FAUSTI – Marco, nel brano parallelo (12,24), dichiara che il mistero della risurrezione è accessibile solo a chi conosce le Scritture e la potenza di Dio. Invece Luca sottolinea la nuova qualità di vita che la risurrezione comporta . Siamo come angeli, figli di Dio, che vivono per Lui. In Israele la fede nella risurrezione si formula esplicitamente piuttosto tardi. Non parte dal presupposto filosofico dell'immortalità dell'anima,ma dall'esperienza della promessa e della potenza di Dio. Il Suo Amore dura in eterno, e non può venir meno neanche davanti alla morte : deve vincerla e farci risorgere per mantenere la Sua fedeltà a noi. Questa rivelazione , fondata nel Pentateuco, si sviluppa attraverso i profeti. I n Ezechiele (37, 13) troviamo : “Riconoscerete che Io Sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il Mio Spirito e rivivrete , vi farò riposare nel vostro paese, saprete che Io Sono il Signore, l'ho detto e lo farò” La fede cristiana ha il suo inizio nella Risurrezione di Gesù. La gioia che ne scaturisce è la forza per seguirlo fino alla Croce , in modo da partecipare noi stessi alla risurrezione dei morti. Questo è principio e fine del dinamismo della vita cristiana. Infatti :”Se Cristo non è Risorto, è vana la vostra fede”(1 Cor 15,7). La risurrezione consiste nello stare sempre con il Signore, per il quale già ora viviamo nel dono del Suo Spirito. Dice Paolo “per me vivere è Cristo “ (Fil 1,21) , perché” non sono io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne io la vivo nella fede del figlio d Dio che mi ha amato e ha dato Se stesso per me” (Gal 2,20). I sadducei non credono alla risurrezione dei morti. Gesù risponde innanzitutto dicendo che non è assurda : è una vita nuova, senza più bisogno di matrimonio e generazione, perché non dominerà più la morte. Fa poi vedere, con un ragionamento rabbinico, come è già implicitamente affermata nella Torah.
Antifona Beata la vergine che, rinunciando a se stessa e prendendo la croce, ha imitato il Signore, sposo delle vergini e principe dei martiri.
Colletta O Dio, che ogni anno ci allieti con la memoria di santa Cecilia, concedi che i mirabili esempi della sua vita ci offrano un modello da imitare e proclamino le meraviglie che Cristo tuo Figlio opera nei suoi fedeli. Egli è Dio, e vive e regna con te.
Prima Lettura Per i mali che ho commesso a Gerusalemme, muoio nella più profonda tristezza. Dal primo libro dei Maccabèi 1Mac 6,1-13
In quei giorni, mentre il re Antioco percorreva le regioni settentrionali, sentì che c’era in Persia la città di Elimàide, famosa per ricchezza, argento e oro; che c’era un tempio ricchissimo, dove si trovavano armature d’oro, corazze e armi, lasciate là da Alessandro, figlio di Filippo, il re macèdone che aveva regnato per primo sui Greci. Allora vi si recò e cercava di impadronirsi della città e di depredarla, ma non vi riuscì, perché il suo piano fu risaputo dagli abitanti della città, che si opposero a lui con le armi; egli fu messo in fuga e dovette ritirarsi con grande tristezza e tornare a Babilonia. Venne poi un messaggero in Persia ad annunziargli che erano state sconfitte le truppe inviate contro Giuda. Lisia si era mosso con un esercito tra i più agguerriti, ma era stato messo in fuga dai nemici, i quali si erano rinforzati con armi e truppe e ingenti spoglie, tolte alle truppe che avevano sconfitto, e inoltre avevano demolito l’abominio da lui innalzato sull’altare a Gerusalemme, avevano cinto d'alte mura, come prima, il santuario e Bet-Sur, che era una sua città. Il re, sentendo queste notizie, rimase sbigottito e scosso terribilmente; si mise a letto e cadde ammalato per la tristezza, perché non era avvenuto secondo quanto aveva desiderato. Rimase così molti giorni, perché si rinnovava in lui una forte depressione e credeva di morire. Chiamò tutti i suoi amici e disse loro: «Se ne va il sonno dai miei occhi e l’animo è oppresso dai dispiaceri. Ho detto in cuor mio: in quale tribolazione sono giunto, in quale terribile agitazione sono caduto, io che ero così fortunato e benvoluto sul mio trono! Ora mi ricordo dei mali che ho commesso a Gerusalemme, portando via tutti gli arredi d’oro e d’argento che vi si trovavano e mandando a sopprimere gli abitanti di Giuda senza ragione. Riconosco che a causa di tali cose mi colpiscono questi mali; ed ecco, muoio nella più profonda tristezza in paese straniero».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale Dal Sal 9
R. Esulterò, Signore, per la tua salvezza.
Renderò grazie al Signore con tutto il cuore, annuncerò tutte le tue meraviglie. Gioirò ed esulterò in te, canterò inni al tuo nome, o Altissimo. R.
Mentre i miei nemici tornano indietro, davanti a te inciampano e scompaiono. Hai minacciato le nazioni, hai sterminato il malvagio, il loro nome hai cancellato in eterno, per sempre. R.
Sono sprofondate le genti nella fossa che hanno scavato, nella rete che hanno nascosto si è impigliato il loro piede. Perché il misero non sarà mai dimenticato, la speranza dei poveri non sarà mai delusa. R.
Acclamazione al Vangelo Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo. (Cf. 2Tm 1,10)
Vangelo Dio non è dei morti, ma dei viventi. Dal Vangelo secondo Luca Lc 20,27-40
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui». Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.
Le Parole dei Papi Con questa risposta, Gesù anzitutto invita i suoi interlocutori – e anche noi – a pensare che questa dimensione terrena in cui viviamo adesso non è l’unica dimensione, ma ce n’è un’altra, non più soggetta alla morte, in cui si manifesterà pienamente che siamo figli di Dio. Dà grande consolazione e speranza ascoltare questa parola semplice e chiara di Gesù sulla vita oltre la morte; ne abbiamo tanto bisogno specialmente nel nostro tempo, così ricco di conoscenze sull’universo ma così povero di sapienza sulla vita eterna. (…) Gesù risponde che la vita appartiene a Dio, il quale ci ama e si preoccupa tanto di noi, al punto di legare il suo nome al nostro (…). La vita sussiste dove c’è legame, comunione, fratellanza; ed è una vita più forte della morte quando è costruita su relazioni vere e legami di fedeltà. Al contrario, non c’è vita dove si ha la pretesa di appartenere solo a sé stessi e di vivere come isole: in questi atteggiamenti prevale la morte. È l’egoismo. Se io vivo per me stesso, sto seminando morte nel mio cuore. (Papa Francesco - Angelus, 10 novembre 2019)
La risurrezione è il fondamento della fede e della speranza cristiana! Se non ci fosse il riferimento al Paradiso e alla vita eterna, il cristianesimo si ridurrebbe a un’etica, a una filosofia di vita. Invece il messaggio della fede cristiana viene dal cielo, è rivelato da Dio e va oltre questo mondo. Credere alla risurrezione è essenziale, affinché ogni nostro atto di amore cristiano non sia effimero e fine a sé stesso, ma diventi un seme destinato a sbocciare nel giardino di Dio, e produrre frutti di vita eterna. (Papa Francesco Angelus 6 novembre 2016)
FAUSTI – Marco, nel brano parallelo (12,24), dichiara che il mistero della risurrezione è accessibile solo a chi conosce le Scritture e la potenza di Dio. Invece Luca sottolinea la nuova qualità di vita che la risurrezione comporta . Siamo come angeli, figli di Dio, che vivono per Lui. In Israele la fede nella risurrezione si formula esplicitamente piuttosto tardi. Non parte dal presupposto filosofico dell'immortalità dell'anima,ma dall'esperienza della promessa e della potenza di Dio. Il Suo Amore dura in eterno, e non può venir meno neanche davanti alla morte : deve vincerla e farci risorgere per mantenere la Sua fedeltà a noi. Questa rivelazione , fondata nel Pentateuco, si sviluppa attraverso i profeti. I n Ezechiele (37, 13) troviamo : “Riconoscerete che Io Sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il Mio Spirito e rivivrete , vi farò riposare nel vostro paese, saprete che Io Sono il Signore, l'ho detto e lo farò” La fede cristiana ha il suo inizio nella Risurrezione di Gesù. La gioia che ne scaturisce è la forza per seguirlo fino alla Croce , in modo da partecipare noi stessi alla risurrezione dei morti. Questo è principio e fine del dinamismo della vita cristiana. Infatti :”Se Cristo non è Risorto, è vana la vostra fede”(1 Cor 15,7). La risurrezione consiste nello stare sempre con il Signore, per il quale già ora viviamo nel dono del Suo Spirito. Dice Paolo “per me vivere è Cristo “ (Fil 1,21) , perché” non sono io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne io la vivo nella fede del figlio d Dio che mi ha amato e ha dato Se stesso per me” (Gal 2,20). I sadducei non credono alla risurrezione dei morti. Gesù risponde innanzitutto dicendo che non è assurda : è una vita nuova, senza più bisogno di matrimonio e generazione, perché non dominerà più la morte. Fa poi vedere, con un ragionamento rabbinico, come è già implicitamente affermata nella Torah.
Nel Libro dell'Esodo la manifestazione di Dio, la Teofania che sorprende Mosè , Roveto Ardente che brucia senza consumarsi, da cui la Voce Divina lo chiama, lo invita a togliersi i sandali perché sta su una terra santa e gli rivela il Suo Nome :”Io Sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe” . Lo invia a liberare il Suo Popolo dalla schiavitù e a condurlo nella Terra promessa. Inizia così l'esodo del popolo d'Israele dalla schiavitù d'Egitto e il suo peregrinare nel deserto per quarant'anni , per essere educato e formato alla vera Fede. Anche il capostipite Abramo ebbe fede e divenne amico di Dio...Maria lo canta nel Suo Magnificat : “... Di generazione in generazione la Sua Misericordia si stende su quelli che Lo temono. Ha spiegato la potenza del Suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore, ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, Suo Servo, ricordandosi della Sua Misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza per sempre.” (Lc 1, 46...). Tutti sono presenti e vivi nella Sua Misericordia. Gesù nella Trasfigurazione davanti ai tre Apostoli prediletti, Pietro, Giacomo e Giovanni, parla con Elia e Mosè del Suo prossimo passaggio in Gerusalemme dalla vita alla morte in croce, per entrare nella Risurrezione. Risorto, per quaranta giorni vive con i Suoi prima dell'Ascensione al Cielo, quando promette di rimanere sempre con noi, ogni giorno , nella Parola e nel Pane, attraverso lo Spirito Santo. Dono d'Amore per noi , che risorgeremo con Lui.
FAUSTI – Marco, nel brano parallelo (12,24), dichiara che il mistero della risurrezione è accessibile solo a chi conosce le Scritture e la potenza di Dio. Invece Luca sottolinea la nuova qualità di vita che la risurrezione comporta . Siamo come angeli, figli di Dio, che vivono per Lui.
RispondiEliminaIn Israele la fede nella risurrezione si formula esplicitamente piuttosto tardi.
Non parte dal presupposto filosofico dell'immortalità dell'anima,ma dall'esperienza della promessa e della potenza di Dio. Il Suo Amore dura in eterno, e non può venir meno neanche davanti alla morte : deve vincerla e farci risorgere per mantenere la Sua fedeltà a noi.
Questa rivelazione , fondata nel Pentateuco, si sviluppa attraverso i profeti. I
n Ezechiele (37, 13) troviamo : “Riconoscerete che Io Sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il Mio Spirito e rivivrete , vi farò riposare nel vostro paese, saprete che Io Sono il Signore, l'ho detto e lo farò”
La fede cristiana ha il suo inizio nella Risurrezione di Gesù.
La gioia che ne scaturisce è la forza per seguirlo fino alla Croce , in modo da partecipare noi stessi alla risurrezione dei morti.
Questo è principio e fine del dinamismo della vita cristiana.
Infatti :”Se Cristo non è Risorto, è vana la vostra fede”(1 Cor 15,7).
La risurrezione consiste nello stare sempre con il Signore, per il quale già ora viviamo nel dono del Suo Spirito.
Dice Paolo “per me vivere è Cristo “ (Fil 1,21) , perché” non sono io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne io la vivo nella fede del figlio d Dio che mi ha amato e ha dato Se stesso per me” (Gal 2,20).
I sadducei non credono alla risurrezione dei morti. Gesù risponde innanzitutto dicendo che non è assurda : è una vita nuova, senza più bisogno di matrimonio e generazione, perché non dominerà più la morte. Fa poi vedere, con un ragionamento rabbinico, come è già implicitamente affermata nella Torah.
Antifona
RispondiEliminaBeata la vergine
che, rinunciando a se stessa e prendendo la croce,
ha imitato il Signore,
sposo delle vergini e principe dei martiri.
Colletta
O Dio,
che ogni anno ci allieti
con la memoria di santa Cecilia,
concedi che i mirabili esempi della sua vita
ci offrano un modello da imitare
e proclamino le meraviglie
che Cristo tuo Figlio opera nei suoi fedeli.
Egli è Dio, e vive e regna con te.
Prima Lettura
Per i mali che ho commesso a Gerusalemme, muoio nella più profonda tristezza.
Dal primo libro dei Maccabèi
1Mac 6,1-13
In quei giorni, mentre il re Antioco percorreva le regioni settentrionali, sentì che c’era in Persia la città di Elimàide, famosa per ricchezza, argento e oro; che c’era un tempio ricchissimo, dove si trovavano armature d’oro, corazze e armi, lasciate là da Alessandro, figlio di Filippo, il re macèdone che aveva regnato per primo sui Greci.
Allora vi si recò e cercava di impadronirsi della città e di depredarla, ma non vi riuscì, perché il suo piano fu risaputo dagli abitanti della città, che si opposero a lui con le armi; egli fu messo in fuga e dovette ritirarsi con grande tristezza e tornare a Babilonia.
Venne poi un messaggero in Persia ad annunziargli che erano state sconfitte le truppe inviate contro Giuda. Lisia si era mosso con un esercito tra i più agguerriti, ma era stato messo in fuga dai nemici, i quali si erano rinforzati con armi e truppe e ingenti spoglie, tolte alle truppe che avevano sconfitto, e inoltre avevano demolito l’abominio da lui innalzato sull’altare a Gerusalemme, avevano cinto d'alte mura, come prima, il santuario e Bet-Sur, che era una sua città.
Il re, sentendo queste notizie, rimase sbigottito e scosso terribilmente; si mise a letto e cadde ammalato per la tristezza, perché non era avvenuto secondo quanto aveva desiderato. Rimase così molti giorni, perché si rinnovava in lui una forte depressione e credeva di morire.
Chiamò tutti i suoi amici e disse loro: «Se ne va il sonno dai miei occhi e l’animo è oppresso dai dispiaceri. Ho detto in cuor mio: in quale tribolazione sono giunto, in quale terribile agitazione sono caduto, io che ero così fortunato e benvoluto sul mio trono! Ora mi ricordo dei mali che ho commesso a Gerusalemme, portando via tutti gli arredi d’oro e d’argento che vi si trovavano e mandando a sopprimere gli abitanti di Giuda senza ragione. Riconosco che a causa di tali cose mi colpiscono questi mali; ed ecco, muoio nella più profonda tristezza in paese straniero».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 9
R. Esulterò, Signore, per la tua salvezza.
Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
annuncerò tutte le tue meraviglie.
Gioirò ed esulterò in te,
canterò inni al tuo nome, o Altissimo. R.
Mentre i miei nemici tornano indietro,
davanti a te inciampano e scompaiono.
Hai minacciato le nazioni, hai sterminato il malvagio,
il loro nome hai cancellato in eterno, per sempre. R.
Sono sprofondate le genti nella fossa che hanno scavato,
nella rete che hanno nascosto si è impigliato il loro piede.
Perché il misero non sarà mai dimenticato,
la speranza dei poveri non sarà mai delusa. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo. (Cf. 2Tm 1,10)
EliminaAlleluia.
Vangelo
Dio non è dei morti, ma dei viventi.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 20,27-40
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.
Parola del Signore.
Le Parole dei Papi
RispondiEliminaCon questa risposta, Gesù anzitutto invita i suoi interlocutori – e anche noi – a pensare che questa dimensione terrena in cui viviamo adesso non è l’unica dimensione, ma ce n’è un’altra, non più soggetta alla morte, in cui si manifesterà pienamente che siamo figli di Dio. Dà grande consolazione e speranza ascoltare questa parola semplice e chiara di Gesù sulla vita oltre la morte; ne abbiamo tanto bisogno specialmente nel nostro tempo, così ricco di conoscenze sull’universo ma così povero di sapienza sulla vita eterna. (…) Gesù risponde che la vita appartiene a Dio, il quale ci ama e si preoccupa tanto di noi, al punto di legare il suo nome al nostro (…). La vita sussiste dove c’è legame, comunione, fratellanza; ed è una vita più forte della morte quando è costruita su relazioni vere e legami di fedeltà. Al contrario, non c’è vita dove si ha la pretesa di appartenere solo a sé stessi e di vivere come isole: in questi atteggiamenti prevale la morte. È l’egoismo. Se io vivo per me stesso, sto seminando morte nel mio cuore. (Papa Francesco - Angelus, 10 novembre 2019)
La risurrezione è il fondamento della fede e della speranza cristiana! Se non ci fosse il riferimento al Paradiso e alla vita eterna, il cristianesimo si ridurrebbe a un’etica, a una filosofia di vita. Invece il messaggio della fede cristiana viene dal cielo, è rivelato da Dio e va oltre questo mondo. Credere alla risurrezione è essenziale, affinché ogni nostro atto di amore cristiano non sia effimero e fine a sé stesso, ma diventi un seme destinato a sbocciare nel giardino di Dio, e produrre frutti di vita eterna. (Papa Francesco Angelus 6 novembre 2016)
EliminaFAUSTI – Marco, nel brano parallelo (12,24), dichiara che il mistero della risurrezione è accessibile solo a chi conosce le Scritture e la potenza di Dio. Invece Luca sottolinea la nuova qualità di vita che la risurrezione comporta . Siamo come angeli, figli di Dio, che vivono per Lui.
RispondiEliminaIn Israele la fede nella risurrezione si formula esplicitamente piuttosto tardi.
Non parte dal presupposto filosofico dell'immortalità dell'anima,ma dall'esperienza della promessa e della potenza di Dio. Il Suo Amore dura in eterno, e non può venir meno neanche davanti alla morte : deve vincerla e farci risorgere per mantenere la Sua fedeltà a noi.
Questa rivelazione , fondata nel Pentateuco, si sviluppa attraverso i profeti. I
n Ezechiele (37, 13) troviamo : “Riconoscerete che Io Sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il Mio Spirito e rivivrete , vi farò riposare nel vostro paese, saprete che Io Sono il Signore, l'ho detto e lo farò”
La fede cristiana ha il suo inizio nella Risurrezione di Gesù.
La gioia che ne scaturisce è la forza per seguirlo fino alla Croce , in modo da partecipare noi stessi alla risurrezione dei morti.
Questo è principio e fine del dinamismo della vita cristiana.
Infatti :”Se Cristo non è Risorto, è vana la vostra fede”(1 Cor 15,7).
La risurrezione consiste nello stare sempre con il Signore, per il quale già ora viviamo nel dono del Suo Spirito.
Dice Paolo “per me vivere è Cristo “ (Fil 1,21) , perché” non sono io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne io la vivo nella fede del figlio d Dio che mi ha amato e ha dato Se stesso per me” (Gal 2,20).
I sadducei non credono alla risurrezione dei morti. Gesù risponde innanzitutto dicendo che non è assurda : è una vita nuova, senza più bisogno di matrimonio e generazione, perché non dominerà più la morte. Fa poi vedere, con un ragionamento rabbinico, come è già implicitamente affermata nella Torah.
Nel Libro dell'Esodo la manifestazione di Dio, la Teofania che sorprende Mosè , Roveto Ardente che brucia senza consumarsi, da cui la Voce Divina lo chiama, lo invita a togliersi i sandali perché sta su una terra santa e gli rivela il Suo Nome :”Io Sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe” . Lo invia a liberare il Suo Popolo dalla schiavitù e a condurlo nella Terra promessa. Inizia così l'esodo del popolo d'Israele dalla schiavitù d'Egitto e il suo peregrinare nel deserto per quarant'anni , per essere educato e formato alla vera Fede.
RispondiEliminaAnche il capostipite Abramo ebbe fede e divenne amico di Dio...Maria lo canta nel Suo Magnificat : “... Di generazione in generazione la Sua Misericordia si stende su quelli che Lo temono. Ha spiegato la potenza del Suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore, ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, Suo Servo, ricordandosi della Sua Misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza per sempre.” (Lc 1, 46...).
Tutti sono presenti e vivi nella Sua Misericordia.
Gesù nella Trasfigurazione davanti ai tre Apostoli prediletti, Pietro, Giacomo e Giovanni, parla con Elia e Mosè del Suo prossimo passaggio in Gerusalemme dalla vita alla morte in croce, per entrare nella Risurrezione.
Risorto, per quaranta giorni vive con i Suoi prima dell'Ascensione al Cielo, quando promette di rimanere sempre con noi, ogni giorno , nella Parola e nel Pane, attraverso lo Spirito Santo.
Dono d'Amore per noi , che risorgeremo con Lui.
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