Antifona Dice il Signore: «Io ho progetti di pace e non di sventura. Voi mi invocherete e io vi esaudirò: vi radunerò da tutte le nazioni dove vi ho disperso». ( Ger 29,11-12.14)
Colletta Il tuo aiuto, Signore Dio nostro, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere felicità piena e duratura. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura Cammineremo nell'alleanza dei nostri padri. Dal primo libro dei Maccabèi 1Mac 2,15-29
In quei giorni, i messaggeri del re, incaricati di costringere all'apostasia, vennero nella città di Modin per indurre a offrire sacrifici. Molti Israeliti andarono con loro; invece Mattatìa e i suoi figli si raccolsero in disparte. I messaggeri del re si rivolsero a Mattatìa e gli dissero: «Tu sei uomo autorevole, stimato e grande in questa città e sei sostenuto da figli e fratelli. Su, fatti avanti per primo e adempi il comando del re, come hanno fatto tutti i popoli e gli uomini di Giuda e quelli rimasti a Gerusalemme; così tu e i tuoi figli passerete nel numero degli amici del re e tu e i tuoi figli avrete in premio oro e argento e doni in quantità». Ma Mattatìa rispose a gran voce: «Anche se tutti i popoli che sono sotto il dominio del re lo ascoltassero e ognuno abbandonasse la religione dei propri padri e volessero tutti aderire alle sue richieste, io, i miei figli e i miei fratelli cammineremo nell'alleanza dei nostri padri. Non sia mai che abbandoniamo la legge e le tradizioni. Non ascolteremo gli ordini del re per deviare dalla nostra religione a destra o a sinistra». Quando ebbe finito di pronunciare queste parole, si avvicinò un Giudeo alla vista di tutti per sacrificare sull'altare di Modin secondo il decreto del re. Ciò vedendo, Mattatìa arse di zelo; fremettero le sue viscere e fu preso da una giusta collera. Fattosi avanti di corsa, lo uccise sull'altare; uccise nel medesimo tempo il messaggero del re, che costringeva a sacrificare, e distrusse l'altare. Egli agiva per zelo verso la legge, come aveva fatto Fineès con Zambrì, figlio di Salom. La voce di Mattatìa tuonò nella città: «Chiunque ha zelo per la legge e vuole difendere l'alleanza mi segua!». Fuggì con i suoi figli tra i monti, abbandonando in città quanto possedevano. Allora molti che ricercavano la giustizia e il diritto scesero nel deserto, per stabilirvisi.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale Dal Sal 49 (50) R. A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio. Parla il Signore, Dio degli dèi, convoca la terra da oriente a occidente. Da Sion, bellezza perfetta, Dio risplende. R.
Davanti a me riunite i miei fedeli, che hanno stabilito con me l'alleanza offrendo un sacrificio. I cieli annunciano la sua giustizia: è Dio che giudica. R.
Offri a Dio come sacrificio la lode e sciogli all'Altissimo i tuoi voti; invocami nel giorno dell'angoscia: ti libererò e tu mi darai gloria. R.
Acclamazione al Vangelo Alleluia, alleluia.
Oggi non indurite il vostro cuore, ma ascoltate la voce del Signore. (Cf. Sal 94 (95),8ab)
Alleluia.
Vangelo Se avessi compreso quello che porta alla pace! Dal Vangelo secondo Luca Lc 19,41-44
In quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».
Le Parole dei Papi Ma anche oggi Gesù piange, perché noi abbiamo preferito la strada delle guerre, la strada dell’odio, la strada delle inimicizie. Siamo vicini al Natale: ci saranno luci, ci saranno feste, alberi luminosi, anche presepi... tutto truccato: il mondo continua a fare la guerra, a fare le guerre. Il mondo non ha compreso la strada della pace. (…) Cosa rimane? Rovine, migliaia di bambini senza educazione, tanti morti innocenti, tanti! E tanti soldi nelle tasche dei trafficanti di armi. Una volta, Gesù ha detto: ‘Non si può servire due padroni: o Dio, o le ricchezze’. La guerra è proprio la scelta per le ricchezze: ‘Facciamo armi, così l’economia si bilancia un po’, e andiamo avanti con il nostro interesse’. C’è una parola brutta del Signore: ‘Maledetti!’. Perché Lui ha detto: ‘Benedetti gli operatori di pace!’. Questi che operano la guerra, che fanno le guerre, sono maledetti, sono delinquenti. Una guerra si può giustificare – fra virgolette – con tante, tante ragioni. Ma quando tutto il mondo, come è oggi, è in guerra, tutto il mondo! È una guerra mondiale – a pezzi: qui, là, là, dappertutto … - non c’è giustificazione. E Dio piange. Gesù piange. .... Ci farà bene, anche a noi, chiedere la grazia del pianto per questo mondo che non riconosce la strada della pace, che vive per fare la guerra, col cinismo di dire di non farla. Chiediamo la conversione del cuore. (…) che il mondo ritrovi la capacità di piangere per le sue criminalità, per quello che fa con le guerre. (Papa Francesco - Omelia Santa Marta, 19 novembre 2015)
Ma dove è il pericolo? Lasciarsi scivolare lentamente perché è una caduta con anestesia, tu non te ne accorgi, ma lentamente si scivola, si relativizzano le cose e si perde la fedeltà a Dio. E quante volte noi dimentichiamo il Signore ed entriamo in negoziato con altri dèi: il denaro, la vanità, l’orgoglio. Ma questo si fa lentamente e se non c’è la grazia di Dio, si perde tutto. (Omelia da Santa Marta P. Francesco 13 febbraio 2020)
GESUITI - La seconda parte del Vangelo comincia col volto indurito di Gesù che va a Gerusalemme e il tema di tutta la seconda parte del vangelo di Luca è il volto. Vien fuori nella trasfigurazione che Il volto di Gesù divenne altro, altro da qualunque altro; è il Volto stesso di Dio, di Luce, che è il Volto che è indurito nella Misericordia per andare a Gerusalemme e poi ogni brano del racconto non è che una pennellata al Volto del Figlio di Dio. E questa sera abbiamo la pennellata definitiva. Questo Volto ... si scioglie in lacrime e vien fuori l’unico colore che è il colore di Dio, la Sua passione per l'uomo, le Sue lacrime per noi, un Dio che piange; è il Volto definitivo di Dio. Vediamo il testo, poi entreremo in questo mistero di un Dio che è così. ... E questo pianto di Gesù ci rivela il mistero di Dio, la differenza tra Dio e l’uomo, come vien fuori Osea 11, 8 quando si dice “chiamati ad alzare il capo in alto nessuno solleva lo sguardo, nessuno si converte e il mio ultimo segno di compassione dentro di me “cosa devo fare, venir nella mia ira? No, non posso perché son Dio e non uomo“. Non posso far nient’altro che sentire il dispiacere, il dolore fino a morirne. E sarà il senso della morte di Gesù che è la passione di Dio per l’uomo perduto. L’ultimo tratto del Suo Volto è questo pianto che è un segno di impotenza. Il pianto è l’onnipotenza di Dio, questa impotenza che davanti al nostro male, lo sente più del Suo e lo porta su di Sé e dà la Vita per noi. ... In Luca è costante : come in Elisabetta che riconosce dalle viscere subito: “sussulta nello Spirito” la venuta della Madre del suo Signore; così con il Battista, Zaccaria recupera la parola quando riconosce la visita del Signore; come con Simeone e Anna nello spirito riconoscono lo Spirito del Signore. È quello Spirito che a Pentecoste sarà riversato su ogni carne, su tutta l’umanità. Ed è in questo Spirito, che è l’Amore che riconosciamo l’Amore, che conosciamo Dio, che Lo accogliamo. Quindi quando noi abbiamo questo Spirito, oggi accogliamo la visita del Signore e viviamo nello Spirito dell’Amore e del Figlio e del Padre. Quando non Lo riconosciamo ,in ogni incontro, questa venuta del Signore, non viviamo il giorno del Signore, non viviamo l’oggi di Dio, ma viviamo i giorni che conosciamo bene, i giorni delle nostre lotte, delle nostre guerre, delle nostre inquietudini delle nostre angosce, i giorni della nostra storia di male che ricadranno tutti su di Lui. Sta piangendo per questo, non sta piangendo su di sé perché gli capiteranno cose brutte, ma sta piangendo sulla Sua città, su di noi, su tutto il popolo perché ci capitano le cose brutte perché non accogliamo il Dono che ci viene incontro, quel Dono di un Dio che viene sull’asinello. Il tema è proprio non conoscere il giorno della visita del Signore e questi versetti sono una minaccia profetica. Qui sembra sfumata, altrove è proprio “perché non accetti la mia vita ti capita questo”. In realtà è vero, se non accetti il Signore che è Vita, che è Amore, che è Pace, hai la morte, la guerra, l’odio: hai il contrario. La bibbia è molto ricca di minacce profetiche e le fanno apposta i profeti, anche Gesù, non per dire “speriamo che avvengano”. Le minacce profetiche stanno dicendo quello che sta avvenendo sulle cose che capitano anche a noi oggi. Quand’è che finiranno? Quando accogliamo la minaccia profetica che ti dice “non fare così, per favore, convertiti all’amore, alla mitezza, all’umiltà di Dio”. Allora cessano questi giorni di tenebra e viene il giorno.
Antifona
RispondiEliminaDice il Signore:
«Io ho progetti di pace e non di sventura.
Voi mi invocherete e io vi esaudirò:
vi radunerò da tutte le nazioni dove vi ho disperso». ( Ger 29,11-12.14)
Colletta
Il tuo aiuto, Signore Dio nostro,
ci renda sempre lieti nel tuo servizio,
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere felicità piena e duratura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Cammineremo nell'alleanza dei nostri padri.
Dal primo libro dei Maccabèi
1Mac 2,15-29
In quei giorni, i messaggeri del re, incaricati di costringere all'apostasia, vennero nella città di Modin per indurre a offrire sacrifici. Molti Israeliti andarono con loro; invece Mattatìa e i suoi figli si raccolsero in disparte.
I messaggeri del re si rivolsero a Mattatìa e gli dissero: «Tu sei uomo autorevole, stimato e grande in questa città e sei sostenuto da figli e fratelli. Su, fatti avanti per primo e adempi il comando del re, come hanno fatto tutti i popoli e gli uomini di Giuda e quelli rimasti a Gerusalemme; così tu e i tuoi figli passerete nel numero degli amici del re e tu e i tuoi figli avrete in premio oro e argento e doni in quantità».
Ma Mattatìa rispose a gran voce: «Anche se tutti i popoli che sono sotto il dominio del re lo ascoltassero e ognuno abbandonasse la religione dei propri padri e volessero tutti aderire alle sue richieste, io, i miei figli e i miei fratelli cammineremo nell'alleanza dei nostri padri. Non sia mai che abbandoniamo la legge e le tradizioni. Non ascolteremo gli ordini del re per deviare dalla nostra religione a destra o a sinistra».
Quando ebbe finito di pronunciare queste parole, si avvicinò un Giudeo alla vista di tutti per sacrificare sull'altare di Modin secondo il decreto del re. Ciò vedendo, Mattatìa arse di zelo; fremettero le sue viscere e fu preso da una giusta collera. Fattosi avanti di corsa, lo uccise sull'altare; uccise nel medesimo tempo il messaggero del re, che costringeva a sacrificare, e distrusse l'altare. Egli agiva per zelo verso la legge, come aveva fatto Fineès con Zambrì, figlio di Salom. La voce di Mattatìa tuonò nella città: «Chiunque ha zelo per la legge e vuole difendere l'alleanza mi segua!». Fuggì con i suoi figli tra i monti, abbandonando in città quanto possedevano.
Allora molti che ricercavano la giustizia e il diritto scesero nel deserto, per stabilirvisi.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 49 (50)
R. A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.
Parla il Signore, Dio degli dèi,
convoca la terra da oriente a occidente.
Da Sion, bellezza perfetta,
Dio risplende. R.
Davanti a me riunite i miei fedeli,
che hanno stabilito con me l'alleanza
offrendo un sacrificio.
I cieli annunciano la sua giustizia:
è Dio che giudica. R.
Offri a Dio come sacrificio la lode
e sciogli all'Altissimo i tuoi voti;
invocami nel giorno dell'angoscia:
ti libererò e tu mi darai gloria. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Oggi non indurite il vostro cuore,
ma ascoltate la voce del Signore. (Cf. Sal 94 (95),8ab)
Alleluia.
Vangelo
Se avessi compreso quello che porta alla pace!
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 19,41-44
In quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo:
«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi.
Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».
Parola del Signore.
Le Parole dei Papi
RispondiEliminaMa anche oggi Gesù piange, perché noi abbiamo preferito la strada delle guerre, la strada dell’odio, la strada delle inimicizie. Siamo vicini al Natale: ci saranno luci, ci saranno feste, alberi luminosi, anche presepi... tutto truccato: il mondo continua a fare la guerra, a fare le guerre. Il mondo non ha compreso la strada della pace. (…) Cosa rimane? Rovine, migliaia di bambini senza educazione, tanti morti innocenti, tanti! E tanti soldi nelle tasche dei trafficanti di armi. Una volta, Gesù ha detto: ‘Non si può servire due padroni: o Dio, o le ricchezze’. La guerra è proprio la scelta per le ricchezze: ‘Facciamo armi, così l’economia si bilancia un po’, e andiamo avanti con il nostro interesse’. C’è una parola brutta del Signore: ‘Maledetti!’. Perché Lui ha detto: ‘Benedetti gli operatori di pace!’. Questi che operano la guerra, che fanno le guerre, sono maledetti, sono delinquenti. Una guerra si può giustificare – fra virgolette – con tante, tante ragioni. Ma quando tutto il mondo, come è oggi, è in guerra, tutto il mondo! È una guerra mondiale – a pezzi: qui, là, là, dappertutto … - non c’è giustificazione. E Dio piange. Gesù piange. ....
Ci farà bene, anche a noi, chiedere la grazia del pianto per questo mondo che non riconosce la strada della pace, che vive per fare la guerra, col cinismo di dire di non farla. Chiediamo la conversione del cuore. (…) che il mondo ritrovi la capacità di piangere per le sue criminalità, per quello che fa con le guerre.
(Papa Francesco - Omelia Santa Marta, 19 novembre 2015)
Ma dove è il pericolo? Lasciarsi scivolare lentamente perché è una caduta con anestesia, tu non te ne accorgi, ma lentamente si scivola, si relativizzano le cose e si perde la fedeltà a Dio. E quante volte noi dimentichiamo il Signore ed entriamo in negoziato con altri dèi: il denaro, la vanità, l’orgoglio. Ma questo si fa lentamente e se non c’è la grazia di Dio, si perde tutto.
(Omelia da Santa Marta P. Francesco 13 febbraio 2020)
GESUITI - La seconda parte del Vangelo comincia col volto indurito di Gesù che va a Gerusalemme e il tema di tutta la seconda
RispondiEliminaparte del vangelo di Luca è il volto. Vien fuori nella trasfigurazione che Il volto di Gesù divenne altro, altro da qualunque altro; è il Volto stesso di Dio, di Luce, che è il Volto che è indurito nella Misericordia per andare a Gerusalemme e poi ogni brano del racconto non è che una pennellata al Volto del Figlio di Dio. E questa sera abbiamo la pennellata definitiva. Questo Volto ... si scioglie in lacrime e vien fuori l’unico colore che è il colore di Dio, la Sua passione per l'uomo, le Sue lacrime per noi, un Dio che piange; è il Volto definitivo di Dio. Vediamo il testo, poi entreremo in questo mistero di un Dio che è così. ...
E questo pianto di Gesù ci rivela il mistero di Dio, la differenza tra Dio e l’uomo, come vien fuori Osea 11, 8 quando si dice “chiamati ad alzare il capo in alto nessuno solleva lo sguardo, nessuno si converte e il mio ultimo segno di compassione dentro di me “cosa devo fare, venir nella mia ira? No, non posso perché son Dio e non uomo“. Non posso far nient’altro che sentire il dispiacere, il dolore fino a morirne. E sarà il senso della morte di Gesù che è la passione di Dio per l’uomo perduto. L’ultimo tratto del Suo Volto è questo pianto che è un segno di impotenza. Il pianto è l’onnipotenza di Dio, questa impotenza che davanti al nostro male, lo sente più del Suo e lo porta su di Sé e dà la Vita per noi.
... In Luca è costante : come in Elisabetta che riconosce dalle viscere subito: “sussulta nello Spirito” la venuta della Madre del suo Signore; così con il Battista, Zaccaria recupera la parola quando riconosce la visita del Signore; come con Simeone e Anna nello spirito riconoscono lo Spirito del Signore. È quello Spirito che a Pentecoste sarà riversato su ogni carne, su tutta l’umanità. Ed è in questo Spirito, che è l’Amore che riconosciamo l’Amore, che conosciamo Dio, che Lo accogliamo. Quindi quando noi abbiamo questo Spirito, oggi accogliamo la visita del Signore e viviamo nello Spirito dell’Amore e del Figlio e del Padre. Quando non Lo riconosciamo ,in ogni incontro, questa venuta del Signore, non viviamo il giorno del Signore, non viviamo l’oggi di Dio, ma viviamo i giorni che conosciamo bene, i giorni delle nostre lotte, delle nostre guerre, delle nostre inquietudini delle nostre angosce, i giorni della nostra storia di male che ricadranno tutti su di Lui. Sta piangendo per questo, non sta piangendo su di sé perché gli capiteranno cose brutte, ma sta piangendo sulla Sua città, su di noi, su tutto il popolo perché ci capitano le cose brutte perché non accogliamo il Dono che ci viene incontro, quel Dono di un Dio che viene sull’asinello.
Il tema è proprio non conoscere il giorno della visita del Signore e questi versetti sono una minaccia profetica. Qui sembra sfumata, altrove è proprio “perché non accetti la mia vita ti capita questo”. In realtà è vero, se non accetti il Signore che è Vita, che è Amore, che è Pace, hai la morte, la guerra, l’odio: hai il contrario. La bibbia è molto ricca di minacce profetiche e le fanno apposta i profeti, anche Gesù, non per dire “speriamo che avvengano”. Le minacce profetiche stanno dicendo quello che sta avvenendo sulle cose che capitano anche a noi oggi. Quand’è che finiranno? Quando accogliamo la minaccia profetica che ti dice “non fare così, per favore, convertiti all’amore, alla mitezza, all’umiltà di Dio”. Allora cessano questi giorni di tenebra e viene il giorno.