venerdì 8 novembre 2019

NESSUN SERVITORE PUO' SERVIRE A DUE PADRONI Lc 16, 9-15


 

2 commenti:

  1. Non abbandonarmi, Signore, mio Dio,
    da me non stare lontano;
    vieni presto in mio aiuto,
    o Signore, mia salvezza. (Sal 37,22-23)


    Colletta
    Dio onnipotente e misericordioso,
    tu solo puoi dare ai tuoi fedeli
    il dono di servirti in modo lodevole e degno;
    fa’ che corriamo senza ostacoli verso i beni da te promessi.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Tutto posso in colui che mi dà la forza.
    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
    Fil 4,10-19

    Fratelli, ho provato grande gioia nel Signore perché finalmente avete fatto rifiorire la vostra premura nei miei riguardi: l'avevate anche prima, ma non ne avete avuto l'occasione.
    Non dico questo per bisogno, perché ho imparato a bastare a me stesso in ogni occasione. So vivere nella povertà come so vivere nell'abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all'abbondanza e all'indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza.
    Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni. Lo sapete anche voi, Filippési, che all'inizio della predicazione del Vangelo, quando partii dalla Macedònia, nessuna Chiesa mi aprì un conto di dare e avere, se non voi soli; e anche a Tessalònica mi avete inviato per due volte il necessario.
    Non è però il vostro dono che io cerco, ma il frutto che va in abbondanza sul vostro conto. Ho il necessario e anche il superfluo; sono ricolmo dei vostri doni ricevuti da Epafrodìto, che sono un piacevole profumo, un sacrificio gradito, che piace a Dio.
    Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 111 (112)
    R. Beato l'uomo che teme il Signore.
    Beato l’uomo che teme il Signore
    e nei suoi precetti trova grande gioia.
    Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
    la discendenza degli uomini retti sarà benedetta. R.

    Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
    amministra i suoi beni con giustizia.
    Egli non vacillerà in eterno:
    eterno sarà il ricordo del giusto. R.

    Sicuro è il suo cuore, non teme.
    Egli dona largamente ai poveri,
    la sua giustizia rimane per sempre,
    la sua fronte s’innalza nella gloria. R.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Gesù Cristo da ricco che era, si è fatto povero per voi,
    perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà. (2Cor 8,9)

    Alleluia.

    Vangelo
    Se non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera?
    Dal Vangelo secondo Luca
    Lc 16,9-15

    In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
    Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
    Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».
    I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole».

    Parola del Signore.

    PAROLE DEL SANTO PADRE
    Con questo insegnamento, Gesù oggi ci esorta a fare una scelta chiara tra Lui e lo spirito del mondo, tra la logica della corruzione, della sopraffazione e dell’avidità e quella della rettitudine, della mitezza e della condivisione. Qualcuno si comporta con la corruzione come con le droghe: pensa di poterla usare e smettere quando vuole. Si comincia da poco: una mancia di qua, una tangente di là… E tra questa e quella lentamente si perde la propria libertà. (Angelus, 18 settembre 2016)

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  2. FAUSTI - La fede in Dio si gioca nella fedeltà in ciò che Egli ci ha affidato. C'è una falsa astuzia che fa porre la fiducia, invece che nel Creatore, nelle creature.. E' una perversione che fa dei mezzi il fine, e ci riduce a servire a essi invece che a servircene.
    Questa falsa astuzia fa ritenere il benessere e il progresso materiale come fine dell'uomo e del suo vivere sociale.. Ma è una vista miope, che non tiene conto della verità, porta a operare l'ingiustizia e a sacrificare il vero bene dell'uomo, compreso quello materiale.
    La vera astuzia è di chi sa che tutto ciò che c'è è dono di Dio, ed è mezzo per entrare in comunione col Padre e con i fratelli.
    Per questo vive in rendimento di grazie e in spirito di condivisione.
    I beni, che l'uomo stima di tanto valore, sono una cosa minima rispetto al vero bene.
    D'altra parte sono necessari per conseguirlo: il nostro futuro si decide qui e ora nell'uso corretto che ne facciamo.
    In questo, più che nei sentimenti, si esprime la nostra fedeltà a Dio.
    Il fallimento dell'uomo consiste nell'amare ciò che non è l'oggetto del suo cuore.

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"PACE A VOI ! " Lc 24, 35-48