giovedì 28 novembre 2019

"GESU' DISSE AI SUOI DISCEPOLI UNA PARABOLA" Lc 21, 29-33












3 commenti:

  1. FAUSTI - La fine del mondo non è qualcosa di tremendo.
    E' anzi il fine sommamente desiderato, la meta agognata. Paolo spera che avvenga mentre lui ancora vive. E' infatti l'incontro tra la sposa , che nello Spirito grida . “ Vieni” e lo sposo che garantisce :”Sì, verrò presto” (Apocalisse 22,17).
    Queste parole di Gesù presentano il quadro finale della vicenda cosmica.
    Al centro sta la venuta del Figlio dell'uomo, che segna la fine del mondo vecchio col suo male e l'inizio di quello nuovo, in comunione con Lui...
    La venuta gloriosa del Signore e il suo giudizio è a tre livelli : uno passato, quello della croce, dove tutto è compiuto ( Gv 19, 30);
    uno presente , quello della nostra sequela, e uno futuro, quando sarà compiuto in tutti ciò che già lo è in lui e in chi lo segue.
    La prima venuta , testimoniata dalla Parola, è norma di fede, che ci fa attendere il futuro nella speranza e vivere il presente nell'amore...
    Nella fine del mondo avverrà quanto è avvenuto nella morte di Gesù, quando si oscurò il sole meridiano e la luce stessa del mondo si spense e si inabissò nella tenebra... Allora avverrà quanto è avvenuto sulla croce – abbassamento estremo dell'Altissimo. Non sarà una cosa segreta, ma ben visibile .
    Egli si manifesta nella nube, perché, luce eccessiva, solo velandosi può rivelarsi...
    La gloria di Dio – splendore della sua essenza, ciò per cui Lui è se stesso – è l'Amore Misericordioso.
    Sarà manifesto a tutti proprio sulla croce.
    Gli apostoli sono inviati come annunciatori della gloria di Dio – angeli del Suo giudizio sulla storia.
    Il fine della loro missione è riunire attorno al Crocifisso tutti gli eletti...
    “Il cielo e la terra passeranno” Cielo e terra significa tutto. La scena di questo mondo passa. Ma non viene distrutto . Viene trasfigurato, reso partecipe della gloria dei figli.
    La sua Parola rimane in eterno, come la sua fedeltà e il suo amore.( Sl 148 – 117).
    Solo lui, che dice .”Amen”, è la roccia stabile su cui fondare la propria vita.
    Il Padre conosce il tempo del ritorno a casa di tutti i suoi figli. Anzi, il tempo è già venuto, ed è questo, in cui tutti siamo invitati.
    Ma come mai tarda l'estate , se il fico ha già dato la primizia?
    Tutta la storia ormai non è altro che il tempo della pazienza di Dio.
    Dice Pietro : “ Davanti al Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo. Il Signore non ritarda nell'adempiere la sua promessa, come certuni credono. Ma usa pazienza verso di voi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi” (2 Pt 3,8).
    Infatti vuole che tutti gli uomini siano salvati e che la sua casa sia piena. Ma come potrà essere piena la casa di un padre, se manca anche un solo figlio?
    Nel Figlio dell'uomo, fattosi maledizione e peccato per noi ( Galati 3,13- 2Cor 5, 12), è già tornato a casa l'ultimo dei suoi figli.
    Per questo bisogna far festa e rallegrarsi ( Luca 15, 22).
    E' quanto celebriamo nell'Eucaristia.

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  2. Antifona
    Il Signore annuncia la pace per il suo popolo,
    per i suoi fedeli, per chi ritorna a lui con fiducia. (Sal 84,9)

    Colletta
    Ridesta, o Signore, la volontà dei tuoi fedeli,
    perché, collaborando con impegno alla tua opera di salvezza,
    ottengano in misura sempre più abbondante
    i doni della tua misericordia.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d’uomo.
    Dal libro del profeta Daniele
    Dn 7,2-14

    Io, Daniele, guardavo nella mia visione notturna ed ecco, i quattro venti del cielo si abbattevano impetuosamente sul Mare Grande e quattro grandi bestie, differenti l’una dall’altra, salivano dal mare. La prima era simile a un leone e aveva ali di aquila. Mentre io stavo guardando, le furono strappate le ali e fu sollevata da terra e fatta stare su due piedi come un uomo e le fu dato un cuore d’uomo.
    Poi ecco una seconda bestia, simile a un orso, la quale stava alzata da un lato e aveva tre costole in bocca, fra i denti, e le fu detto: «Su, divora molta carne».
    Dopo di questa, mentre stavo guardando, eccone un’altra simile a un leopardo, la quale aveva quattro ali d’uccello sul dorso; quella bestia aveva quattro teste e le fu dato il potere.
    Dopo di questa, stavo ancora guardando nelle visioni notturne ed ecco una quarta bestia, spaventosa, terribile, d’una forza straordinaria, con grandi denti di ferro; divorava, stritolava e il rimanente se lo metteva sotto i piedi e lo calpestava: era diversa da tutte le altre bestie precedenti e aveva dieci corna.
    Stavo osservando queste corna, quand’ecco spuntare in mezzo a quelle un altro corno più piccolo, davanti al quale tre delle prime corna furono divelte: vidi che quel corno aveva occhi simili a quelli di un uomo e una bocca che proferiva parole arroganti.
    Io continuavo a guardare,
    quand’ecco furono collocati troni
    e un vegliardo si assise.
    La sua veste era candida come la neve
    e i capelli del suo capo erano candidi come la lana;
    il suo trono era come vampe di fuoco
    con le ruote come fuoco ardente.
    Un fiume di fuoco scorreva
    e usciva dinanzi a lui,
    mille migliaia lo servivano
    e diecimila miriadi lo assistevano.
    La corte sedette e i libri furono aperti.
    Continuai a guardare a causa delle parole arroganti che quel corno proferiva, e vidi che la bestia fu uccisa e il suo corpo distrutto e gettato a bruciare nel fuoco. Alle altre bestie fu tolto il potere e la durata della loro vita fu fissata fino a un termine stabilito.
    Guardando ancora nelle visioni notturne,
    ecco venire con le nubi del cielo
    uno simile a un figlio d’uomo;
    giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.
    Gli furono dati potere, gloria e regno;
    tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano:
    il suo potere è un potere eterno,
    che non finirà mai,
    e il suo regno non sarà mai distrutto.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dn 3,75-81

    R. A lui la lode e la gloria nei secoli.

    Benedite, monti e colline, il Signore.
    Benedite, creature tutte che germinate sulla terra, il Signore. R.

    Benedite, sorgenti, il Signore.
    Benedite, mari e fiumi, il Signore. R.

    Benedite, mostri marini e quanto si muove nell’acqua, il Signore.
    Benedite, uccelli tutti dell’aria, il Signore. R.

    Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore,
    lodatelo ed esaltatelo nei secoli. R.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Risollevatevi e alzate il capo,
    perché la vostra liberazione è vicina. (Lc 21,28)

    Alleluia.

    Vangelo
    Quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
    Dal Vangelo secondo Luca
    Lc 21,29-33

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
    «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l'estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
    In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

    Parola del Signore.

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  3. PAROLE DEI PAPI
    «Il cielo e la terra passeranno – dice Gesù –, ma le mie parole non passeranno». Il vero punto cruciale è questo. In quel giorno, ognuno di noi dovrà comprendere se la Parola del Figlio di Dio ha illuminato la propria esistenza personale, oppure se gli ha voltato le spalle preferendo confidare nelle proprie parole. Sarà più che mai il momento in cui abbandonarci definitivamente all’amore del Padre e affidarci alla sua misericordia. Nessuno può sfuggire a questo momento, nessuno di noi! La furbizia, che spesso mettiamo nei nostri comportamenti per accreditare l’immagine che vogliamo offrire, non servirà più; alla stessa stregua, la potenza del denaro e dei mezzi economici con i quali pretendiamo con presunzione di comperare tutto e tutti, non potrà più essere usata. Avremo con noi nient’altro che quanto abbiamo realizzato in questa vita credendo alla sua Parola: il tutto e il nulla di quanto abbiamo vissuto o tralasciato di compiere. Con noi soltanto porteremo quello che abbiamo donato.
    (Papa Francesco - Angelus, 18 novembre 2018)

    Il nostro Dio non è un Dio assente, sequestrato da un cielo lontanissimo; è invece un Dio “appassionato” dell’uomo, così teneramente amante da essere incapace di separarsi da lui. Noi umani siamo abili nel recidere legami e ponti. Lui invece no. Nel suo cammino nel mondo, l’uomo non è mai solo. Soprattutto il cristiano non si sente mai abbandonato, perché Gesù ci assicura di non aspettarci solo al termine del nostro lungo viaggio, ma di accompagnarci in ognuno dei nostri giorni. E perché fa questo? Semplicemente perché ci ama. Capito questo? Ci ama! E Dio sicuramente provvederà a tutti i nostri bisogni, non ci abbandonerà nel tempo della prova e del buio. (Papa Francesco 26 aprile 2017)

    Le parole del Signore non passano. Egli stabilisce una distinzione tra le cose penultime, che passano, e le cose ultime, che restano. È un messaggio per noi, per orientarci nelle nostre scelte importanti della vita, per orientarci su che cosa conviene investire la vita. Su ciò che è transitorio o sulle parole del Signore, che rimangono per sempre? Evidentemente su queste. Ma non è facile. Infatti, le cose che cadono sotto i nostri sensi e ci danno subito soddisfazione ci attirano, mentre le parole del Signore, pur belle, vanno oltre l’immediato e richiedono pazienza. Siamo tentati di aggrapparci a quello che vediamo e tocchiamo e ci sembra più sicuro. È umano, la tentazione è quella. Ma è un inganno, perché «il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno». (Papa Francesco Angelus, 14 novembre 2021)

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ASCENSIONE Lc 24,49 - 53