martedì 12 novembre 2019

"UNO DI LORO, VEDENDOSI GUARITO, TORNO' LODANDO DIO" Lc 17,11-19






5 commenti:


  1. Antifona
    Secondo l’alleanza del Signore e le leggi dei padri,
    i santi di Dio sono rimasti nell’amore fraterno:
    in loro vi erano un solo spirito e una sola fede.

    Colletta
    Suscita nella tua Chiesa, o Signore,
    lo Spirito che colmò san Giosafat
    e lo spinse a dare la vita per il suo gregge,
    e per sua intercessione fa’ che anche noi,
    fortificati dallo stesso Spirito,
    non esitiamo a donare la vita per i fratelli.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Ascoltate, o re, perché impariate la sapienza.
    Dal libro della Sapienza
    Sap 6,1-11

    Ascoltate, o re, e cercate di comprendere;
    imparate, o governanti di tutta la terra.
    Porgete l’orecchio, voi dominatori di popoli,
    che siete orgogliosi di comandare su molte nazioni.
    Dal Signore vi fu dato il potere
    e l’autorità dall’Altissimo;
    egli esaminerà le vostre opere e scruterà i vostri propositi:
    pur essendo ministri del suo regno,
    non avete governato rettamente
    né avete osservato la legge
    né vi siete comportati secondo il volere di Dio.
    Terribile e veloce egli piomberà su di voi,
    poiché il giudizio è severo contro coloro che stanno in alto.
    Gli ultimi infatti meritano misericordia,
    ma i potenti saranno vagliati con rigore.
    Il Signore dell’universo non guarderà in faccia a nessuno,
    non avrà riguardi per la grandezza,
    perché egli ha creato il piccolo e il grande
    e a tutti provvede in egual modo.
    Ma sui dominatori incombe un’indagine inflessibile.
    Pertanto a voi, o sovrani, sono dirette le mie parole,
    perché impariate la sapienza e non cadiate in errore.
    Chi custodisce santamente le cose sante sarà riconosciuto santo,
    e quanti le avranno apprese vi troveranno una difesa.
    Bramate, pertanto, le mie parole,
    desideratele e ne sarete istruiti.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 81 (82)

    R. Àlzati, o Dio, a giudicare la terra.

    Difendete il debole e l’orfano,
    al povero e al misero fate giustizia!
    Salvate il debole e l’indigente,
    liberatelo dalla mano dei malvagi. R.

    Io ho detto: «Voi siete dèi,
    siete tutti figli dell’Altissimo,
    ma certo morirete come ogni uomo,
    cadrete come tutti i potenti». R.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    In ogni cosa rendete grazie:
    questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. (1Ts 5,18)

    Alleluia.

    Vangelo
    Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero.
    Dal Vangelo secondo Luca
    Lc 17,11-19

    Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
    Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.
    Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.
    Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

    Parola del Signore.

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  2. PAROLE DEI PAPI
    Saper ringraziare, saper lodare per quanto il Signore fa per noi, quanto è importante! Quante volte diciamo grazie a chi ci aiuta, a chi ci è vicino, a chi ci accompagna nella vita? Spesso diamo tutto per scontato! E questo avviene anche con Dio. È facile andare dal Signore a chiedere qualcosa, ma tornare a ringraziarlo… Per questo, Gesù sottolinea con forza la mancanza dei nove lebbrosi ingrati: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?» (PAPA Francesco Giubileo mariano 9 ottobre 2016)

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    Risposte
    1. I lebbrosi che nel Vangelo non tornano a ringraziare ci ricordano che la grazia di Dio può anche raggiungerci e non trovare risposta, può guarirci e non coinvolgerci. Guardiamoci, dunque, da quel salire al tempio che non ci mette alla sequela di Gesù. Esistono forme di culto che non ci legano agli altri e ci anestetizzano il cuore. Allora non viviamo veri incontri con coloro che Dio pone sul nostro cammino; non partecipiamo, come ha fatto Maria, al cambiamento del mondo e alla gioia del Magnificat. Guardiamoci da ogni strumentalizzazione della fede, che rischia di trasformare i diversi – spesso i poveri – in nemici, in “lebbrosi” da evitare e respingere. (…) Carissimi, in questo mondo assetato di giustizia e di pace, teniamo viva la spiritualità cristiana (…) Facciamone un motore di rinnovamento e di trasformazione, come chiede il Giubileo, tempo di conversione e di restituzione, di ripensamento e di liberazione. (…) Interceda per noi Maria Santissima, nostra speranza, e ancora e per sempre ci orienti a Gesù, il crocifisso Signore. In lui c’è salvezza per tutti.
      (Leone XIV – Giubileo spiritualità mariana, 12 ottobre 2025)

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  3. FAUSTI – Il viaggio di Gesù a Gerusalemme delinea l'itinerario spirituale del discepolo.
    Ora inizia la terza e ultima tappa, che introduce a Gerico, porta della terra promessa.
    Ma chi ha mani innocenti e cuore puro per salire il monte del Signore ?(Sl 24,3).
    Solo il Giusto ha la forza di compiere il santo viaggio. (Sl 84,6). Per noi è impercorribile!
    Ma la Sua misericordia ordina a noi, peccatori e fuggitivi, di andare a Gerusalemme ; la Sua parola ci invia a compiere ciò che ci è vietato.
    Lui, l'unico pellegrino che vi sale, ce lo rende possibile: è il samaritano che viene incontro a noi, esuli dal Volto ed esclusi dalla Gloria, per farsi carico della nostra lebbra. Escluso dalla comunità degli uomini, ci portò tutti in comunione con Dio.
    La Sua Misericordia ha piagato Lui della nostra lebbra e guarito noi con le Sue piaghe (Is 53,5).
    Tutti gli uomini hanno peccato e sono divorati dalla morte, immondi ed esclusi.
    II lebbroso è un contaminato che contamina.. Solo Dio può guarirlo, con un prodigio simile alla risurrezione . E' uno che vive visibilmente la morte.
    L'invocazione . “Gesù, abbi pietà!” , è il punto al quale Luca vuole portare il suo lettore: è la preghiera del Nome che ci associa a Lui, nel Suo stesso viaggio, all'interno del quale veniamo mondati
    Al nostro desiderio di Lui risponde subito l'incontro con Colui il cui Nome è Gesù =“Dio salva”, perché “salverà il Suo popolo dai suoi peccati.
    A lui si volge con piena fiducia la nostra invocazione “Gesù, Signore, abbi pietà di noi!”nota come la “preghiera del cuore”.
    Questo racconto, che cambia di continuo scena ad ogni versetto e contiene una decina di verbi di moto, parla non della possibilità, ma della realtà dell'impossibile.
    La salvezza, che nessuno può raggiungere, è già stata donata a tutti e dieci gli uomini : si trovano di fatto nello stesso cammino di Colui che è venuto per cercare tutti.
    Ma uno solo per ora ha la fede e incontra il Salvatore.
    Questi è responsabile degli altri nove , perché anch'essi si scoprano guariti e tornino al Signore facendo Eucaristia.
    La salvezza infatti non è guarire dalla lebbra, ma incontrare chi ci ha guariti.
    La sete non si placa con un bicchier d'acqua, bisogna trovare la sorgente.
    Al dono deve corrispondere il nostro grazie al donatore. Solo il rapporto con lui ci salva : i suoi doni sono semplici mezzi per metterci in comunione con lui ; solo l'amore riconosciuto e accolto ci guarisce dalla morte interiore, che è la vera lebbra.
    Per questo la salvezza è tra il “già” e il “non ancora” .
    Già offerta a tutti, non ancora tutti l'hanno accolta. Ancora nove su dieci non sanno che la loro vita è stata condonata della morte, vivono e muoiono ancora da lebbrosi.
    Sono come un uccello in gabbia che non sa che è aperta la porta.
    L'uno solo che torna a far eucaristia è inviato per dare a tutti la buona notizia . Si aprano gli occhi dei ciechi e vedano la luce! L'annuncio porta a scoprire e accettare il dono.
    Questo è tale solo quando trova mani per prenderlo e cuore per gioirne.
    E' la prima volta che Gesù è chiamato per nome . “In nessun altro c'è salvezza , non vi è infatti nessun altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale sia stabilito che possiamo essere salvati”
    (At 4,12). L'invocazione ci unisce a Lui, via che conduce al Padre.
    La salvezza è il nostro rapporto Eucaristico con Gesù. Chi l'ha scoperto, è responsabile davanti a Lui di tutti i fratelli. Diventa annunciatore.

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  4. https://salmiognigiorno.blogspot.com/2024/11/salmo-82-b.html

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ASCENSIONE Lc 24,49 - 53