lunedì 25 novembre 2019

"MENTRE ALCUNI PARLAVANO DEL TEMPIO" Lc 21,5-11



 


 



6 commenti:

  1. Antifona
    Il Signore annuncia la pace per il suo popolo,
    per i suoi fedeli, per chi ritorna a lui con fiducia. (Sal 84,9)

    Colletta
    Ridesta, o Signore, la volontà dei tuoi fedeli,
    perché, collaborando con impegno alla tua opera di salvezza,
    ottengano in misura sempre più abbondante
    i doni della tua misericordia.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Dio farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e annienterà tutti gli altri regni.
    Dal libro del profeta Daniele
    Dn 2,31-45

    In quei giorni, Daniele disse a Nabucodònosor:
    «Tu stavi osservando, o re, ed ecco una statua, una statua enorme, di straordinario splendore, si ergeva davanti a te con terribile aspetto. Aveva la testa d’oro puro, il petto e le braccia d’argento, il ventre e le cosce di bronzo, le gambe di ferro e i piedi in parte di ferro e in parte d’argilla.
    Mentre stavi guardando, una pietra si staccò dal monte, ma senza intervento di mano d’uomo, e andò a battere contro i piedi della statua, che erano di ferro e d’argilla, e li frantumò. Allora si frantumarono anche il ferro, l’argilla, il bronzo, l’argento e l’oro e divennero come la pula sulle aie d’estate; il vento li portò via senza lasciare traccia, mentre la pietra, che aveva colpito la statua, divenne una grande montagna che riempì tutta la terra.
    Questo è il sogno: ora ne daremo la spiegazione al re. Tu, o re, sei il re dei re; a te il Dio del cielo ha concesso il regno, la potenza, la forza e la gloria. Dovunque si trovino figli dell’uomo, animali selvatici e uccelli del cielo, egli li ha dati nelle tue mani; tu li dòmini tutti: tu sei la testa d’oro. Dopo di te sorgerà un altro regno, inferiore al tuo; poi un terzo regno, quello di bronzo, che dominerà su tutta la terra.
    Ci sarà poi un quarto regno, duro come il ferro: come il ferro spezza e frantuma tutto, così quel regno spezzerà e frantumerà tutto. Come hai visto, i piedi e le dita erano in parte d’argilla da vasaio e in parte di ferro: ciò significa che il regno sarà diviso, ma ci sarà in esso la durezza del ferro, poiché hai veduto il ferro unito all’argilla fangosa. Se le dita dei piedi erano in parte di ferro e in parte d’argilla, ciò significa che una parte del regno sarà forte e l’altra fragile. Il fatto d’aver visto il ferro mescolato all’argilla significa che le due parti si uniranno per via di matrimoni, ma non potranno diventare una cosa sola, come il ferro non si amalgama con l’argilla fangosa.
    Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre. Questo significa quella pietra che tu hai visto staccarsi dal monte, non per intervento di una mano, e che ha stritolato il ferro, il bronzo, l’argilla, l’argento e l’oro.
    Il Dio grande ha fatto conoscere al re quello che avverrà da questo tempo in poi. Il sogno è vero e degna di fede ne è la spiegazione».

    Parola di Dio.

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  2. Salmo Responsoriale
    Dn 3, 57-61

    R. A lui la lode e la gloria nei secoli.

    Benedite, opere tutte del Signore, il Signore,
    Benedite, angeli del Signore, il Signore. R.

    Benedite, cieli, il Signore.
    Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore. R.

    Benedite, potenze tutte del Signore, il Signore,
    lodatelo ed esaltatelo nei secoli. R.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Sii fedele fino alla morte, dice il Signore,
    e ti darò la corona della vita. (Ap 2,10c)

    Alleluia.

    Vangelo
    Non sarà lasciata pietra su pietra.
    Dal Vangelo secondo Luca
    Lc 21,5-11

    In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
    Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
    Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.

    Parola del Signore

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  3. Parole dei Papi

    La distruzione del tempio preannunciata da Gesù è figura non tanto della fine della storia, quanto del fine della storia. Infatti, di fronte agli ascoltatori che vogliono sapere come e quando accadranno questi segni, Gesù risponde con il tipico linguaggio apocalittico della Bibbia. […]

    E qual è l’atteggiamento del cristiano? […] I discepoli di Cristo non possono restare schiavi di paure e angosce; sono chiamati invece ad abitare la storia, ad arginare la forza distruttrice del male, con la certezza che ad accompagnare la sua azione di bene c’è sempre la provvida e rassicurante tenerezza del Signore. Questo è il segno eloquente che il Regno di Dio viene a noi, cioè che si sta avvicinando la realizzazione del mondo come Dio lo vuole. È Lui, il Signore, che conduce la nostra esistenza e conosce il fine ultimo delle cose e degli eventi.

    Il Signore ci chiama a collaborare alla costruzione della storia, diventando, insieme a Lui, operatori di pace e testimoni della speranza in un futuro di salvezza e di risurrezione. La fede ci fa camminare con Gesù sulle strade tante volte tortuose di questo mondo, nella certezza che la forza del suo Spirito piegherà le forze del male, sottoponendole al potere dell’amore di Dio. L’amore è superiore, l’amore è più potente, perché è Dio: Dio è amore. (Papa Francesco Angelus, 17 novembre 2019)

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    Risposte
    1. Se la storia umana è costellata di eventi drammatici, situazioni di dolore, guerre, rivoluzioni e calamità, è altrettanto vero – dice Gesù – che tutto questo non è la fine; non è un buon motivo per lasciarsi paralizzare dalla paura o cedere al disfattismo di chi pensa che ormai sia tutto perduto e sia inutile impegnarsi nella vita. Il discepolo del Signore non si lascia atrofizzare dalla rassegnazione, non cede allo scoraggiamento nemmeno nelle situazioni più difficili, perché il suo Dio è il Dio della risurrezione e della speranza, che sempre risolleva: con Lui sempre si può rialzare lo sguardo, ricominciare e ripartire. Il cristiano, allora, davanti alla prova – qualsiasi prova, culturale, storica o personale – si interroga: “Che cosa ci sta dicendo il Signore attraverso questo momento di crisi?”. Anch’io faccio questa domanda oggi: che cosa ci sta dicendo il Signore, davanti a questa terza guerra mondiale? Che cosa ci sta dicendo il Signore? E, mentre accadono fatti di male che generano povertà e sofferenza, il cristiano si chiede: “Che cosa, concretamente, io posso fare di bene?”. (Papa Francesco - Santa Messa in occasione della Giornata Mondiale dei Poveri, 13 novembre 2022)

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  4. Anno pari

    Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
    Ap 14,14-19

    Io, Giovanni, vidi: ecco una nube bianca, e sulla nube stava seduto uno simile a un Figlio d’uomo: aveva sul capo una corona d’oro e in mano una falce affilata.
    Un altro angelo uscì dal tempio, gridando a gran voce a colui che era seduto sulla nube: «Getta la tua falce e mieti; è giunta l’ora di mietere, perché la messe della terra è matura». Allora colui che era seduto sulla nube lanciò la sua falce sulla terra e la terra fu mietuta.
    Allora un altro angelo uscì dal tempio che è nel cielo, tenendo anch’egli una falce affilata. Un altro angelo, che ha potere sul fuoco, venne dall’altare e gridò a gran voce a quello che aveva la falce affilata: «Getta la tua falce affilata e vendemmia i grappoli della vigna della terra, perché le sue uve sono mature». L’angelo lanciò la sua falce sulla terra, vendemmiò la vigna della terra e rovesciò l’uva nel grande tino dell’ira di Dio.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale

    Dal Sal 95 (96)

    R. Vieni, Signore, a giudicare la terra.

    Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
    È stabile il mondo, non potrà vacillare!
    Egli giudica i popoli con rettitudine. R.

    Gioiscano i cieli, esulti la terra,
    risuoni il mare e quanto racchiude;
    sia in festa la campagna e quanto contiene,
    acclamino tutti gli alberi della foresta. R.

    Davanti al Signore che viene:
    sì, egli viene a giudicare la terra;
    giudicherà il mondo con giustizia
    e nella sua fedeltà i popoli. R.

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  5. FAUSTI – Questa grande Apocalisse riguarda il destino cosmico, la “nostra” storia che si concluderà con la fine del mondo. Apocalisse non significa “disastro”, ma “rivelazione” di una cosa ignota.
    Queste parole di Gesù rivelano non qualcosa di strano e di occulto, ma il senso profondo della realtà presente . Ci tolgono il velo che le nostre paure e i nostri errori ci hanno messo davanti agli occhi , e ci permettono di vedere quella verità che è la Parola definitiva di Dio sul mondo.
    Il linguaggio apocalittico è colorito a tinte forti e paradossali. Ma la verità non è forse paradossale , al di là di ogni opinione?
    L'intento primo degli evangelisti è mostrare che non si sta andando verso la fine , ma verso il fine .
    Il dissolversi del mondo vecchio è insieme il nascere di quello nuovo.
    Luca è particolarmente preoccupato di mostrare il rapporto che la meta finale ha con il nostro cammino attuale.
    Dio realizza il Suo disegno in questa storia con le sue contraddizioni : il mistero di morte e risurrezione di Gesù , pienezza del Regno, continua nella vita dei discepoli.
    La Sua croce è già il giudizio sul mondo vecchio ; il discepolo è chiamato a viverla nel presente come seme della gloria futura , in attesa del Suo ritorno. Gesù non soddisfa il prurito di curiosità circa il futuro. Noi gli chiediamo “quando” sarà la fine del mondo e quali “i segni”.
    Ma Lui si è rifiutato e si rifiuterà sempre di rispondere. E' venuto a insegnarci che il mondo ha nel Padre il suo inizio e il suo termine , e ci chiama a vivere il presente in quest'ottica, l'unica che dà senso alla vita.
    Gesù vuole anche togliere quelle ansie e allarmismi sulla fine del mondo , che prosperano ovunque e non fanno che danno.
    L'uomo, unico vivente cosciente del proprio limite,dopo il peccato si lascia guidare dalla paura della morte. Me essa trionfa proprio nella volontà di salvarsi a tutti i costi, origine dell'egoismo e di ogni male.
    Gesù offre l'alternativa di una vita che si lascia guidare dalla fiducia nel Padre, in un atteggiamento di dono e di amore, che ha già vinto la morte.
    Il Figlio di Dio, fattosi carne, ci ha rivelato il destino di ogni carne : il Suo cammino di Figlio dell'uomo è quello di ogni uomo e del mondo intero, il Suo mistero di morte e resurrezione è la verità del presente nel suo futuro . Chiedendo “quando e quali” sono i segni della distruzione del tempio , i discepoli intendono la fine del mondo.
    In realtà non si tratta della fine del mondo ; è un avvenimento storico esemplare , figura di ogni momento di crisi, che costituisce una sfida per il credente , chiamato a testimoniare il suo Signore.
    Bando alle false attese di una fine imminente . I pretesi segni della fine sono tutte cose che avvengono “prima” , sono cioè gli ingredienti normali della nostra esistenza prima della fine.
    Né le guerre, le rivolte e i grandi segni , né l'assedio e la distruzione di Gerusalemme, preludono alla fine : sono solo l'inizio del “tempo dei pagani”, una nuova pagina nel tempo della salvezza, aperta ora a tutti.
    Il vero indizio che il Regno è vicino e che la vicenda umana va verso il suo compimento è invece la testimonianza dei discepoli, che seguono e annunciano il loro Signore in questo mondo di male, facendone il luogo della salvezza.
    L'universo finirà. Perchè ciò che ha inizio, ha fine. Tuttavia la vittoria non sarà del male, bensì della fedeltà di Dio al suo Amore per noi. La risurrezione del crocifisso ce ne dà la certezza : la pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d'angolo.
    Ma il regno qui in terra sarà sempre come un seme : fruttifica perchè piccolo, preso, gettato e nascosto.
    Porterà sempre i tratti del volto del Figlio dell'uomo, consegnato per noi alla morte di croce.
    Ma non bisogna scoraggiarsi : questa è la sua vittoria!
    Il disegno di salvezza si realizza proprio attraverso la croce . “ è necessario attraversare molte tribolazioni per entrare nel regno di Dio”(At 14,22). Queste ci associano a Gesù.

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ASCENSIONE Lc 24,49 - 53