate” “mangiate” “ prendetevi cura” “dite”.
    Tale annuncio, urgente e necessario, avviene nella contraddizione e nel rifiuto.
    Il tutto si conclude con l'identificazione dei discepoli inviati con Gesù, inviato dal Padre.

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  2. Antifona

    Questi sono uomini santi, amici di Dio, gloriosi araldi della verità divina.
    Gloria.

    Colletta

    O Dio, che per mezzo dei santi fratelli Cirillo e Metodio
    hai dato ai popoli slavi la luce del Vangelo,
    concedi ai nostri cuori di accogliere il tuo insegnamento
    e fa’ di noi un popolo
    concorde nella vera fede e coerente nella testimonianza.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.
    Prima Lettura
    Noi ci rivolgiamo ai pagani.

    Dagli Atti degli Apostoli
    At 13,46-49

    In quei giorni, [ad Antiòchia di Pisìdia] Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono [ai Giudei]: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore:
    "Io ti ho posto per essere luce delle genti,
    perché tu porti la salvezza sino all'estremità della terra"».
    Nell'udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero.
    La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale

    Dal Sal 116 (117)

    R. Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.

    Genti tutte, lodate il Signore,
    popoli tutti, cantate la sua lode. R.

    Perché forte è il suo amore per noi
    e la fedeltà del Signore dura per sempre. R.

    Acclamazione al Vangelo

    Alleluia, alleluia.

    Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
    a proclamare ai prigionieri la liberazione. (Lc 4,18cd)

    Alleluia.

    Vangelo
    La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.

    Dal Vangelo secondo Luca
    Lc 10,1-9

    In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
    Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
    In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace a questa casa!". Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra.
    Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: "È vicino a voi il regno di Dio"».

    Parola del Signore.

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  3. Le Parole dei Papi
    Gesù non vuole agire da solo, è venuto a portare nel mondo l’amore di Dio e vuole diffonderlo con lo stile della comunione, con lo stile della fraternità. Per questo forma subito una comunità di discepoli, che è una comunità missionaria. Subito li allena alla missione, ad andare. Ma attenzione: lo scopo non è socializzare, passare il tempo insieme, no, lo scopo è annunciare il Regno di Dio, e questo è urgente! E anche oggi è urgente! (…) Questi settantadue discepoli, che Gesù manda davanti a sé, chi sono? Chi rappresentano? Se i Dodici sono gli Apostoli, e quindi rappresentano anche i Vescovi, loro successori, questi settantadue possono rappresentare gli altri ministri ordinati, presbiteri e diaconi; ma in senso più largo possiamo pensare agli altri ministeri nella Chiesa, ai catechisti, ai fedeli laici che si impegnano nelle missioni parrocchiali, a chi lavora con gli ammalati, con le diverse forme di disagio e di emarginazione; ma sempre come missionari del Vangelo, con l’urgenza del Regno che è vicino. Tutti devono essere missionari, tutti possono sentire quella chiamata di Gesù e andare avanti e annunciare il Regno! (Francesco - Angelus, 7 luglio 2013)
    Il vero predicatore è quello che si sa debole, che sa che non può difendersi da se stesso. ‘Tu vai come un agnello in mezzo ai lupi’ – ‘Ma, Signore, perché mi mangino?’ – ‘Tu, vai! Questo è il cammino’. E credo che sia Crisostomo che fa una riflessione molto profonda, quando dice: ‘Ma se tu non vai come agnello, ma vai come lupo tra i lupi, il Signore non ti protegge: difenditi da solo’. Quando il predicatore si crede troppo intelligente o quando quello che ha la responsabilità di portare avanti la Parola di Dio vuol farsi furbo, ‘Ah, io me la cavo con questa gente!’, così, finirà male. O negozierà la Parola di Dio: ai potenti, ai superbi. ( Francesco Santa Marta, 14 febbraio 2017)
    Questa richiesta di Gesù è sempre valida. Sempre dobbiamo pregare il “padrone della messe”, cioè Dio Padre, perché mandi operai a lavorare nel suo campo che è il mondo. E ciascuno di noi lo deve fare con cuore aperto, con un atteggiamento missionario; la nostra preghiera non dev’essere limitata solo ai nostri bisogni, alle nostre necessità: una preghiera è veramente cristiana se ha anche una dimensione universale (...) E come finisce questo passo? «I settantadue tornarono pieni di gioia». Non si tratta di una gioia effimera, che scaturisce dal successo della missione; al contrario, è una gioia radicata nella promessa che – dice Gesù – «i vostri nomi sono scritti nei cieli». Con questa espressione Egli intende la gioia interiore, la gioia indistruttibile che nasce dalla consapevolezza di essere chiamati da Dio a seguire il suo Figlio. Cioè la gioia di essere suoi discepoli (...) Ed è la gioia di questo dono che fa di ogni discepolo un missionario, uno che cammina in compagnia del Signore Gesù, che impara da Lui a spendersi senza riserve per gli altri, libero da sé stesso e dai propri averi.
    Nell’inviare i settantadue discepoli, Gesù dà loro istruzioni precise, che esprimono le caratteristiche della missione. La prima – abbiamo già visto –: pregate; la seconda: andate; e poi: non portate borsa né sacca…; dite: “Pace a questa casa”…restate in quella casa…Non passate da una casa all’altra; guarite i malati e dite loro: “è vicino a voi il Regno di Dio”; e, se non vi accolgono, uscite sulle piazze e congedatevi (cfr vv. 2-10). Questi imperativi mostrano che la missione si basa sulla preghiera; che è itinerante: non è ferma, è itinerante; che richiede distacco e povertà; che porta pace e guarigione, segni della vicinanza del Regno di Dio; che non è proselitismo ma annuncio e testimonianza; e che richiede anche la franchezza e la libertà evangelica di andarsene evidenziando la responsabilità di aver respinto il messaggio della salvezza, ma senza condanne e maledizioni. Se vissuta in questi termini, la missione della Chiesa sarà caratterizzata dalla gioia.
    ( Francesco Angelus, 7 luglio 2019)

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  4. https://salmiognigiorno.blogspot.com/2025/09/salmo-117-b-inno-di-lode-dio.html

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ASCENSIONE Lc 24,49 - 53