martedì 3 dicembre 2019

"IO IN MEZZO A VOI..." Lc 22,21-30


 

3 commenti:

  1. Lc 22,21 - Ma ecco, la mano
    di colui che mi consegna
    è con me, sulla mensa.
    22 Poiché il Figlio dell'uomo,
    secondo ciò è fissato,
    se ne va;
    ma ahimè per quell'uomo
    per mezzo del quale è consegnato!
    23 Ed essi cominciarono
    a discutere tra loro
    chi di loro mai fosse
    colui che stava per fare ciò.
    24 Ora, avvenne pure un litigio tra loro
    su chi di loro pareva essere più grande.
    25 Ora egli disse loro:
    I re delle nazioni
    spadroneggiano su di esse,
    e coloro che hanno potere su di esse
    sono chiamati benefattori.
    26 Ora voi non così;
    ma il più grande tra voi
    diventi come il più giovane
    e chi guida
    come chi serve.


    27 Poiché chi è più grande,
    chi è sdraiato a mensa
    o chi serve?
    Non forse chi è sdraiato a mensa?
    Ma io sono in mezzo a voi
    come colui che serve.
    28 Ora voi siete quelli
    che sono rimasti con me
    nelle mie tentazioni;
    29 e io dispongo per voi,
    come il Padre dispose per me,
    un regno
    30 affinché mangiate e beviate
    alla mia tavola
    nel mio regno
    e siederete sui troni
    a giudicare le dodici tribù di Israele.

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  2. LUCA 22,21-30

    GESUITI - Gesù dice: Ecco la mano di colui che mi consegna è con me sulla mensa. Gesù ha appena dato il pane; ha preso il pane; l’ha spezzato; l’ha dato. Questa è la mano del Figlio che prende, spezza e dona e Giuda rappresenta l’altra mano. La mano vuol dire la capacità di agire, il potere; la nostra mano prende, ruba, uccide e possiede. Quindi Giuda rappresenta Adamo, cioè ciascuno di noi. Cosa facciamo noi? Vogliamo possedere le cose, le persone e Dio, così ci garantiamo la vita e non sappiamo che questo invece, è uccidere, perché il possesso è principio di morte.

    Quindi Gesù è oggetto di questa mano che possiede e uccide e si consegna a questa mano per dire: Guarda che io do la vita per te!
    Quindi in Giuda, Gesù dà la vita per ciascuno di noi, per ogni uomo.
    E poi Gesù continua:. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto. Cosa sta scritto? Sta scritto che lui muore per il male del mondo per salvare il mondo, quindi in Giuda si compie la scrittura, come Dio da sempre ha fissato che l’uomo perduto riceve finalmente il corpo di Cristo, riceve la salvezza. E in Giovanni addirittura, l’unico che riceve il pane da Gesù, la comunione. E poi, Gesù aggiunge: Ahimè sento io il male di quell’uomo. Cioè il male che noi facciamo lo sente Dio che ci ama. E la croce è il rimedio di Dio per il male del mondo; e realmente porta su di sé il nostro male. E l’uomo cos’è? È semplicemente il mezzo di questo male, è mediatore di male. Siccome non si sente amato pensa che la vita sia allora possedere gli altri e così fa male a sé e agli altri. Questa immagine della mano appare come una minaccia, cioè è un dettaglio di qualche cosa che fa un’ombra di minaccia sul tavolo, sulla mensa.
    Nessuno capì fino in fondo cosa stava avvenendo e di chi si stava parlando.
    E poi, tutti cominciano a discutere chi di loro mai fosse. Ognuno pensa che è l’altro e tutti hanno ragione.
    Giuda rappresenta il male del mondo che è lo stesso di Adamo, lo stesso di Pietro, degli altri discepoli; lo stesso dei Sommi Sacerdoti. lo stesso di Ponzio Pilato, lo stesso di Erode, lo stesso di tutti. Siamo ancora tutti così.
    Quindi il nostro stile di vita è proprio quello di Cristo? I nostri criteri? E lui si dona a questa gente. In modo che sapendoci amati chissà,che cambiamo stile di vita e cominciamo a vivere del dono e dell’amore anche noi.
    E lui non si stancherà mai, perché vuole che tutti gli uomini siano salvati: e giungano alla conoscenza della verità perché il nostro amare non è la cattiveria, l’uomo non è cattivo; è solo scemo. È la stupidità: Non sanno quello che fanno dice Gesù sulla croce. E il vero male è il non sapere. E è davanti a questo amore che si rivela nell’Eucarestia, mistero della croce, che sappiamo che Dio è amore e che la vita è quel ricevere e dare; creare comunione attraverso i beni che abbiamo e non invece, dividerci e scannarci vicenda.
    Quest’altra mano che sono le mani di tutti. E allora, giustamente ognuno pensa chi sarà? È lui! È lui! E hanno tutti ragione dicendo che è l’altro. Fino a quando uno capisce e dice: Sono io e Giuda è l’unico a saperlo per ora. Quindi è l’unico che ha la possibilità di capire l’amore di Dio. Tra l’altro è solo Matteo che parla che Giuda poi, si è impiccato.
    Fanno tenerezza questi discepoli che litigano l’uno contro l’altro nell’ultima cena. Sono, ancora tutti i litigi, se pensate anche in famiglia, alla fine è su chi comanda, non è sulle cose giuste. Le cose giuste si fanno per necessità lo stesso, più o meno. Invece, chi è che comanda? Chi è il più grande?
    . E Gesù dice: Guardate i re delle nazioni spadroneggiano, dominano, schiacciano, vogliono essere chiamati anche benefattori. Non così tra voi! Invece, è così anche tra noi. Ma tra noi c’è uno che è diverso: è Gesù. Siamo chiamati tutti a vivere questa diversità anche nelle nostre relazioni familiari, comunitarie, nella società e nella Chiesa. Chi è il più grande?
    Colui che si fa ultimo di tutti.
    Siamo a servizio. Nessuno ha potere sull’altro.
    Fa proprio impressione che facciano questa discussione davanti a Gesù.

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  3. --> Ma “ io sono in mezzo a voi come colui che serve”.
    E il servizio è l’espressione completa dell’amore.
    L’egoismo si serve dell’altro, l’amore serve.
    E nel vangelo la libertà cos’è? È l’essere servi gli uni degli altri, nel reciproco amore. . L’altra è la libertà di Satana.
    " Io sono in mezzo a voi come colui che serve" così si definisce Gesù.
    . Servizio e mano: il potere di Dio.
    Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita, a servizio degli altri. Come vedete questa è tutta un’istruzione sull’Eucarestia dove esce tranquillamente il nostro male e in questo si presenta Gesù al nostro servizio per curarci da questo inganno, perché il male capisco sempre di più è inganno, perché l’uomo non lo farebbe, se non fosse ingannato. 28Ora voi siete quelli che sono rimasti con me nelle mie tentazioni; 29e io dispongo per voi, come il Padre dispose per me, un regno 30affinché mangiate e beviate alla mia tavola nel mio regno e siederete sui troni a giudicare le dodici tribù di Israele
    . Qui è la grande promessa di Gesù a voi, cioè a noi. E tra questi voi c’è Giuda che tradisce, Pietro che rinnega, gli altri che litigano tra di loro sul potere e tutti che lo abbandoneranno; proprio per voi io dispongo quello che il Padre ha disposto per me.
    Cosa ha disposto il Regno del Padre per il Figlio? Il Regno del Padre per il Figlio è l’amore infinito del Padre per il Figlio.
    E il Figlio è erede di questo Regno, cioè ha lo stesso amore e l’amore è la vita. Io dispongo per voi che siete così il mio Regno, per voi che siete così, non per altri migliori.
    Che voi che siete rimasti con me nelle mie tentazioni e voi ci siete caduti in tutte.
    Gesù, invece, le ha vinte tutte dall’inizio alla fine, anche sulla croce dalle stesse tentazioni che hanno i discepoli: il successo, il potere, il prestigio. Gesù le ha all’inizio, le ha alla fine e durante la vita: le ha vinte E voi siete rimasti con me a voi prometto il mio Regno. Ricordate l’altro al quale Gesù promette il Regno? Il malfattore convinto sulla croce.
    Cioè quando io mi accorgo che questo male di Giuda, questo male dei dodici che litigano, questo male che sarà in Pietro è anche in me capisco che cosa è il Regno di Dio: è l’amore infinito che Dio ha per me, lo stesso che ha per il Figlio unico:
    Li hai amati come ami me. Ciascuno di noi, delinquente che sia, è amato dal Padre con lo stesso amore con il quale ama suo Figlio Gesù unico, e ha dato suo Figlio per me. Questo è il Regno di Dio.
    E al malfattore convinto dirà: Oggi sarai con me nel mio Regno.
    Ed è bello che questa promessa del Regno, del mangiare e bere, la pienezza di vita e il giudizio su tutto il mondo, sarete voi a farlo. Qual è il giudizio di Dio? È la croce. Dove Dio dà la vita per tutti. Quello è il suo giudizio. Voi sarete come me, voi che siete così, cioè lo stesso che dice in Giovanni dopo aver lavato i piedi: Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi! Questo è già il Regno di Dio già sulla terra; e questo è il giudizio sul mondo che già vince il male del mondo; e questo è il giudizio che dobbiamo vivere in questo mondo.
    Allora, quando celebriamo l’Eucarestia, si va per vedere e far memoria e mettere nel cuore quanto Dio mi ama, fino a donare sé stesso per me che sono come Giuda, come tutti che cominciano a discutere l’uno contro l’altro accusando gli altri; e poi comincio a litigare con gli altri per dominare sugli altri e poi sarò come Pietro che rinnega: Io no. Tutti gli altri sì, ma io no!
    Per capire questo amore assoluto per me e per tutti e uscire ogni volta rinnovati da questa memoria di un Dio che si consegna a me, che lo consegno alla morte. Di un Dio che è morto per i peccatori - dice Paolo - del quale io sono il primo.
    E quindi è una conversione costante l’Eucarestia ed è davvero una liberazione costante della nostra intelligenza che capisce la verità e del nostro cuore che si allarga di ricevere l’amore e di sapere amare e di accogliere come siamo accolti.

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ASCENSIONE Lc 24,49 - 53